mercoledì 21 gennaio 2009
Pubblica Amministrazione ancora non del tutto "digitale"
a cura di Alessia Valentini
La qualità dei servizi pubblici online è migliore che nel resto dell'Europa, ma i nostri esperti denunciano la mancata innovazione della PA. Come può essere?
Diversi articoli su carta stampata e non, scritti da persone autorevoli, parlando della Pubblica Amministrazione, ne hanno sottolineato le carenze tecnologiche o peggio ne hanno lamentato la mancata realizzazione della sua parte più innovativa, cioè quella digitale. Ci si potrebbe ragionevolmente domandare se tale difformità possa dipendere da una corrente politica avversa rispetto a quella che finora aveva governato e gestito la PA. Ma non è affatto così... Coloro che hanno criticato la mancanza di una vera e propria PA digitale sono persone che lavorano da anni in questo campo e che grazie alla loro esperienza hanno una accorta, ponderata e affidabile visione d'insieme. Dunque? Come fa la PA ad erogare un livello avanzato di servizi online ed essere contemporaneamente arretrata tecnologicamente tanto da non poter essere definita come digitalizzata?
I pareri critici
Paolo Subioli, autodefinitosi giornalista dell'innovazione, studia e divulga i fenomeni dell'innovazione nella nostra società, con particolare riguardo alla Pubblica Amministrazione. In un suo articolo sull'e-government ripercorre il processo di modernizzazione della PA lungo 10 anni. Si parte dalla Legge Bassanini che già nel 1997 auspicava di riformare la Pubblica Amministrazione, e sono evidenziate tutte le tappe più importanti di rinnovamento della PA, dalle reti civiche, ai siti internet istituzionali. Anche in questo caso viene evidenziata la serie di aspettative deluse: la Carta di Identità Elettronica, la piena interoperatività fra tutte le PA.
È interessante esaminare i contenuti del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) per capire il perchè della sua importanza. Il CAD è un documento emesso dal CNIPA nel Novembre del 2006 che forniva obiettivi importanti per l'interazione della PA verso i cittadini e le imprese. La sez. 2 di tale testo, infatti, indicava i seguenti punti:
- diritto all'uso delle tecnologie per cittadini e imprese;
- partecipazione al procedimento amministrativo informatico;
- effettuazione dei pagamenti con modalità informatiche;
- utilizzo della posta elettronica certificata;
- qualità dei servizi resi e soddisfazione dell'utenza;
- alfabetizzazione informatica dei cittadini;
- partecipazione democratica elettronica;
- sportelli per le attività produttive;
- registro informatico degli adempimenti amministrativi per le imprese.
Lo stesso testo foniva, inoltre, dettagli relativi al miglior funzionamento della PA stessa:
- norme generali per l'uso delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni nell'azione amministrativa;
- formazione informatica dei dipendenti pubblici;
- digitalizzazione e riorganizzazione;
- strutture per l'organizzazione, l'innovazione e le tecnologie.
Infine nel CAD venivano dati dettagli importanti circa il documento informatico, la sua conservazione, la firma digitale e la certificazione documentale, la regolamentazione per i pagamenti online, la dematerializzazione dei documenti pubblici e la trasmissione informatica fra uffici della PA, l'integrazione fra le basi di dati per la fruibilità di tutti gli archivi a tutti gli uffici, la caratterizzazione della carta di identità elettronica e già da allora veniva descritto il famoso Sistema Pubblico di Connettività. Per ogni area citata erano fornite scadenze e modalità operative di implementazione anche con il supporto del CNIPA. Quindi il CAD era sia un piano di lavoro sia contemporaneamente un utile guida operativa.
Una spiegazione ragionevole
Quindi la vera risposta al dubbio di partenza è che le varie autonomie locali hanno realizzato i servizi online con fondi propri e in ottemperanza al piano e-gov del 2000, ma è mancata la successiva e necessaria integrazione applicativa, di reti e basi di dati che avrebbe consentito ai sistemi di back-end di essere completamente interoperabili. È vero che alcune tecnologie attuali permettono lo stesso il colloquio fra applicativi diversi, ma è un concetto del tutto diverso dalla realizzazione di un unico sistema integrato e interoperabile che potesse realizzare il B2B (Business to Business n.d.r.) e il C2B (Citizen to Business n.d.r.). Tra l'altro il riuso di tutti i vari applicativi implementati dalle amministrazioni locali non si è verificato, per due motivi principali:
- Nessuna PA locale ha avuto rassicurazioni dalla PA centrale che alle soluzioni applicative implementate in altre regioni, province e comuni fosse garantita l'assistenza continua. Ovvero ogni PA locale ha proposto e realizzato la propria soluzione software, ricorrendo a bandi locali, utilizzando RTI di aziende del territorio, ma mancando una regia centrale, le altre amministrazioni si sono guardate bene dal riusare qualche cosa che non conoscevano e che non veniva "sponsorizzato" dalle autorità pubbliche centrali.
