mercoledì 16 luglio 2008
Università e connessioni Internet: come va la rete WiFi?
a cura di Noemi Ricci
Il Centro Studi della Fondazione Crui ha realizzato uno studio per analizzare la condizione di utilizzo delle tecnologie wireless all'interno delle nostre università
Molte delle abitudini quotidiane di ognuno di noi sono state profondamente modificate con l'avvento delle nuove tecnologie della comunicazione, prima fra tutte la diffusione della rete Internet alla quale affidiamo ormai quasi ogni forma di conoscenza. Internet ha infatti enormemente allargato l'accesso alla conoscenza, modificando il modo di comunicare, informare e anche studiare. Basti pensare che fino a qualche anno fa le ricerche scolastiche avvenivano tramite la consultazione di enormi libri e enciclopedie; similmente le ricerche universitarie avvenivano passando lunghe ore all'interno delle biblioteche. Oggi invece bastano pochi click per accedere, tramite un pc collegato a Internet, a ogni tipo di informazione disponibile in modalità remota e distribuita.
Con il cambiamento dei processi di comunicazione del sapere e quelli della loro acquisizione sono stati messi in discussione anche i modelli istituzionali tradizionali della scuola e dell'università. Concentrando l'attenzione sul caso universitario, molti dei meccanismi si sono evoluti passando alla versione telematica. Le bacheche con affissi gli avvisi dei professori, degli orari delle lezioni nonché dei risultati degli esami stanno diventando gradualmente sempre più un ricordo. Questo tipo di informazioni sono ormai quasi del tutto (in alcuni casi esclusivamente) reperibili online.
Un'evoluzione senza ombra di dubbio utile per gli studenti che non devono più fare, ad esempio, interminabili file per fotocopiare le preziose dispense del corso, potendole scaricare direttamente da casa dal proprio PC; oppure fuori dall'ufficio del professore per porre delle domande, potendo in alternativa mandare una semplice email.
Se molto del materiale è ormai reperibile online e la rete è diventata uno strumento fondamentale per la propria formazione, nasce l'esigenza da parte dell'istituzione universitaria di nuove funzioni e strumenti atti ad espletarla. Tuttavia vi sono ancora istituti in grave ritardo sul fronte della connettività wireless. Cerchiamo di capire, attraverso un'analisi dell'attuale situazione delle connessioni Internet nelle università, che tipo di supporto forniscono agli studenti gli atenei italiani. In particolare passiamo in rassegna le varie esperienze degli atenei italiani in merito alla diffusione della rete WiFi.
Il Centro Studi della Fondazione Crui (la Conferenza dei Rettori delle università italiane), nell'ambito di una convenzione siglata con il Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha recentemente effettuato un'indagine proprio sulla diffusione della rete wireless nell'ambito del sistema universitario italiano, osservandone anche i relativi servizi erogati, le criticità e le prospettive di sviluppo.
L'indagine è stata realizzata mediante dei questionari a cui oltre l'80% degli atenei ha risposto, garantendo un quadro piuttosto significativo del sistema universitario e un'adeguata attendibilità dei risultati ottenuti. Da questi emerge che a spendere maggiormente per dotarsi di reti wireless sono le università del nord-ovest d'Italia, dove il 67% degli atenei garantisce una copertura per oltre la metà delle sedi. Cosa che avviene solo nel 42% delle università del sud.
I luoghi preposti alla copertura wireless sarebbero inoltre principalmente le aule e le biblioteche, con percentuali rispettivamente del 72% e del 70%. Mentre per quanto riguarda i contenuti, il WiFi è utilizzato nel 46% dei casi per compiti interattivi quali l'e-learning, nel 52% per l'interazione con i docenti, ma soprattutto per servizi unidirezionali quali Informazioni amministrative (95,4%), Servizi di supporto alla didattica (95,4%) e Servizi e procedure amministrative (80,0%). A conferma di quanto rilevato dall'indagine si possono leggere le opinioni degli studenti stessi, lasciate nei vari forum e lettere inviate alle riviste giornalistiche online.
Gli studenti del Politecnico di Milano affermano che la rete wireless copre praticamente tutti gli ambienti (compresi parchi e aree verdi), con un buon segnale e ottima banda, anche se è chiusa a qualsiasi tipo di utilizzo che non sia la semplice navigazione Web. Ogni studente ha, inoltre, un proprio account con cui autenticarsi presso i numerosi hotspot presenti e una propria casella email. In più è possibile connettersi ad Internet sia via browser che tramite OpenVPN.
