Statali: primi aumenti da gennaio
di Teresa Barone

Statali: primi aumenti da gennaio

martedì 7 novembre 2017
Buste paga più cospicue per gli statali dal 2018: novità su aumenti, arretrati e bonus di 80 euro.

La trattativa tra Governo e sindacati per il rinnovo del contratto del pubblico impiego riprende mercoledì 8 novembre: si attende infatti la definizione delle regole per gestire gli aumenti di stipendio annunciati, pari a circa 85 euro mensili.

=> PA: assunzione precari da almeno tre anni

Le buste paga di gennaio dovrebbero già contenere gli incrementi retributivi, mentre si prevedono anche bonus "una tantum" per recuperare gli arretrati relativi al 2016 e 2017 (il rinnovo del contratto riguarda infatti il triennio 2016-2018).

Dalla Ministra Marianna Madia - attraverso il suo profilo Twitter - arrivano anche ulteriori rassicurazioni riguardo il bonus di 80 euro introdotto dal Governo Renzi:

«Con gli 85 euro medi di aumento in rinnovo contratto #PA nessun lavoratore perderà bonus 80 euro. Si vedrà in busta paga.»

Fonte immagine: Shutterstock

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ovviamente, andranno aggiornate le pratiche pensionistiche di quei dipendenti che sono stati collocati in quiescenza negli anni 2016/2017, se come summenzionato il contratto della pubblica amministrazione è retroattivo. Cordialità Domenico M.
scritto da Domenico - lunedì 13 novembre 2017 alle ore 9.02
Il sottoscritto gli spettano gli aumenti del rinnovo contratto. Nel 2009 è stato bloccato. Adesso nel 20018 è abilitato a dare il dovuto. Non m i venite a dire solo per gli anni 2016, 2018.Gli anni prima non fanno parte.Che stiamo scherzando. Vi CADRA' ADDOSSO UNA VALANGA DI RICORSI, E TUTTI FATTIBILI. PENSATECI BENE. E mi spettano di diritto altrimenti tramite la giustizia della corte europea mi date pure gli interessi.
scritto da Mariano De Giusti - lunedì 13 novembre 2017 alle ore 9.46
SONO ANDATO IN PENSIONE NEL SETTEMBRE 2012, SONO TRE ANNI E QUALCHE MESE. PER CUI MI SPETTANO GLI ARRETRATI DAL 2009 AL 2012, E NON COME DITE VOI 2016, 2017. i RICORSI SARANNO MOLTI, UN TSUNAMI. PENSATECI BENE, CON LA CONSAPEVOLEZZA DI ANDARE A FINIRE ALLA CORTE EUROPEA DI GIUSTIZIA. DI QUI FICCHERANNO GLI INTERESSI PASSIVI. PENSATECI BENE.
scritto da Mariano De Giusti - lunedì 13 novembre 2017 alle ore 9.56
Come al solito in Italia si fanno i conti sulla pelle dei lavoratori e pensionati e non su quella dei soggetti passivi della politica ed agganciati ad essa che vivacchiano nei meandri della P.A. Questi signori legiferano all'unanimità solo quando in palio i loro interessi, mentre sono in contrapposizione quando devono legiferare per i cittadini. Non è possibile che le retribuzioni sono ferme dal 2009 nonostante i prezzi al consumo sono regolarmente aumentati. Si dovrà ricorrere massivamente alla Corte Europea. Meditate sull'affluenza sempre meno al voto.
scritto da Michele - lunedì 13 novembre 2017 alle ore 10.34
Secondo me li possono dare solo dal 2012, stante la prescrizione quinquennale.
scritto da manuela - mercoledì 15 novembre 2017 alle ore 21.23

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