venerdì 5 febbraio 2010
"Mettiamoci la faccia": arrivano le emoticon anche nei piccoli comuni
a cura di Manuela De Antonis
Tre faccine per votare i servizi offerti dai piccoli comuni ai cittadini. L'iniziativa "Mettiamoci la faccia - piccoli comuni", promossa dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, è diventata operativa a partire dal 21 ottobre
L'iniziativa, presentata lo scorso ottobre dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, in occasione dell'Assemblea dell'ANCI, punta a migliorare la qualità dei servizi erogati grazie alla rilevazione della customer satisfaction. Il bando è rivolto ai 5708 piccoli comuni (con una popolazione residente inferiore a 5000 abitanti) e alle circa 300 unioni di comuni (costituite per almeno il 50% da piccoli comuni) che avranno la possibilità di accedere ad un finanziamento riservato agli acquisti di dotazioni tecnologiche realizzati attraverso il Mercato elettronico per le Pubbliche Amministrazioni (MePA), gestito da Consip, finanziamento che potrà essere integrato per i piccoli comuni privi della firma digitale e della Posta Elettronica Certificata.
Ammonta a 1,5 milioni di euro il fondo destinato al progetto, che verrà erogato in tranche da 500.000 euro sulla base di specifici avvisi. Il finanziamento è erogato sotto forma di bonus per l'acquisto delle tecnologie presso i fornitori abilitati all'interno del MePA e può riguardare sia i soli Terminali interattivi, cioè i dispositivi touch-screen, che i Kit per la rilevazione della soddisfazione degli utenti della PA, ovvero soluzioni che, oltre al terminale, forniscono il software e l'hardware necessari.
Le amministrazioni hanno tempo fino al 31 luglio 2010 per presentare le domande e avere la possibilità di accedere al finanziamento.
Marcello Mastrojeni, referente del DFP (Dipartimento per la Funzione Pubblica) per il progetto Mettiamoci la faccia, ci racconta le particolarità dell'iniziativa.
Quando è partita l'iniziativa?
Il 6 ottobre, con una Conferenza stampa tenuta dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, ma è diventata operativa il 21 ottobre, data di pubblicazione dell'Avviso in gazzetta ufficiale.
A quanto ammonta il finanziamento?
Il finanziamento muove da uno stanziamento di 1 milione e mezzo di euro fatto dal Comitato dei Ministri per la società dell'informazione. Sulla base di questo stanziamento è stato emanato il primo avviso che copre un importo di 500 mila euro, che dovrebbe garantire il finanziamento ad oltre mille comuni.
Chi può usufruire del bonus?
Possono godere del bonus previsto dall'iniziativa, i piccoli comuni sotto ai 5 mila abitanti ed in più le unioni dei piccoli comuni. Questo significa che se un piccolo comune offre parte dei propri servizi direttamente da sé, e parte in forma associata, ad esempio l'ufficio dei tributi è in associazione con altri comuni, possono partecipare contemporaneamente e quindi avere due terminali distinti sia il comune che l'unione.
Come funziona il meccanismo del bonus?
Per cercare di semplificare al massimo l'operazione, non è stato previsto il meccanismo per cui il comune prima compra e poi ha indietro i soldi, ma nel momento stesso in cui compra sul MePA, dichiara, tramite una casella presente online, di avere diritto al bonus e l'importo del bonus va a scorporare, e quindi a ridurre il prezzo finale di acquisto. Saranno poi i fornitori a chiedere il rimborso della parte che non hanno ricevuto direttamente al Dipartimento per l'Innovazione.
Come fa un ente che ha diritto, a partecipare a Mettiamoci la faccia – piccoli comuni?
È semplice. Non occorre nessuna formalità, si può passare direttamente alla fase operativa, e cioè acquistare un terminale previsto nel Mercato elettronico specificatamente per questa iniziativa. La prima particolarità, dal punto di vista operativo, è che non si può acquistare il terminale presso un qualsiasi negozio, ma va acquistato appunto sul Mercato elettronico. La ragione di questa scelta è quella di favorire l'ingresso delle amministrazioni più piccole sul Mercato elettronico. Abbiamo visto che soltanto una parte piuttosto ridotta dei piccoli comuni è già accreditata e quindi molte continuano a comprare secondo le forme tradizionali.
Che requisiti bisogna avere per acquistare online?
Per passare all'acquisto occorrono essenzialmente tre requisiti: essere registrati sul sito del MePA (il mercato elettronico gestito da Consip), avere la firma digitale e la Posta Elettronica Certificata (PEC). Quindi cosa accade? Che i comuni che già soddisfano questi requisiti possono passare direttamente all'acquisto; i comuni che invece non sono registrati, o non hanno la firma digitale o la PEC, devono fare prima questi semplici passaggi preliminari. La registrazione sul MePA si fa direttamente on line, l'acquisto delle altre dotazioni si può fare presso i certificatori di firma digitale e i gestori abilitati per la PEC (soggetti che la vendono e che sono elencati nel portale di Mettiamoci la faccia). A questo punto, i comuni possono finalmente entrare sul mercato elettronico dove, nei cataloghi dell'hardware, è stata inserita una sezione dedicata a Mettiamoci la faccia.
