La semplicità dei siti Web
di Stefano Gorla

La semplicità dei siti Web

mercoledì 14 maggio 2008
Quali sono le regole linguistiche essenziali per applicare la Web usabilità ai portali istituzionali? Per rispondere a questa domanda sarà opportuno analizzare la comunicazione in ogni suo aspetto

Le istituzioni pubbliche che realizzano i siti Web sono costrette a ripensare le modalità della comunicazione con i cittadini e pertanto devono partire dalle premesse suindicate per esplicitare una comunicazione intesa come servizio da svolgere in modo chiaro ed efficace. La sfida per la PA è notevole, poiché la mancanza di chiarezza ed efficacia porta immediatamente il cittadino-internauta a rivolgere altrove la sua attenzione, senza perdere tempo in una navigazione improduttiva nel sito istituzionale.

Ne deriva che l'USABILITA' dei siti può essere assimilata alla leggibilità dei testi e si può esplicitare nei seguenti criteri:

  1. Chiarezza e semplicità della scrittura
  2. Coerenza dei contenuti
  3. Facilità della navigazione
  4. Leggibilità dei contenuti, da intendersi anche come facile reperibilità

Questi criteri sono in funzione del particolare tipo di mezzo a cui si riferiscono e alle conseguenti modalità specifiche di lettura e organizzazione testuale. Infatti la lettura a video risulta più faticosa rispetto a quella su supporto cartaceo e la leggibilità deve essere garantita anche con una reperibilità immediata delle informazioni (visibili con un "colpo d'occhio"). Se un sito Web può essere definito come un ipertesto con link che possono rinviare sia al suo interno che verso l'esterno, dobbiamo pensare a definire dei percorsi di lettura per il cittadino-internauta.

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Mi permetto di segnalare sull'argomento due problemi (terminologia e traduzione) che di rado vengono trattati. Ho cercato di farlo in un piccolo contributo disponibile all'indirizzo: http://ec.europa.eu/italia/documenti/REI/crivello.doc
scritto da Carla Crivello - venerdì 16 maggio 2008 alle ore 17.14
E' pacifico che ogni comunicatore, di mestiere o non,debba adottare un linguaggio "neutro",ovvero bilanciato in modo che i "sapienti" e i meno tali intendano l'oggetto del messaggio senza difficoltà alcuna.
Per quanto riguarda la P.A., da tempo ci si è posti il problema di adottare un linguaggio semplificato sia verso l'utenza interna che quella esterna.
Ogni attento e "genuino" dirigente che si rispetti deve assumere anche il ruolo di formatore "linguistico", con o senza "viatico" sindacale, allo scopo di far capire a tutti indistintamente ciò che si vuole.
Ormai il tempo dei "grafomani" è del tutto tramontato ed è giusto che ci si presenti alla clientela ( "azionisti") in maniera trasparente e collaborativa.
scritto da oreste attisani - martedì 27 maggio 2008 alle ore 19.13
Mi permetto di aggiungere:
- il concetto della piramide rovesciata
- la formattazione del testo (troppi siti PA hanno ancora font-size minuscoli!)
- collegamenti ipertestuali nei contenuti
E soprattutto, essendo siti PA, dovrebbero rispettare le regole dell'accessibilità (per esempio il target_black è usabile ma non accessibile).
scritto da Mariachiara - giovedì 5 giugno 2008 alle ore 17.01

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