Brambilla: connessione ad Internet più facile per i turisti
di Lorenzo Gennari

Brambilla: connessione ad Internet più facile per i turisti

lunedì 23 novembre 2009
Il ministro senza portafoglio Michela Vittoria Brambilla rilancia l'idea di estendere a tutti i turisti le facilitazioni recentemente approvate dal cdm per semplificare l'accesso ad Internet negli alberghi

«Non possiamo più permetterci di essere distanti dalle tecnologie che consentono la connessione in mobilità, ovvero un'abitudine quotidiana per chi viaggia in tutto il mondo».

Ad affermarlo è stata Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al turismo, a margine dell'approvazione in consiglio dei ministri del disegno di legge in materia di semplificazione dei rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese.

In sostanza, tutti gli adempimenti di cui si dovevano far carico i gestori delle strutture ricettive per mettere a disposizione i terminali per la navigazione in rete ai turisti, non saranno più necessari.

Per il ministro senza portafoglio, tale norma semplificatrice è solo il primo passo verso un'estensione completa dell'accesso facilitato ad Internet a tutti gli ospiti, per lavoro o per vacanza, del nostro paese.

È necessario cioè liberalizzare l'accesso ad internet anche al di fuori degli alberghi e cioè negli Internet point e in generale in tutti quei locali dove sia presente un hot spot wireless.

«Il decreto Pisanu, che pure aveva alla base una finalità positiva, ha rappresentato indirettamente un freno alla crescita tecnologica e alla diffusione dei punti di accesso ad internet», ha commentato la Brambilla.

L'osservatorio JiWire sulla disponibilità di connessioni ad Internet in 140 paesi del mondo, in effetti, non vede l'Italia allineata con i numeri degli altri paesi europei come Francia, Germania e Regno Unito e anzi, perfino a Taiwan ci sono più hot spot che nel nostro paese.

I termini del decreto Pisanu scadranno a fine anno e forse non è troppo azzardato pensare che, questa volta, la proroga (sarebbe la terza consecutiva) non ci sarà.


Le statistiche dicono il vero ma non dicono tutto, l'Italia in questo è stata pioniera con un decreto che ha messo di fronte a difficoltà tecniche oggettive gli operatori del settore, che hanno provveduto a molteplici obblighi modificati in questi anni successivi al famoso decreto, esistono ora soluzioni di mantenimento dei file di log che possono essere forniti alle forze dell'ordine in caso di necessità, è giusto tutelare la sicurezza di chi offre il servizio e dei cittadini che lo usano, con adeguati sistemi di accesso ad internet. Chiunque con una connessione aperta potrebbe essere coinvolto in possibili reati, ritengo plausibile la maggiore sicurezza infatti anche in Germania esiste da anni una Normativa con delle restrizioni per l'utilizzo di internet per minori ed esperienze online. A mio parere saranno gli altri paesi dell'unione una volta tanto che prenderanno l'esempio dai 'Talian! I requisiti di legge sono tecnicamente realizzabili e i dati richiesti sono minimi con le variazioni introdotte, infatti la regolamentazione per il WiFi si è ridotta ad una sorta di 'controllo accessi' con poche ma importanti informazioni che sono state e potranno essere utili in futuro. Semplificazione è stata fatta sarebbe utile una sintesi delle modifche e delle semplificazioni apportate anzichè l'eliminazione.
scritto da Riccardo - martedì 24 novembre 2009 alle ore 10.01
Beh uno snellimento farebbe solo bene ! Per un'autorizzazione dalla Questura che alla fine non deve fare nulla 60gg mi pare proprio eccessivo
scritto da Paolino - mercoledì 25 novembre 2009 alle ore 9.11

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