Nella stessa città, l'Università degli studi di Milano-Bicocca fa parte del progetto europeo EDUROAM (EDUcation ROAMing), che garantisce la connettività degli utenti presso tutti gli enti che vi aderiscono. In questo modo anche gli utenti provenienti da altre Università coinvolte nel progetto sono automaticamente abilitati all'utilizzo della rete wireless, anche se il sistema di autenticazione con crittografia WPA2/AES può creare qualche disagio agli utenti meno esperti. Gli studenti hanno, infine, la possibilità di accedere anche da casa a tutta la letteratura scientifica a cui l'università è abbonata.
Non altrettanto rosea sembra essere la situazione di Padova, a partire da chi trova difficoltà per la crittografia utilizzata: WPA2 con EAP TTLS, che rende spesso impraticabile l'accesso agli utenti Linux, passando per gli orari degli access point che vengono spenti alle 19:00, fino ad arrivare a chi si lamenta addirittura della mancata copertura nella propria Facoltà. Oltre alle esperienze negative legate alla rete, l'ateneo padovano sembra registrare anche una carenza nel sistema informatico definito dagli stessi studenti poco user friendly, in più molti dei professori non avrebbero né un sito proprio né tanto meno una propria email.
Anche a Genova la situazione non è migliore. Solo in un dipartimento della Facoltà di Ingegneria sono presenti access point nei vari piani, nella biblioteca e nella sala studio. Lavori in corso, frutto di una sinergia tra studenti, docenti e personale tecnico, lasciano presagire che presto la rete coprirà la quasi totalità degli spazi della facoltà.
A Bergamo sembra, invece, che gli studenti siano più che soddisfatti del servizio informatico del proprio ateneo, attraverso cui è possibile iscriversi agli esami, controllare le verbalizzazioni degli esami e il pagamento delle tasse, stampare certificati. È, inoltre, possibile personalizzare secondo le proprie esigenze la home page del sito Web www.unibg.it, sul quale sono presenti le pagine dei corsi e i materiali pubblicati dai docenti. Per quanto riguarda il WiFi sembra che da quest'anno sia presente e con una buona copertura, perlomeno nelle sedi di Economia e Giurisprudenza. Comunque la connessione Internet è assicurata anche dai numerosi punti di accesso mediante cavo ethernet.
A Udine il servizio partito nel 2003 dal polo scientifico e tecnologico si è espanso in tutti i poli dell'Ateneo. La qualità del progetto lo ha portato ad essere scelto come caso di studio all'incontro dei responsabili della rete GARR a novembre 2005.
Passando al centro Italia, nel Polo Scientifico didattico di Terni il WiFi è presente in tutte le varie sedi dislocate sul territorio, il cui sistema di accesso prevede sia la tipologia aperta che cifrata, a discrezione dell'utente. All'Aquila sembra che la copertura wireless non copra invece tutti i poli didattici e che la maggior parte dei corsi di laurea non abbia un sito o uno spazio Web dedicato. Presente un sistema di prenotazione agli esami online, che però non sembra essere perfettamente funzionante. Presenti solo poche e piccole aule workstation ad accesso riservato in cui è presente Internet.
A Roma per quanto riguarda La Sapienza, il WiFi è presente nella Facoltà di Ingegneria Informatica, grazie al progetto SapienzaWireless, ma solo in una delle due sedi, quella in cui si svolgono i corsi del terzo anno e della specialistica. La copertura sembra che sia assicurata nel parco, nella biblioteca e solo in alcune aule. Diversa la situazione a Roma Tre, dotata di una rete WiFi capillare, anche se non vi è uniformità tra le configurazioni degli access point dislocati nei vari edifici dell'ateneo. Presenti anche i servizi informativi abbastanza soddisfacenti.
A Tor Vergata, la rete wireless non copre tutti i dipartimenti. È presente nella Facoltà di Ingegneria, ripristinata di recente dopo oltre un anno di inattività, la cui causa è stata attribuita a problemi legali di autenticazione (la registrazione avveniva tramite sms). Durante questo lungo periodo di disagio gli studenti si sono ingegnati creando proprie reti dai pochi punti di accesso wired (molte in realtà, ma poche funzionanti). Ora la rete WiFi è tornata attiva, però con un segnale e una copertura notevolmente ridotta rispetto alla precedente. L'autenticazione avviene attraverso il proprio numero di matricola e password di accesso al sistema informatico.
Concludendo con il sud, all'Università di Bari nel Dipartimento di Informatica, è presente da poco un servizio di accesso Internet. Mediante il portale di Segreteria On-Line è possibile registrarsi e ottenere tutte le informazioni per effettuare l'accesso, i tutorial, la mappa degli edifici coperti dal servizio e la lista degli access point installati, con tanto di ubicazione ed area di copertura (ancora non capillare). In generale nelle varie Università viene segnalata la presenza di laboratori dotati di rete Internet, riservati però a tesisti e dottorandi.