giovedì 21 agosto 2008
MUX, più linee telefoniche e meno centrali
a cura di Morena Lolli
Con MUX, abbreviazione di Multiplexer, si intende un'apparecchiatura che consente di ricevere diversi segnali in entrata e di portarli in uscita singolarmente
Secondo il rapporto 2008 sull'e-Government, stilato dal Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, il 49% degli italiani usa Internet... ma solo il 14,86% ha accesso alla banda larga, che comunque ha una velocità reale spesso inferiore di quella dichiarata. Nel conteggio degli italiani online sono sicuramente comprese molte persone che hanno la possibilità di utilizzare Internet sul luogo di lavoro, ma per spiegare come mai questo divario sia vicino al 35%, forse occorre guardare cos'è in Italia la banda larga e come mai anche l'ADSL spesso "gira piano".
Può capitare che un pacchetto dati, che prima viaggiava a velocità sostenuta, incappi in un collo di bottiglia entrando in un apparato dal nome apparentemente misterioso: il MUX. In realtà, MUX non è altro che l'abbreviazione di Multiplexer, un apparecchio che permette di avere diversi segnali in ingresso e, tramite un selettore, portare in uscita un singolo segnale per volta.
I MUX vennero installati da Telecom negli anni '90, quando in diverse aree del paese si riscontrarono forti crescite demografiche. Un MUX permetteva di avere un numero maggiore di linee senza che ci fosse bisogno di costruire nuove centrali telefoniche, scelta che a posteriori si rivelerà tutt'altro che azzeccata.
Il funzionamento di un MUX è in realtà abbastanza semplice. La banda trasportata dal doppino telefonico di una centralina è assegnata per metà al segnale telefonico e per l'altra metà ad utenze ADSL. Le utenze telefoniche servite sono 700, mentre il numero di utenze ADSL varia a seconda della larghezza di banda richiesta. Quando un numero di telefono è collegato ad un MUX, su tale numero non è possibile attivare la banda larga: il multiplexer riesce, infatti, a servire più utenze con un singolo terminale, alzando le basse frequenze delle chiamate vocali fino alle alte frequenze del segnale ADSL. In tal modo, infatti, è possibile spostare il segnale sulle diverse utenze senza che ci siano ritardi percepibili: si risparmia così il doppino che servirebbe a portare il segnale ad altre 700 utenze, ma utilizzando le frequenze necessarie al funzionamento dell'ADSL, la velocità massima di un collegamento a Internet si abbassa a 56 kbit/sec, che diventano 128 in caso di utenza ISDN.
Ovviamente, anche se la centralina è servita da ADSL non si possono scollegare i MUX per avere l'ADSL: le altre 700 utenze resterebbero senza linea telefonica. La soluzione trovata da Telecom è stata quella di installare degli apparati MiniCab, chiamati "zainetti" per la loro caratteristica forma. Collegando questi MiniCab ai MUX, è possibile fornire l'ADSL, che però presenta ancora alcune limitazioni: la velocità massima è di 4Mbps e il numero di utenze collegabili è 48 sulle 700 servite dal MUX.
In alcune città sono già stati installati gli "zainetti": Arezzo, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Pavia, Pisa, Roma, Taranto e Torino. Ma non tutti i MUX possono beneficiare di tale, seppur parziale, aggiornamento. Ne esistono infatti di 3 tipi:
- MD48 (il modello più vecchio);
- MPX1 (il più recente);
- l'ASS.
Il MUX ASS, in particolare, serve meno utenze (da 30 a 60) ed è collegato alla centrale tramite cavo di rame e non tramite fibra come gli altri due. Per l'ADSL2+, inoltre, la soluzione "zainetti" non è ancora funzionante per problemi di surriscaldamento dovuti all'alta frequenza del segnale passante.
Persiste, quindi, la strana situazione di quartieri periferici di grandi città (Roma, Milano) che sono tuttora esclusi dalla vera e propria banda larga. Ma le zone decisamente più afflitte da questa limitazione sono le aree extraurbane, che si sono rapidamente popolate a causa, anche, dell'aumento del costo di un'abitazione all'interno delle città. Per assurdo, questi utenti maggiormente penalizzati sono probabilmente quelli che meglio accoglierebbero la presenza di un vero e proprio collegamento Internet veloce: sono infatti sempre più numerose le giovani coppie che decidono di abitare appena fuori città e sono proprio questi giovani, insieme agli abitanti delle zone rurali o montane ancora scarsamente popolate, ad essere oggetto del nostrano digital-divide.
I primi hanno facilmente una certa familiarità con le nuove tecnologie, i secondi ne trarrebbero certo un giovamento, specialmente per quanto riguarda i servizi online sempre più spesso offerti da enti pubblici e privati. Che dire poi dell'invio della dichiarazione dei redditi online o della gestione di un conto corrente a 56 kbit/sec? È chiaro che il digital-divide affligge anche gli italiani: restiamo in attesa di soluzioni veloci per tutti e che auspichiamo arrivino presto, dal momento che la Telecom ha annunciato cospicui investimenti in tal senso. Ma la soluzione sembra anche tecnicamente molto lontana e al momento, per risolvere il problema una volta per tutte, la cosa migliore da fare sarebbe probabilmente la costruzione di nuove centrali telefoniche a cui cablare il doppino risparmiato negli anni '90.