La PA è in tv, online
mercoledì 26 marzo 2008

La PA è in tv, online

a cura di Stefano Gorla
Grazie all'integrazione di Web e tv, diversi sono gli enti pubblici che negli ultimi anni hanno realizzato notiziari online per offrire informazioni dettagliate ai propri cittadini

A partire dal 2002, diversi Enti locali e università hanno realizzato notiziari Web per comunicare ai cittadini le loro attività istituzionali in un modo diretto e moderno. Con l'integrazione di Tv e Web via banda larga si ottiene uno strumento duttile ed efficace per la comunicazione da parte della PA:

  • la televisione presenta il carattere dell'immediatezza, la facilità del suo utilizzo e una presenza capillare in tutte le case private e negli esercizi pubblici;
  • il Web permette la diffusione dei contenuti su diversi supporti e il superamento di ogni barriera spaziale e temporale;
  • Internet consente l'interattività, elemento essenziale per la eDemocracy.

Il Formez – centro di formazione e studi del Dipartimento della Funzione Pubblica del Consiglio dei Ministri- ha coniato il motto la PA che si vede ed ha istituito un osservatorio permanente sulle produzioni private e pubbliche di contenuti multimediali come Web Tv, Tv via cavo e satellite, digitale terrestre (DTT) da parte delle pubbliche amministrazioni. Attraverso http://www.retepa.it/ è possibile "vedere" le numerose esperienze locali.

Al vantaggio dei limitati costi economici per la produzione e la diffusione della comunicazione, il Web unisce quello della costruzione modulare con la possibilità di suddividere il prodotto offrendo solo il servizio a cui si è interessati, con la possibilità di richiamarlo on demand. In questo modo, accanto ai notiziari, si aggiungono dei veri e propri canali tematici relativi al turismo, alla cultura o allo sport. Ben dieci regioni trasmettono le sedute consiliari in diretta on line: Abruzzo, Calabria, Friuli, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto.

Focus sulla Regione Umbria

Il caso dell'Umbria con TELECRU è emblematico e rappresenta un esempio ben riuscito di comunicazione attraverso strumenti telematici. Il Consiglio Regionale dell'Umbria già nel 1984 si è dotato di un sistema informativo interno realizzato con impiego di ICT all'avanguardia. A completamento del back office nel 1999 ha realizzato il sistema Mita, Monitor iter atti, per un monitoraggio permanente di tutti i processi in atto. Inoltre, dal 2004, il Consiglio ha adeguato i suoi sistemi agli standard per il protocollo informatico e l'interoperabilità fra amministrazioni pubbliche. Tutti i documenti interni possono essere scambiati in formato elettronico e autenticati con firma digitale. Ogni consigliere può utilizzare una casella di posta elettronica certificata (PEC).


Telecru rappresenta il front office: un notiziario in formato Web tv che si occupa delle sedute dell'Assemblea legislativa regionale, delle riunioni delle Commissioni Consiliari, dei convegni dei diversi gruppi politici, delle iniziative culturali ospitate a Palazzo Cesaroni (sede del Consiglio), delle iniziative delle Province di Terni e Perugia. Telecru si rivolge sia ai cittadini residenti che a quelli trasferitisi all'estero ma che, tramite Internet, possono restare in contatto e non perdere le proprie radici.

Il Comune di Perugia, grazie al progetto comunitario Teleaccess - promosso nell'ambito del programma Interreg III B, Area CADSES (Central, Adriatic, Danubian and South-Eastern European Space) - ha realizzato una rete informativa denominata IPTV - Città in Tv, costituita da punti video dotati di schermi al plasma (sistema IP/TV), collocati nei luoghi pubblici e negli spazi collettivi, (uffici, stazioni, sale d'attesa, piazze) per trasmettere informazioni e notizie di carattere generale o contestualizzate, della Pubblica Amministrazione, delle aziende di servizi e trasporti pubblici, di enti e organizzazioni, testate giornalistiche locali e nazionali, con l'obiettivo di comunicare utilità, informando e intrattenendo il cittadino in spazi di sosta e attesa.

Il sito http://www.cittaintv.com/ presenta quanto sinora concretamente compiuto per una città che va verso il cittadino. Infine, a supporto della didattica, dell'imprenditorialità e dell'accesso alla società dell'Informazione nelle aree più isolate è stata creata dalla Regione Umbria una Rete di Telecentri. Il Progetto "Telecentri" ( http://www.regione.umbria.it/telecentri/) è stato finanziato dal FESR nell'ambito delle Azioni Innovative. Oltre 100 centri forniti di strumenti ICT e dislocati in modo diffuso su tutto il territorio regionale connettono i paesi, gli abitanti e le imprese di tutta l'Umbria alle opportunità date dal telelavoro, dalla formazione, dall'accesso agevolato ad Internet e ai servizi della Pubblica Amministrazione.


I Telecentri offrono alfabetizzazione informatica, formazione a distanza, uso di postazioni di telelavoro, "incubazione" di nuove imprese, aiuto per la ricerca di opportunità finanziarie, sostegno alla realizzazione di business plan necessari per l'avviamento di una nuova impresa, Internet point, servizi di back office (traduzioni, inserimento dati etc.), videoconferenza, consultazione di banche dati, utilizzo degli sportelli telematici della PA e possibilità di svolgere pratiche in modo remoto.

La Regione Umbria ha, quindi, trovato una risposta innovativa ed originale alla richiesta di utilizzo efficace delle tecnologie digitali per migliorare la sua comunicazione. La funzione principale che le nuove tecnologie dovrebbero assicurare nei confronti del cittadino consiste nella semplificazione delle procedure amministrative. Questo concetto è rafforzato dal fatto che la semplificazione è attributo inscindibile dell'accessibilità. Il nocciolo della questione è la definizione di COMUNICAZIONE. Comunicare per la PA significa solamente dare informazioni? Oppure significa anche ascoltare, mettersi in relazione con il cittadino in modo articolato e complesso? La comunicazione deve essere considerata anche della PA una parte del marketing, inteso come processo di erogazione di servizi in funzione del cliente-cittadino.

Certamente la Web Tv, rispetto alla televisione tradizionale, si presenta come media più vicino ai fini istituzionali della PA considerando che in sintesi può essere definita come medium di consultazione, interattivo, di relazione, erogatore di servizi. Ma la domanda cruciale è "per fare che cosa", cioè definire i contenuti da trasmettere.

Concordo con Angelo Baiocchi ("I molti schermi: la Pubblica Amministrazione tra televisione, computer, telefonino e non solo", in "Rete pubblica", a cura di Federica Venier, ed. Guerra, 2007) nel considerare «l'unica motivazione valida perché un'istituzione pubblica diventi editore (...) nel fatto che trasmetta contenuti di servizio, diciamo contenuti di pubblica utilità che non sarebbe possibile affidare in maniera esaustiva ai media esistenti». Una regola che dovrebbe valere non solo per la Web Tv ma anche per la comunicazione su qualsiasi media utilizzando denaro pubblico, specialmente quando le notizie non presentano per i media quel richiamo che li porta a pubblicare anche senza un intervento diretto da parte della PA. Infine, occorre tener ben distinta la separatezza tra marketing istituzionale, doveroso e legittimo, e marketing politico, superfluo e auto valutativo dei politici gestori pro tempore dell'istituzione.




Versione originale: http://www.pubblicaamministrazione.net/connettivita/articoli/589/la-pa-e-in-tv-online.html