mercoledì 17 dicembre 2008
Piano telematico della Regione Marche
a cura di Stefano Pierini
La Regione Marche ha avviato un Piano Telematico Regionale per lo sviluppo della banda larga ed il superamento del digital divide. Vediamo in dettaglio di cosa si tratta
Il Piano Telematico Regionale è stato approvato dal Consiglio Regionale il 15 luglio (pubblicato sul Bur n. 71 del 31/07/2008) e pertanto, formalmente, è operativo. Come riportato il 27 febbraio scorso, la Giunta Regionale aveva approvato "l'Accordo di Programma" con annesso allegato tecnico, firmato dal Presidente Regionale Spacca e dall'allora ministro delle Comunicazioni on.le Paolo Gentiloni. Ma bisognava attendere l'ultimo atto, quello dell'Assemblea Regionale. A dire il vero ci sono ancora alcuni dettagli per ciò che riguarda l'Accordo di programma, ma non dovrebbero esserci ostacoli insormontabili, essendo condivise anche a livello nazionale le linee di programmazione proposte.
Il contesto politico
Gli scenari politici che hanno fatto da sfondo alla realizzazione del Piano sono stati: il documento della Commissione "i-2010 - la società dell'informazione e i media al servizio della crescita e dell'occupazione" e il documento Strategico Preliminare Nazionale "Continuità, discontinuità, priorità per la politica regionale 2007-13" che entrambi sottolineano come la connessione a banda larga rappresenti lo strumento privilegiato per lo sviluppo dell'ICT e di servizi applicativi avanzati. Il documento si è avvalso anche come supporto, delle linee guida, emanate nel luglio 2007 dal Comitato Interministeriale per la diffusione della Banda larga che individuano una metodologia operativa per le regioni, onde avere un approccio e un'analisi della problematica il più possibile omogenea sul territorio nazionale, per affrontare il problema del digital divide in concerto con le politiche del territorio.
La metodologia
A fronte di questi input sovra regionali, l'amministrazione aveva già effettuato un accordo siglato nel 2006 con le Associazioni delle Autonomie locali (ANCI, UPI, UNCEM Marche) quale modello di concertazione per analizzare i fabbisogni locali e per sviluppare una strategia unitaria. Da quel protocollo di intesa sono nati 2 gruppi di lavoro:
- una direzione strategica (con rappresentanze della Regione, Province, Comuni e Comunità Montane);
- una cabina di regia (supporto tecnico della direzione strategica).
Gli obiettivi generali
Le azioni congiunte fra Regione ed Enti locali dovranno raggiungere i seguenti obiettivi:
- sviluppare la banda larga, analizzando le priorità territoriali e diversificando i servizi fra PA, cittadini e imprese per ottenere crescita economica, professionale e qualità dei servizi con attenzione ai loro costi;
- fare dell'e-governement un approccio culturale e metodologico applicabile e sostenibile soprattutto nei centri minori;
- favorire la realizzazione di Centri Servizi Territoriali e favorire la loro aggregazione.
Linee di intervento
Il piano prevede un'ampia analisi sull'opportunità di interventi per sviluppare tutte le potenzialità della banda larga e le modalità in cui la Regione intende operare per eliminare il Digital Divide che si sintetizzano in 3 linee di azione:
- la realizzazione di una dorsale regionale pubblica ad altissima capacità di trasmissione;
- realizzare un sistema di proprietà pubblica per i servizi wireless soprattutto per le aree interne;
- stimolare gli operatori privati di telecomunicazione, favorendone le condizioni di accesso e investimento, a insediarsi nei territori anche poco remunerativi a livello di mercato e fornire servizi di banda larga alle imprese e ai cittadini.
Risorse finanziarie
Per sviluppare tale politica suddivisa in fasi temporali (2010 e 2012), il Piano fa il punto sullo stato attuale delle risorse finanziarie disponibili che, dati i tempi di medio periodo previsti per l'espletamento di tutte le azioni, potranno essere reperibili anche in più tranche di finanziamenti e con più strumenti normativi. Al momento la Regione può contare sulle misure specifiche previste dal P.O.R. FESR "Competitività ed occupazione" (2007-13) che mette a disposizione per la P.F. Informatica 24, 2 milioni di euro. A questi si devono aggiungere altri 13 milioni (Accordo con l'ex ministro Gentiloni, distinti in 5 per l'anno in corso e 8 per il 2009). Per il primo periodo il F.A.S. (risorse che sono destinate alle aree sottoutilizzate e che finanzia principalmente investimenti infrastrutturali e che verrà sottoposto a breve all'approvazione del Consiglio), impegna come cofinanziamento altri 8 milioni di euro.
A livello temporale si prevede per la prima fase, identificata nell'intervento per eliminare il "Digital Divide" di prima generazione una spesa di 38.9 milioni di euro di cui 9.8 solo per la costruzione delle dorsali in fibra ottica (230 km interessati), mentre la seconda fase, eliminazione del "Digital divide" di seconda generazione sono stimati 11,4 milioni di euro (accessi wired, wireless e spese di gestione).
