Reti per l'innovazione della PA locale
giovedì 7 gennaio 2010

Reti per l'innovazione della PA locale

a cura di Rosalba Mancuso
I processi di digitalizzazione della PA locale passano anche attraverso un largo partenariato che coinvolge enti locali nazionali, europei ed intercontinentali

I processi di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione locale passano anche attraverso un largo partenariato che coinvolge enti locali nazionali ed europei, attraverso la creazione di progetti comuni, dove i partecipanti ed i relativi cittadini comunicano tra loro tramite siti web e piattaforme online di respiro internazionale. Molti però non sanno che le regioni, i comuni, magari proprio l'ente locale a cui quotidianamente si rivolgono, anche via web, alla ricerca di informazioni o servizi, può essere fondatore e capofila di progetti di informatizzazione apprezzati e finanziati dall'Unione Europea. Quando più enti locali di diversi Stati si mettono assieme per condividere progetti di innovazione, digitale e non solo, si crea una Rete. I protagonisti di questo approfondimento sono, infatti, le Reti locali e regionali europee ed oltre. La globalizzazione, favorita dalla Rete Internet, in questo caso, diventa "glocalizzazione", come dicono gli addetti ai lavori, cioè le realtà locali (regionali e comunali) dialogano tra loro al di fuori dei propri confini territoriali e diventano "globali", pur mantenendo una propria identità istituzionale locale.

La mission comune a tutti questi partenariati è quella di favorire lo sviluppo e l'accesso della società dell'informazione e della conseguente digitalizzazione al maggior numero possibile di utenti, senza discriminazioni territoriali o continentali di sorta, mettendo a disposizione degli Stari membri, potenti ed al tempo stesso usabili piattaforme web, dove dialogare, organizzare e gestire progetti utili allo sviluppo ed al miglioramento dei servizi erogati da ciascun ente. Questi progetti contemplano la possibilità di far aderire non solo municipalità europee, ma anche di altri continenti, dell'America Latina, dell'Africa, ad esempio. Attraverso queste "alleanze" telematiche e transnazionali, si mira a ridurre il divario digitale, dei cittadini e delle istituzioni di ogni parte, anche più piccola del pianeta.

I benefici della creazione di network pubblici transnazionali sono immensi, sia per la stessa PA che per privati cittadini ed imprese. In alcuni di questi progetti, aziende degli Stati membri mettono a disposizione delle singole amministrazioni locali software per la compilazione di richieste di finanziamento da parte delle imprese locali. Un unico software che permette uno scambio veloce di informazioni e di invio di pratiche e documentazioni utili alla crescita dell'impresa stessa. Un vantaggio enorme che permette anche di velocizzare le richieste di finanziamenti europei da parte delle Regioni. Il tutto a beneficio dello sviluppo economico del tessuto territoriale. Inevitabile dire che queste Reti propongono progetti di sviluppo sostenibile e che sono a loro volta da sostenere, con l'impegno e la partecipazione attiva delle amministrazioni e dei loro cittadini. Alcuni comuni italiani aderenti a Reti europee si sono fatti promotori di progetti come la Carta dei Diritti del Cittadino su Internet, che garantisce l'equo e sicuro accesso degli utenti allo sconfinato universo dei servizi digitali.

Come accennato, molti utenti e cittadini non conoscono a fondo questi partenariati transnazionali, molti, ad esempio, non sanno che regioni come la Sicilia fanno parte di queste Reti. Altri non sanno che l'Associazione nazionale dei Comuni Italiani (Anci) si è fatta promotrice di importanti Reti locali e regionali europee. Le Reti si dividono in due categorie: associative e tematiche. Comprendono partenariati tra municipalità solo europee o europee ed intercontinentali. Le reti regionali e locali, costituite attraverso forme associative sono sette. Quelle tematiche sono tre. Le prime nascono attraverso la costituzione di associazioni tra regioni e comuni europei ed internazionali. Le seconde possono avere una forma giuridica diversa, come i consorzi.


Ma chi sono e cosa fanno queste reti? Lo scopriamo nel dettaglio attraverso un elenco divulgato da Ancitel, la rete telematica dell'Anci. Tra le reti associative, spicca la rete Elanet (Cemr), fondata nel 1996. Tra i co-fondatori proprio l'Anci e l'Ancitel. La rete opera sotto l'egida del Consiglio dei comuni e delle regioni d'Europa, il Cemr. Ne fanno parte gli enti locali di 27 paesi dell'UE, a cui si è aggiunta anche la Norvergia. La rete opera nell'ambito dei progetti che promuovono l'innovazione di nuove tecnologie negli enti locali e regionali, tra cui l'Agenda Digitale Locale. Il Cemr è stato fondato a Ginevra nel 1951 ed è la più grande associazione di comuni e regioni europee. Comprende più di 100 mila enti comunali e regionali, sparsi in 35 paesi. L'obiettivo dell'Associazione è promuovere il dialogo delle varie municipalità per creare l'Europa del futuro; ispirare leggi di taglio europeo realizzate con il contributo delle realtà locali; scambiare esperienze con realtà locali anche intercontinentali.

