mercoledì 12 marzo 2008
Modello SIC1 per diffondere la banda larga
a cura di Stefano Pierini
SIC1 procede a gonfie vele con il progetto per la diffusione della banda larga nel Comune di Chiaravalle. Un ottimo esempio per tutti i piccoli Enti. Vediamo come funziona
Le origini del progetto
Quando il Ministero per l'Innovazione Tecnologica nel 2001 fece il II avviso per l'e-government per lo sviluppo dell'interoperabilità e la sicurezza, il Comune di Chiaravalle in coerenza con tali obiettivi costituì a livello comprensoriale il Tavolo Tecnico Informatico Intercomunale. Nessun Comune capofila e nessun onere per la PA, gli incontri e le analisi che l'innovazione informatica avrebbe apportato nel territorio sono durati 3 anni e hanno consentito l'elaborazione di un progetto molto attento alle realtà locali e agli interessi dei piccoli Comuni. Essendo alla base dell'idea che ha portato alla costituzione della società SIC1 di Chiaravalle, ne tracciamo brevemente il percorso per poi illustrare le iniziative in atto e in divenire della stessa.
L'esperienza del Tavolo Tecnico Informatico Intercomunale
Elenchiamo con breve descrizione i fattori critici emersi dal confronto di più realtà comunali:
1. Difficoltà di aggregazione fra gli Enti Pubblici. La presenza di un Comune capofila, solitamente di dimensioni maggiori, rende difficile il coinvolgimento dei Comuni più piccoli che si sentono esclusi dal progetto e non sempre trovano conveniente una loro partecipazione, vivono cioè passivamente l'esperienza.
2. Interesse dei cittadini e delle aziende. Avere servizi online in teoria dovrebbe consentire una minor burocrazia, una rapidità di servizio e quindi una maggior attenzione all'utente. Però nelle piccole cittadine spesso abitate da anziani, il rapporto cordiale, tranquillo e personale con l'impiegato comunale sviluppa una modalità relazionale più coinvolgente, meno ansiosa (che succede se sbaglio nell'usare il PC?) e pertanto non è detto che il servizio online venga da tutti apprezzato. Anche da parte del personale del Comune richiede una modifica di atteggiamento mentale a fronte di scarsi riconoscimenti organizzativi e pertanto le nuove applicazioni non usufruiscono della valutazione critica di chi le usa.
Il Discorso con le aziende se non ha alla base un rapporto positivo fra ente pubblico e mondo imprenditoriale difficilmente decolla con l'offerta di documenti, di solito esattoriali, online.
3. Mancanza di infrastrutture adeguate. Per evitare la diffusione del "Digital divide" necessita che ogni cittadino abbia adeguata formazione e che possa collegarsi facilmente in ogni luogo ove si trovi.
4. Costi. Con le finanziarie che hanno ridotto le risorse , un piccolo Comune non riesce ad investire e neanche a sostenere i costi del riuso.
5. Competenze interne scarse e modesta sensibilità degli amministratori (conseguenza di tutto ciò precedentemente analizzato).
Alla fine di questa sperimentazione organizzativa l'Area Informatica del Comune di Chiaravalle ha elaborato un modello di buona prassi progettuale, valido anche al di fuori dell'ICT.
Il Progetto
Le analisi elaborate dal team informatico per sviluppare un progetto di successo, hanno individuato una sequenza di fattori valutativi di seguito elencati:
- la risoluzione di un fattore critico non deve creare conseguenze agli altri;
- necessita accontentare tutti i partecipanti;
- deve essere applicabile subito, creare sviluppo tecnologico, durare nel tempo;
- deve essere replicabile, alle stesse condizioni, in qualsiasi territorio;
- deve essere compreso, pertanto va accompagnato con strumenti divulgativi mirati ai vari target obiettivo.
Aggregazione fra Enti
Per il buon esito l'aggregazione delinea 2 strategie: la condivisione e il ruolo attivo del Comune. Il progetto deve coinvolgere un pull di aziende, meglio se di livello nazionale o internazionale; queste devono individuare un prodotto di eccellenza e offrirlo a costi e/o modalità esclusive e su larga scala costituirà un sistema di qualità che è il fine del progetto. Se il prodotto/servizio elaborato ha le precedenti caratteristiche, sarà notevolmente più agevole offrirlo nel territorio, aumentando pertanto la qualità prodotta; in tal senso la redditività potrà migliorarlo e riprendere il ciclo a condizioni vantaggiose, sia per il produttore, che per il territorio in cui viene offerto. Siccome è il Comune che lo offre, anche la sua immagine ne risulta migliorata. Il rispetto della dimensione locale e di uno sviluppo sostenibile è garantito dagli accordi con le aziende nazionali, che utilizzeranno per le produzioni le aziende insediatesi a livello locale. Questo ciclo di interscambi costituisce uno strato orizzontale, che avendo subito per giungere alla sua completa definizione n.9 diverse modificazioni, ha dato origine ai progetti A9 di SIC1 S.r.l. (marchio identificativo di un modello metodologico).
La Nascita: il primo Progetto A9.Community
Nel 2005 il Comune di Chiaravalle emise un bando per consentire alle famiglie di alcuni Comuni marchigiani di utilizzare Internet con linea ADSL, 24 ore su 24, con cavo dati e banda minima garantita a 9€ al mese. In tale anno le varie promozioni delle Società di Telecomunicazioni, non consentivano tale tipo di prezzo/consumo (il costo era almeno il doppio) e il bando fu indirizzato prioritariamente a quelle famiglie che avevano dei figli studenti (universitari, iscritti agli istituti Superiori) e che pertanto potevano avere un maggior bisogno nell'uso di Internet. Nacque così il primo rapporto (ovviamente iniziale) di ICT/servizi con alcuni cittadini di Chiaravalle, con il nome di A9 ADSL (Community). Una smart card, un modem e una pagina predefinita, nessun altro vincolo; alcuni piccoli banner promozionali e gradualmente la presenza di 22 aziende commerciali che promuovono agli utenti alcuni prodotti di qualità a prezzi particolarmente convenienti.
TELECOM fu scelto come partner fornitore di banda e la sperimentazione fu fatta oltre a Chiaravalle anche in altri quattro Comuni limitrofi (Monsano, Castelplanio, Castelbellino e Sassoferrato). Nella pagina iniziale oltre ai banner si è inserito il banner del sito comunale onde favorire, gradualmente, l'approccio online dei servizi amministrativi, informativi della PA; oltre a ciò si decise di offrire anche una card servizi. Il nome A9 (che è un marchio identificativo di un modello metodologico) venne dato perchè il Progetto presentava diverse azioni integrate in un modello di sistema (attività comprensoriale, pool di aziende, utenze private, servizi di quartiere, ecc.) ed ha avuto "9" diverse modificazioni dalla logica originaria; ecco il motivo della scelta del nome. Il successo dell'iniziativa (nel 2005 TELECOM l'ha premiato come miglior Progetto dell'anno e ne hanno parlato giornali nazionali e regionali) è stato avvallato da molti Comuni limitrofi e di altre Regioni con la richiesta di estenderlo il più possibile nel territorio. Tali richieste hanno indotto il Comune che non pensava ad un impatto così forte e rapido a creare una S.r.l. pubblica dal nome SIC1, utilizzando di fatto l'intera struttura della sua Area Informatica.
Dopo il successo del primo progetto, la società SIC1 ha deciso di intraprendere nuove strade presentandone altri otto, che saranno analizzati nel prossimo articolo.