Un 2007 a tutto e-gov
di Lorenzo Gennari

Un 2007 a tutto e-gov

lunedì 7 gennaio 2008
L'anno appena conclusosi ha visto un'incremento dei servizi online del 70%, ma la risposta dei cittadini non è altrettanto buona. Lo rivelano Assinform ed Eurostat: ecco tutti i dettagli e le previsioni

Tempo di bilanci per l'e-Government italiano. Il rapporto Assinform sul mercato dell'ICT nel primo semestre del 2007 parla chiaro: la quota dei servizi online sul totale dei servizi offerti dalla PA ai cittadini passa dal 53% del 2004, al 58% del 2006. Per quanto riguarda invece la seconda metà dell'anno appena conclusosi, le previsioni elaborate da Eurostat, vedono probabile un valore del 70%.

A fronte di questa disponibilità crescente, il grado di utilizzo di questi servizi da parte dei cittadini è ancora piuttosto scarso e con livelli di interattività molto bassi. L'agenzia delle entrate, una realtà molto attiva nel campo delle ICT tra le PA, ha addirittura lanciato una campagna pubblicitaria sui propri servizi online, puntando tutto sulla comparazione con i metodi tradizionali attraverso lo slogan "prova a scegliere". L'Amministrazione fiscale intende così rafforzare il dialogo con i cittadini sperando di diffondere la conoscenza dei servizi telematici appositamente studiati dall'Agenzia.

In effetti i servizi offerti dal sito sono pressoché tutti quelli che in passato hanno previsto lunghe file negli uffici locali e vanno dall'invio di dichiarazioni alla possibilità di effettuare versamenti, di richiedere rimborsi o registrare contratti. Il vantaggio, oltre che per i contribuenti è ovviamente anche per il fisco che riuscirà in questo modo a ridurre il quantitativo di documenti cartacei, i costi di acquisizioni dei dati e dell'affluenza ai front-office.

Se non bastasse, il veicolo pubblicitario scelto è stato quello dei manifesti sugli autobus delle grandi città proprio perché rispondesse ai criteri di efficacia, impatto, capillarità ed economicità attraverso il contatto con un pubblico vasto ed eterogeneo. Una goccia nel mare considerando che in generale, le singole pubbliche amministrazioni a fatica promuovono e comunicano l'utilità di questi servizi, educando i cittadini a farne uso.

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Tutte le Pubbliche Amministarzioni che usano l'e-Governemment dovrebbero pubbliicizzare, come L'Agenzia della Entrate, quali servizi offrono invaiando anche comunicazione ai propri cittadini.
I Comuni, le Provicie, le Regioni, hanno gli indirizzi di tutti i cittadini e la spesa che si verrebbe a sopportare con tale comunicazione verrebbe compensata dal minor afflusso di cittadini agli sportelle e quindi kascinando maggior tempo ai dipendenti (che lo volessero) di espletare preatiche vecchie di anni.
scritto da vincenzo - martedì 8 gennaio 2008 alle ore 16.43
In effetti, dati alla mano, non posso che fare mea culpa. A volte, la pigrizia di capire come funzionano le "cose on-line", mi hanno portato a recarmi alle poste, in banca o in altri uffici pubblici quando avrei potuto fare tutte le operazioni comoddamente da casa. Almeno apprendo che sono in buona compagnia. Per me occorre che s'inventino delle agenzie che sbrigano tutte queste pratiche on-line per conto del cittadino. Poi così davvero smetteremo di ingrossare le file degli uffici della pubblica amministrazione. Non bisogna solo pensare ai giovani e alle fasce d'età che sono riuscite comunque ad avere un buon feeling con internet, pensate anche alle persone anziane che hanno a che fare con le ASL, mica si possono mettere davanti ad un PC per compilare la propria tessera sanitaria? Insomma, io credo che i dati vadano rivisti non considerando alcune categorie di persone che loro malgrado non hanno accesso alle facilitazioni dell'on-line.
scritto da Francesco - martedì 8 gennaio 2008 alle ore 17.45

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