La dura vita di Italia.it
lunedì 21 gennaio 2008

La dura vita di Italia.it

a cura di Andrea Spiezia
Il portale del turismo italiano, nato per essere un punto di riferimento internazionale per il Bel Paese, è stato oggetto di interminabili critiche: è costato troppo, è pieno di errori, deve essere chiuso. Ecco tutta la verità

Nelle intenzioni dell'ex Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca il Portale Nazionale del Turismo Italia.it doveva diventare uno strumento per rilanciare il turismo in Italia e colmare il divario creatosi con gli altri Paesi. Doveva debuttare a fine Ottobre 2006 oltre che in Italiano anche in Inglese, Francese e Tedesco, per essere a pieno regime entro la fine dell'anno con le versioni in Cinese, Russo, Giapponese e Spagnolo, con oltre 80 mila pagine complessive. Peccato che le cose siano andate in modo molto diverso, a partire dai tempi di realizzazione e dai contenuti fino ad arrivare alla chiusura del portale.

Per il sito sono stati stanziati 45 milioni di euro, tra mille polemiche e ritardi è stato presentato ufficialmente a Milano il 22 Febbraio 2006, nell'ambito della Borsa Italiana del Turismo, dal vice presidente del Consiglio con delega al turismo, on. Francesco Rutelli e dal Ministro Nicolais, con quattro mesi di ritardo sulle previsioni. Ma non è solo il ritardo nella realizzazione a destare polemiche. È subito apparso chiaro agli addetti ai lavori che il sito era pieno di errori sia tecnici che di contenuti, e assolutamente inadatto a rappresentare un patrimonio artistico e culturale di un paese come l'Italia.

Alcuni errori macroscopici furono resi noti a suo tempo da Gian Franco Fisanotti presidente di Unionturismo. Ad esempio non esiste una scheda su San Marino: è vero che si tratta di uno Stato indipendente, ma lo è anche il Vaticano che invece ha una bella scheda. Nella pagina "La terra dei presepi" si parla di Marche, Toscana e Puglia, senza fare minimamente riferimento alla Campania e a Napoli che ogni anno nel periodo natalizio attira milioni di visitatori che vengono ad ammirare la secolare arte presepale a San Gregorio Armeno.

Continuando si nota che l'Abruzzo non ha coste, il Monte Rosa è in Lombardia, per il Trentino non si menzionano le Dolomiti e manca il Parco dello Stelvio. Si potrebbe continuare a lungo su questi errori e su quelli presenti nella versione Inglese. E doveroso dire che oggi molti di questi errori sono stati corretti, ma molto resta ancora da fare, ad esempio mancano le versioni in Spagnolo e in Francese.

Le polemiche scaturite hanno portato nei mesi di Ottobre e Novembre del 2007 a due interrogazioni parlamentari a risposta scritta da parte dell'on Ludovico Vico dell'Ulivo, e del senatore Alessio Butti di Alleanza Nazionale. Per dare un quadro completo della situazione ripercorriamo analiticamente tutte le fasi dell'iniziativa.


Cronistoria di un (in)successo

28 Maggio 2004. Il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca con un decreto stanzia 45 milioni di euro per finanziare il progetto "Scegli Italia", fabbisogno stimato di 90 milioni, da attingere dal "Fondo di finanziamento per i progetti strategici nel settore informatico".

28 Febbraio 2005. La società pubblica Innovazione Italia S.p.A., che risponde alla Presidenza del Consiglio, pubblica il bando di gara per la realizzazione della piattaforma tecnologica del portale Italia.it.

14 Maggio 2005. La Legge n. 80 trasforma l'ENIT (Ente Nazionale per il Turismo) in Agenzia e gli viene assegnata la gestione finale del portale.