Il territorio e le priorità
La regione Marche ha 246 comuni ed ha raggiunto nel 2007 una copertura del 90% della popolazione ivi residente che può usufruire della linea ADSL e tale dato la colloca al 9° posto in Italia. Questo semplice dato è però insufficiente per valutare la situazione di fatto e in quanto tempo almeno il digital divide di prima generazione possa essere eliminato. Infatti, è indispensabile verificare lo stato delle reti di telecomunicazione che servono le zone attualmente non raggiunte dalla copertura ADSL. A tal fine è indispensabile conoscere la diffusione della fibra ottica dalla centrale telefonica alla rete di trasporto e per la rete fissa la carenza o meno di apparati DSLAM (necessari per attivare la connettività a banda larga tra la centrale telefonica e l'utente finale).
Queste carenze e la loro ampiezza determineranno i tempi e la quantità di risorse finanziarie per raggiungere gli obiettivi entro il 2010. Le analisi a livello geografico, combinate dalle indagini prodotte nelle fasi preliminari della redazione del Piano con il concorso degli Enti Locali e quelle effettuate da Infratel sul digital divide hanno suddiviso i comuni in 3 tipologie di priorità in funzione della percentuale di copertura relativa alla popolazione.
Sono risultati complessivamente 147 con deficit di copertura, (con maggior estensione nella provincia di Macerata) rientranti nella tipologia del "Digital Divide" di prima generazione, cioè non disponenti di connessione di base (2/4 Mbps) e in funzione delle tipologie di intervento sono stati suddivisi con questa classificazione:
- 70 comuni con priorità di primo livello (copertura 4 Mbps e/o 640 kbps inferiore al 95% della popolazione) che necessitano di completamento o potenziamento della rete wired;
- 54 comuni con priorità di secondo livello (con copertura a banda larga 4 Mbps inferiore al 95% della popolazione ma che grazie alla connettività a 640 kbps la copertura totale è superiore al 95% della popolazione);
- 23 comuni con priorità di terzo livello (copertura a banda larga 4 Mbps maggiore del 95% esclusi i comuni a copertura totale).
In totale vi sono 40 comuni che sono del tutto privi di copertura a banda larga e fra essi vi sono anche località turistiche (es. Visso, Montefiore sull'Aso, Carpegna, ecc..) che potrebbero notevolmente avvantaggiarsi con l'estensione di tale servizio in ambito turistico e di diffusione dei beni architettonici e paesaggistici che li caratterizzano. Un'ulteriore suddivisione legata alle dotazioni tecnologiche presenti nel territorio articola la Regione in 4 aree, le quali possono differenziarsi per la loro diversa potenzialità di offrire servizi alle imprese e di essere luogo di insediamenti anche occupazionali:
- Area infrastrutturale. N. 12 comuni che rappresentano il 31% della popolazione coperta. (presenza di servizi di ADSL2+, servizi satellitari, presenza di operatori privati, ecc...);
- Area wholesale (aree dove sussistono rivendite a terzi di servizi di connessione di Telecom Italia). Presenti anche servizi satellitari, è l'area più diffusa con 171 comuni e il 59% della popolazione;
- Area wireless con 23 comuni, ubicati essenzialmente nelle province di Ancona e Macerata ove sono comunque presenti tutti i 5 capoluoghi di provincia (oltre ai 2 citati, anche Pesaro, Ascoli Piceno e Fermo);
- Area no broadband. Offerte disponibili solo quelle satellitari che oltretutto sono anche costose. Corrisponde ai 40 comuni privi di banda larga.
Struttura organizzativa
Per la gestione, verifica e coordinamento delle azioni del piano si avrà:
- Una struttura regionale di coordinamento, rappresentata dalla P.F.Fnformatica
- Una direzione amministrativa
- N. 3 direzioni con funzioni operative (direzione tecnica, direzione territorio, direzione operatori)
Il piano inoltre cita, a mo di supporto conoscitivo ed esempi di buona prassi, alcuni interventi pubblici nazionali promossi dalle Regioni Emilia Romagna, Sardegna, Piemonte, Abruzzo, oltre al programma banda larga di Infratel e quale integrazione di intervento descrive le infrastrutture civili presenti nelle Marche e il loro grado di idoneità rispetto ai progetti di telecomunicazione. Sono poi presenti 6 allegati (tecnologie prevalenti per la banda larga, casi di intervento pubblico a livello internazionale, elenco dei comuni che hanno adottato tecnologia wireless, ecc...) a completamento dello scenario della banda larga regionale.
In sintesi dal piano approvato con una sua logica di temporalità e priorità potranno in itinere verificarsi eventi che consentiranno anche di modificare le sequenze in esso presenti ma che addurranno miglioramenti dovuti a:
- Aumento di rapidità nell'esecuzione delle opere (particolari necessità in determinate aree);
- Aumento dell'efficacia dell'investimento (aree a elevata densità di utenza);
- Ricadute sui cittadini, imprese e PA (sostegno alla nascita di distretti o loro riconversione, diffusione dei servizi di telemedicina o comunque in ambito sanitario);
- Interessi coincidenti con la programmazione degli interventi degli operatori privati (principio di sussidiarietà, numero di operatori che si sviluppano in determinato territorio).