mercoledì 2 aprile 2008
Informatica per studenti malati
a cura di Carolina Figini
HSH@Network è il progetto del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca che per il quarto anno consecutivo forma i ragazzi che non possono andare a scuola per motivi di salute
Una delle critiche più spesso rivolte al nostro sistema scolastico è quella di non comunicare e di non adeguarsi alle odierne esigenze di interattività e d'innovazione, ma qualcosa viene fatto. In particolare, è da citare l'impegno del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca a favore degli allievi a rischio di dispersione, che è oggi al quarto anno di attività del progetto HSH@Network, dove S sta per "school" e le due H rispettivamente per "hospital" e "home". Attraverso l'uso delle tecnologie, questo programma fornisce supporto agli studenti lungodegenti negli ospedali italiani e a forme di istruzione domiciliare.
L'utenza è di circa 4500 ragazzi iscritti ai vari ordini di scuole da quelle per l'infanzia alle secondarie superiori, affetti da patologie onco-ematologiche e croniche invalidanti o da alcuni traumi acuti che richiedono degenze lunghe. Si mira a garantire il collegamento degli alunni con le classi cui appartengono per dare continuità all'apprendimento, per aumentare la motivazione allo studio e per migliorare la stessa qualità della vita di queste persone. A tal fine il MIUR si è accordato con IBM per la cessione in comodato d'uso gratuito di un buon numero di portatili e per l'assistenza tecnologica alle scuole polo del progetto, che utilizza sistema operativo Windows XP, suite di Office Automation, antivirus e software per gestione modem della multinazionale.
La cooperazione fra enti pubblici
HSH@Network è cofinanziato al 40% dal Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie e al 60% dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e ha preso l'avvio sotto i dicasteri Moratti e Stanca. Per quanto riguarda il Ministero della Salute, il suo coinvolgimento si basa su un documento sottoscritto dal Ministro Moratti e dal Ministro Sirchia il 24 ottobre 2003. Si tratta di un protocollo d'intesa con durata triennale rinnovabile per la "Tutela del diritto alla salute e allo studio dei cittadini di minore età, affetti da gravi patologie, attraverso il servizio di Istruzione Domiciliare".
Da questa collaborazione si pensa di ricavare i seguenti benefici: garanzia contestuale del diritto allo studio e diritto alla salute; sinergia del progetto educativo con quello terapeutico; continua ed efficace comunicazione tra il ragazzo ospedalizzato o in terapia domiciliare e la scuola di appartenenza (docenti e compagni); formazione e quindi incremento della professionalità di tutti i docenti che operano o intendono operare in situazioni di "scuola fuori della scuola"; aggiornamento integrato dei docenti, dei genitori, degli alunni, del personale sanitario.
La cooperazione interistituzionale e i benefici
Si tratta pertanto di un'iniziativa a forte relazionalità instaurata a più livelli fra i soggetti coinvolti (ospedali, reparti pediatrici, famiglie, docenti, scuole, etc...). Le risorse messe in campo per gestirla sono le infrastrutture telematiche per l'interconnessione di circa 90 reparti/ospedali pediatrici (65 nella prima fase) con le scuole elementari, medie e superiori di provenienza del ragazzo degente al fine di garantire la continuità scolastica anche in condizione di isolamento, un adeguato numero di pc portatili dotati di webcam e collegamenti Internet, un portale per i collegamenti in videoconferenza sulla rete Internet, tra alunni lungodegenti, alunni in day hospital e in terapia domiciliare con le classi di appartenenza degli stessi e apparecchiature per la videoconferenza.
Oltre alle infrastrutture, che comportano il cablaggio in rete wireless dei reparti interessati di 65 tra i principali ospedali distribuiti su 18 regioni con connessioni simmetriche in banda larga (2 Mbit con 1 Mbit garantito), si pensa di utilizzare 1434 PC portatili, 130 stampanti multifunzione, 65 videoproiettori, 65 set top box per videoconferenza di alta qualità e alcuni servizi, fra i quali si annoverano una piattaforma e-learning utilizzata inizialmente per la formazione dei docenti ed in seguito per formare classi virtuali di alunni e un call center per l'attivazione di sessioni di videoconferenza e attivazione di linee ADSL (disponibili 150 linee contemporaneamente) al domicilio degli studenti in Istruzione Domiciliare (I.D.).
Siamo quindi di fronte a un progetto impegnativo e costoso, su cui abbiamo chiesto maggiori ragguagli a Stefano De Iacobis della Direzione Sistemi Informativi del MIUR. «Oltre all'impegno in termini di risorse economiche - ci comunica il dirigente - l'Amministrazione ha provveduto alla formazione degli insegnanti (circa 400) che operano all'interno delle strutture ospedaliere sia sul fronte dell'utilizzo delle TIC nella didattica che su quello dell'insegnamento in un particolare contesto come quello ospedaliero». Che ruolo ricopre ciascuno dei partecipanti? Risponde De Iacobis: «Un ruolo importante è stato svolto sia dagli Uffici Scolastici Regionali che dalle 18 Scuole polo, una per ogni regione. Le attività svolte dalle scuole polo sono state molte e di grande responsabilità: hanno gestito tutti i materiali assegnati alla regione in termini di presa in carico, distribuzione, manutenzione e custodia; hanno inoltre acquistato altri materiali necessari alle attività didattiche (microfoni, cuffie, webcam), hanno curato i rapporti con il territorio (Ospedali, USR, docenti e genitori). Due scuole in particolare si sono fatte carico di organizzare tutti gli incontri in presenza dei corsi di formazione per i docenti ed i loro trasferimenti nelle sedi dei corsi».
Per quanto riguarda i partner? «I partner dell'iniziativa – spiega l'esperto - sono il Centro METID del Politecnico di Milano (ha progettato e gestito la piattaforma e-learning), CASPUR – Consorzio Interuniversitario di Roma (ha curato la gestione del Call Center per la videoconferenza e l'attivazione delle linee ADSL per I.D.), FUB – Fondazione Ugo Bordoni del Ministero delle Comunicazioni (ha curato l'installazione delle reti wireless all'interno dei reparti ospedalieri) e Consortium GARR ( ha consentito la connessione dei 65 ospedali alla sua rete)».
Concludiamo chiedendo a De Iacobis se queste complesse interazioni siano caratterizzate più da competizione o più da cooperazione. «Sono stati scelti partner di progetto altamente qualificati – ci risponde - che non erano assolutamente in competizione tra loro, ma hanno collaborato per la riuscita del progetto. Il GARR ha collaborato con FUB per la realizzazione delle infrastrutture di rete, il Centro METID del Politecnico di Milano ha collaborato con l'ITD per l'erogazione dei corsi di formazione e con CASPUR per le funzioni della Videoconferenza».