4 Luglio 2005. Con un comunicato stampa Sviluppo Italia rende noto che Innovazione Italia assegna la gara per la realizzazione della piattaforma tecnologica al raggruppamento di imprese composto da IBM, Its e Tiscover. Nel comunicato si afferma che «il portale non servirà solo a diffondere informazioni, ma metterà a disposizione dei potenziali turisti e degli operatori del settore numerosi servizi:

  • possibilità di prenotare ed acquistare camere attraverso internet
  • e-ticketing: prenotazione/acquisto biglietti musei, parchi naturali, spettacoli e intrattenimento.
  • intermediazione di aziende di autonoleggio, attraverso accordi con gli operatori nazionali ed internazionali già operanti sul mercato
  • intermediazione di vettori aerei e marittimi
  • cartografia per navigazione geografica e route planning
  • servizi meteo avanzati
  • servizi di community (forum, newsletter, etc.)
  • fornitura di analisi specifiche, report e studi di settore sul mercato del turismo a livello nazionale e locale&4aquo;

22 Febbraio 2006. Rutelli e il Ministro delle Riforme e le Innovazioni, Luigi Nicolais presentano il portale nell'ambito della Borsa Italiana del Turismo.

7 Marzo 2006. Con decreto del Ministro dell' Innovazione si stabilisce che dei 25 milioni di euro riservati ai contenuti del portale 21 milioni sono riservati alle Regioni e 4 milioni sono riservati a contenuti di interesse nazionale. Le Regioni devono presentare dei progetti per poter accedere al finanziamento.

8 Marzo 2007. Con il comunicato stampa n.387, il vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto responsabile delle politiche per il turismo, Luca Zaia, chiede al Ministro Rutelli l'oscuramento delle pagine che riguardano la regione sul portale perché «ci sono errori e imprecisioni così grossolani e vistosi da considerarsi lesivi dell'immagine della nostra regione a livello nazionale e internazionale».

5 Aprile 2007. In seguito alle numerose polemiche sollevate il Ministro Nicolais, istituisce una commissione di indagine che deve fare luce sulle criticità e sulle possibili omissioni che hanno accompagnato lo sviluppo del programma.


22 Settembre 2007. La relazione dell'Avvocatura dello Stato prende le mosse dalla Relazione Finale della Commissione d'Indagine, là dove questa individua le cause del «fallimento del progetto di predisposizione in tempi brevi di una piattaforma ed utilizzabile da parte del pubblico in vista delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, nella genericità delle previsioni del capitolato d'appalto e nell'assenza di una struttura collaborativa tra fornitore e stazione appaltante; imputa questa insufficienza a Innovazione Italia S.p.A. che ha predisposto bando di gara e capitolato "senza tener conto dei suggerimenti del CNIPA».

24 Ottobre 2007. Rutelli davanti alla X Commissione Attività Produttive della Camera, invoca la chiusura del portale. «La realtà che debbo constatare al termine di questa lunghissima esplorazione, condotta con grande senso di responsabilità, cercando di contribuire costruttivamente alla gestibilità ed efficacia del portale Italia.it, è che la natura della piattaforma, l'impostazione tecnologica e anche il grande ritardo nella fornitura dei dati da parte di coloro che dovevano fornirli mi ha spinto - perdonatemi se uso un termine calcistico - al triplice fischio che ha sancito la fine. Dopo aver sollecitato il Ministero per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione ad una verifica ulteriore che ha portato ad un'indagine e dopo aver proposto una serie di modalità collaborative, esperiti tutti i tentativi possibili, ho trasmesso gli esiti di tutta l' attività amministrativa alla Procura della Corte dei conti, trattandosi di risorse pubbliche».

28 Novembre 2007. Rutelli nel suo intervento datato 28/11/2007 alla 10ª Commissione Permanente Industria, commercio, turismo del Senato ribadisce quanto detto alla Commissione Attività Produttive della Camera. In tale sede il senatore Lucio Stanca, ed ex Ministro oltre che ex amministratore delegato di Ibm Italia, l'azienda che vinse la gara per costruire il Portale Italia, afferma che «se il Governo è incapace di realizzare un portale italiano del turismo all'altezza di un Paese come il nostro, è meglio lasciar perdere».

Il senatore Stanca ha posto al Ministro una serie di domande quali: «perché in questo tempo è stato fatto poco o niente dal Governo per continuare la realizzazione del progetto? Perché, pur essendo i fondi e gli strumenti disponibili, non è stata portata a termine alcuna collaborazione con le Regioni per sviluppare i contenuti digitali? Quale è la reale decisione del Governo, tra le tante dichiarazioni fatte, circa il futuro del Portale?».

La speranza è quella di avere presto una vetrina virtuale sul web degna dell'immenso patrimonio artistico e culturale del nostro Paese.




Versione originale: http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/articoli/377/la-dura-vita-di-italiait.html