Valore legale della laurea: il Miur avvia sondaggio online
di Teresa Barone

Valore legale della laurea: il Miur avvia sondaggio online

mercoledì 28 marzo 2012
Come richiesto dal premier Monti il Miur ha attivato la consultazione pubblica sul valore legale della laurea: sondaggio online aperto fino al 24 aprile.

Il sito del Miur ha attivato il sondaggio che invita tutti i cittadini a rendere noto il loro parere sul valore legale della laurea: si tratta della prima consultazione pubblica che avviene in modalità telematica, sul portale del Ministero dell’Istruzione, chiesta dallo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti al termine del Consiglio dei Ministri che ha discusso la riforma del titolo di studio, questione spinosa che riguarda le modalità di accesso alle professioni e ai concorsi pubblici.

Il sito del Miur dà la possibilità agli utenti di rispondere a 15 domande inerenti il valore legale della laurea come requisito per lavorare nel pubblico impiego. La consultazione sarà aperta fino al 24 aprile, e prevede la registrazione degli utenti che vogliono partecipare al questionario.

«Al termine, i contributi ricevuti saranno pubblicati sul sito del Miur, previo consenso dell'interessato e comunque in forma anonima, e costituiranno il presupposto per tutte le proposte da sottoporre al Consiglio dei Ministri oltre che per i provvedimenti del Ministero.»

Un’iniziativa che, oltre ad uniformarsi a quanto avviene nel resto dell’Europa, rappresenta un chiaro segnale del Governo di apertura verso i cittadini, chiamati a manifestare apertamente le loro preferenze soprattutto in riferimento alle riforme che più di altre hanno destato polemiche.

La riforma del titolo di studio, oggetto del referendum virtuale, infatti, ha già raccolto numerosi pareri negativi: il nocciolo della questione riguarda la possibilità che una laurea valga di più se è stata conseguita presso un determinato ateneo piuttosto che un altro, e che questo possa anche diventare un requisito che regola l’accesso a specifici concorsi pubblici. Il comitato studentesco di Link - Coordinamento Universitario Nazionale, ad esempio, ha manifestato il suo disappunto specificando che:

«Con l'abolizione del valore legale si incentiverà la nascita di atenei di serie A e atenei di serie B e si favoriranno solo quegli studenti che possono permettersi costosissimi master e decine di corsi di specializzazione post-laurea.»

Il questionario ha una durata di circa 10 minuti, e al termine sarà chiesto all’utente se preferisce autorizzare o meno la pubblicazione dei propri contenuti sul sito del Miur, in forma anonima. Il Miur ha anche predisposto un servizio di aiuto via mail rivolto a tutti gli utenti che vogliono ricevere supporto o avere maggiori delucidazioni.

Il sondaggio è raggiungibile cliccando su questo link

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Mi sembra che nei concorsi pubblici non dare valore comunque al diploma di laurea possa abbassare il livello culturale degli assunti invece che aumentarlo.
scritto da Stefania - giovedì 29 marzo 2012 alle ore 11.39
Da circa 20 anni entrano nella PA laureati che a mala pena sanno leggere e scrivere.. è meglio non immaginare come possono concretamente applicare quanto studiato. Buona parte di loro conoscono quasi bene 2 lingue..il loro dialetto di origine e un maccheronico Italiano… Ecco perché la PA deve richiedere spesso professionisti all’esterno..!!
Abolire il valore della Laurea è giusto…. Ognuno di noi, si presenti con il suo rispettoso percorso formativo e si proponga in un libero professionale mercato..Basta somari con Laurea che volano..!!!!
scritto da Celso Vassalini - giovedì 29 marzo 2012 alle ore 16.32
Io direi basta ai diplomi e alle lauree facili, per non dire farsa, tipo quelli dei corsi serali e delle università on-line!. Una diploma o una laurea conseguita con un “normale” corso di studi sono garanzia di una formazione mentale e culturale che solo raramente si possono riscontrare in chi non possiede titoli di studio. L’abolizione del valore dei titoli di studio, inoltre, toglierebbe ogni limite alle assunzioni clientelari.
scritto da Riccardo - lunedì 2 aprile 2012 alle ore 1.11
valore legale imprescindibile, quindi da non togliere assolutamente, i titoli restano, forma pubblica di riconoscimento del proprio percorso formativo e professionale. per il resto basta far rispettare le regole a tutti. peraltro nella P.A. siamo ancora ben lontani dal dare la possibilità a chi ne ha le capacità di rendersi utile e migliorare il proprio percorso, invece si è perfettamente ingabbiati nei ruoli di competenza, facendo perdere al vento energie e competenze.
scritto da Di Pinto Mauro Elia - domenica 1 aprile 2012 alle ore 12.46
Conosco molti laureati che non sanno scrivere in italiano, che non si aggiornano, che non leggono un libro, riviste, quotidiani, e che vivono nell'ignoranza più completa. Le capacità non si devono valutare in base ad un pezzo di carta, ma alla professionalità. Lo studio deve servire per preparare lo studente, per dargli la possibilità di approfondire le sue capacità.
scritto da Romano - giovedì 5 aprile 2012 alle ore 2.14
si ma perf2 te ricompari cosec che noi si era tutti in apsienprone qua e non dici nulla, che sembra che ce lo eravamo sognati, anche il post stesso medesimo non vedo pif9!cioe8 dico mancamento, nausea, mal di testa come stai (risposta obbligata)? cosa e8 successo (risposta facoltativa)?
scritto da oQOXpLpIpnVcbreRQ - lunedì 15 ottobre 2012 alle ore 11.33

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