Un'altra associazione attiva nel campo della digitalizzazione delle realtà regionali è Erisa@, European Regional Information Society association, fondata nel 1998 con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo della società dell'Informazione nella PA regionale ed interregionale. Da 22, le regioni partner sono passate a 50. Con l'ausilio di piattaforme comuni, le regioni aderenti possono scambiarsi informazioni ed esperienze o condividere best pratice. Attraverso queste stesse piattaforme Eris@ supporta le iniziative delle amministrazioni in ambito digitale o progetti europei. Il più importante è la Rete Ianis dove collaborano 47 regioni che coordinano un gruppo di lavoro comune per promuovere lo sviluppo della Società dell'Informazione. La Rete delle principali città europee si chiama, invece, Eurocities. Venne fondata nel 1986 con il nome di Telecities, che oggi è integrata nella denominazione attuale. Organizza ogni anno seminari e conferenze ed attività di benchmarketing tra le città aderenti, mirate a migliorare le performance delle pubbliche amministrazioni.

Uno degli obiettivi di Eurocities è la promozione dello sviluppo integrato locale. Un ruolo rilevante in questa rete occupano i comuni italiani di Roma, Siena. Bologna, Torino e Salerno. Ancora le regioni protagoniste della nascita della rete internazionale che si pone l'obiettivo prioritario di accrescere sempre più lo sviluppo della Società dell'Informazione. Si tratta di IT4ALL, la Rete delle Autorità locali per la Società dell'Informazione, appunto. Oggi la rete annovera tra i suoi membri non solo le regioni, ma tutte le autorità locali d'Europa e di altri continenti, tra cui Nord America, Africa, America Latina, Asia. Tra i governi europei aderenti alla Rete troviamo anche l'Assemblea Regionale Siciliana. La spinta alla costituzione di questa rete mondiale nasce nel 2003 a Bilbao, durante il Congresso Internazionale IT4ALL "Opportunità e sfide per le regioni nella nuova società dell'informazione". Oggi è gestita dalla Regione Euskadi (Paese Vasco) per realizzare gli obiettivi del II Summit Mondiale delle Città ed i Governi Locali sulla Società dell'Informazione (Novembre 2005). Questi obiettivi sono la riduzione del divario digitale delle singole amministrazioni locali nel mondo attraverso l'e-inclusione e lo sviluppo di progetti di cooperazione in ambito telematico. La rete IT4ALL fornisce anche consulenza alle pubbliche amministrazioni nell'ambito dell'Agenda Digitale Locale.


Per garantire transazioni sicure di atti informatizzati tra diverse amministrazioni europee è stata messa a punto una piattaforma elettronica, chiamata Fast. Promotrice del progetto è stata la Rete E-Forum, ovvero il forum europeo dei pubblici servizi elettronici. La rete fa parte di un'associazione no profit, con sede a Bruxelles, nata poco prima del 2000 e cofinanziata dalla Commissione Europea. Sempre a Bruxelles si trova la rete mondiale Global cities dialoges, composta da città interessate alla creazione di una società dell'Informazione accessibile a tutti. È stata creata, sotto forma di associazione, su iniziativa di sei città appartenenti alla Germania, Italia, Francia,Corea ed Islanda. Il comune italiano promotore è stato Segrate.

L'obiettivo è simile ad altre reti e cioè il superamento sostenibile del divario digitale. Tra le reti tematiche troviamo Demo-net finanziata dalla commissione europea attraverso il programma quadro per la ricerca tecnologica IST, allo scopo di rafforzare la ricerca tecnologica e l'innovazione nell'e-partecipation per la partecipazione attiva del cittadino ai processi decisionali della Pubblica amministrazione locale.

La rete è nata nel 2006 e verrà finanziata fino al 2010. Altra rete tematica è il consorzio Ianis+ che opera nell'ambito della rete Eris@, che abbiamo poco fa descritto. Ianis si è trasformato in Ianis+ coinvolgendo 49 regioni che partecipano a progetti ambiziosi, come lo sviluppo della formazione nel campo della Società dell'Informazione. Altra rete tematica regionale è Erik, rete regionale per lo sviluppo dell'innovazione basata sulla conoscenza. Conta 51 regioni aderenti. Tra le fondatrici le Regioni Toscana ed Emilia Romagna che rivestono anche il ruolo di coordinatrici. L'adesione delle realtà regionali e locali europee o intercontinentali, alle reti non è solo puramente ideologica, ma anche politica, perché la singola amministrazione aderente deve siglare degli accordi formali. La Rete internazionale global cities, ad esempio, che coinvolge direttamente sindaci ed amministratori, prevede la sottoscrizione di un impegno politico formale che mira all'obiettivo della costruzione di una società fondata sul progresso digitale accessibile a tutti, senza disuguaglianze.




Versione originale: http://www.pubblicaamministrazione.net/connettivita/articoli/2148/reti-per-linnovazione-della-pa-locale.html