- La PA centrale dal lato suo non ha scelto uno o più progetti di particolare successo, che potessero essere replicati ed esportati garantendone la manutenzione evolutiva, e l'aggiornamento. L'unica iniziativa per evidenziare progetti eccellenti è il "premio PA digitale 2008" promosso dal DAE il cui scopo è quello di «premiare le amministrazioni pubbliche che si sono distinte per aver applicato nella propria attività amministrativa le prescrizioni contenute nel Codice dell'Amministrazione Digitale».
Dunque, anche se in Italia sono presenti un vasta e diffusa serie di servizi online al cittadino, la PA italiana non è veramente digitale. Manca il substrato applicativo e tecnologico comune. L'annuncio che il Sistema Pubblico di Connettività è pronto e operativo, è solo il primo di una serie ben più ampia di passi da fare a livello di PA centrale e locale affinché tutta la Pubblica amministrazione possa funzionare come un solo ufficio.
Per il futuro
È pronto il nuovo piano triennale 2008-2010 del CNIPA le cui principali linee d'azione riguardano:
- lo sviluppo di servizi in rete e dei servizi applicativi per cittadini ed imprese;
- l'integrazione in rete dei servizi e delle banche dati delle amministrazioni centrali e locali;
- lo sviluppo di servizi applicativi a supporto del miglioramento dell'efficienza dell'azione amministrativa;
- il potenziamento degli strumenti a supporto della valutazione della misura dell'azione amministrativa;
- la Dematerializzazione dei procedimenti e la gestione informatica dei documenti;
- il miglioramento dell'efficienza operativa delle infrastrutture tecnologiche ICT;
- la sicurezza ICT;
- l'adozione di soluzioni tecnologiche innovative
- il riuso del software e l'open source
- la formazione informatica e la formazione in rete (e-learning).
Al momento è disponibile in rete il nuovo piano industriale ad opera del neo Ministro Renato Brunetta: accanto alle misure di gestione del personale della PA (le famose misure antifannulloni in questi giorni rimbalzate ovunque sui media n.d.r.) e al tema dela riorganizzazione della PA, vi è il capitolo 3 dal titolo "Ruolo strategico della digitallizzazione della Pubblica Amministrazione" ove viene evidenziata l'importanza del CAD ma sono sostanzialmente riconosciute le carenze della PA: non tutti i servizi online permettono di concludere l'iter sul Web e manca un vera e propria "cabina di regia" unica per la realizzazione di un vero processo di ammodernamento tecnologico della Pubblica Amministrazione.
Sono poi previste le linee d'intervento prioritarie:
- raggiungere la piena condivisione e interoperabilità tra le banche dati delle diverse amministrazioni centrali e locali;
- non potranno più essere richiesti ai cittadini e alle imprese dati che sono già in possesso delle amministrazioni pubbliche, pertanto la modalità one-stop-shop dovrà diventare pratica generalizzata;
- al cittadino dovrà essere garantito un unico strumento di accesso ai servizi, valido sia ai fini sanitari che fiscali (il codice identificativo personale);
- qualunque servizio accessibile in forma digitale non dovrà più essere erogato in formato cartaceo;
- le amministrazioni aboliscono l'uso della carta(dematerializzazione);
- un sistema di call center guiderà il cittadino e le imprese all'uso dei nuovi servizi;
- i cittadini avranno a disposizione attraverso un sistema di reti amiche i servizi pubblici in condizioni di prossimità ed amicalità. A questo scopo verranno messe in competizione e sovrapposizione tra loro le reti di massima capillarità.
Tuttavia è il governo a dover emettere un nuovo piano per l'e-government che si ispiri al CAD e che tenga conto del piano triennale del CNIPA e del nuovo piano industriale della PA, ma che soprattutto possa rispondere all'esigenza reale di Innovare la Pubblica Amministrazione come entità univoca, indicando e stanziando risorse mirate, prevedendo scadenze precise e disciplinando un controllo puntuale sia in merito alle scadenze sia alla qualità dei risultati. Aspettiamo...