Che tipo di feedback avete avuto da parte dei comuni fino ad oggi?
Abbiamo avuto già una prima serie di risposte, chiaramente ancora è un po' presto per avere un quadro dettagliato. Noi in quanto Funzione Pubblica non ci occupiamo direttamente della fase dell'acquisto, anche se la seguiamo molto da vicino. I comuni nel momento in cui acquistano sono automaticamente impegnati ad avviare la rilevazione e quindi a presentare un piano di sperimentazione. Questo piano di sperimentazione arriva al DFP. Quindi è dopo l'acquisto che si crea il contatto con noi. Abbiamo già ricevuto la segnalazione dei primi acquisti sul mercato elettronico ed abbiamo anche ricevuto molte comunicazioni, tra chiamate e mail, in cui veniva manifestato interesse rispetto all'iniziativa.
Previsioni per il futuro in merito alle adesioni dei comuni?
È un po' difficile fare delle previsioni per un motivo abbastanza semplice. Le realtà dei piccoli comuni è una realtà estremamente variegata in cui puoi trovare il comune di piccole dimensioni, il più piccolo comune italiano conta 33 residenti, così come puoi trovare comuni di dimensioni medie fino a 5 mila abitanti. Quindi sono situazioni in cui le infrastrutture tecnologiche sono molto diverse fra loro. Per questa ragione il finanziamento non è stato dato tutto in una volta, ma è stato diviso in tranche, per vedere quale è la reazione dei comuni e poter eventualmente intervenire in ottica di miglioramento. Abbiamo peraltro cercato di insistere molto nelle nostre comunicazioni sul fatto che questo incentivo non è soltanto finalizzato a diffondere la customer satisfaction, dicendolo nello stesso avviso, ma anche quello di consentire alle realtà più piccole, che spesso hanno delle disponibilità finanziarie limitate, di acquistare dei dispositivi che siano veramente funzionali e che poi possano in qualche modo rimanere patrimonio tecnologico dell'ente. Quindi non solo i piccoli terminali ma dei veri e propri pc touch-screen, che possono essere utilizzati al di là della sperimentazione, sia in contemporanea che dopo.
Che tipo di comunicazione avete fatto?
Le campagne di comunicazione sono state abbastanza diversificate, a partire chiaramente dalla Conferenza stampa del Ministro, abbiamo partecipato nei giorni seguenti a Torino all'Assemblea nazionale dell'Anci. In seguito il Ministro ha mandato una lettera direttamente ai sindaci dei piccoli comuni cui è seguita una serie di campagne di comunicazioni, in parallelo, da parte dell'Anci. Abbiamo agito anche mediante newsletter, e soprattutto con comunicazione istituzionale sui siti. È attivo un vero e proprio help desk che si occupa di seguire i piccoli comuni. È il numero di Consip (800906227) che nel dare informazioni sul mercato elettronico garantisce supporto a questa iniziativa. Sono partiti, inoltre, i Forum per l'innovazione, sono i Forum pa territoriali.
I risultati delle rilevazioni verranno resi pubblici: quale è l'obiettivo? Saranno d'aiuto ad altre amministrazioni?
Sì, assolutamente. Il Dipartimento della Funzione Pubblica, non mette online i dati delle singole amministrazioni, ma i dati solamente in aggregato. Questo per fornire un'informazione costante sul trend della soddisfazione degli utenti senza penalizzare le amministrazioni che, su base volontaria, hanno scelto di sottoporsi al giudizio degli utenti. Finalità dell'iniziativa non è quella infatti di introdurre forme surrettizie di controllo ma, semmai, offrire uno strumento che consenta alle singole amministrazioni di tenere sott'occhio l'andamento dei propri servizi e di poter intervenire in modo da garantire sempre il raggiungimento della migliore qualità. Anche un voto negativo può essere per un'amministrazione un risultato positivo perchè le consente di intervenire ed effettuare azioni correttive.
...e i cittadini che pensano di Mettiamoci la faccia?
Le valutazioni sono molto positive, nel senso che i cittadini sono complessivamente contenti sia dei servizi sottoposti a sperimentazione, sia del fatto stesso che su questi sia stata avviata una sperimentazione. Questo dimostra che il cittadino, se sollecitato nella maniera corretta, riesce a partecipare attivamente anche in quella che, in fondo, è una forma semplice ma efficace di controllo democratico sulla PA.