martedì 13 gennaio 2009
Partecipazione, Genova risponde con l'Urban Center virtuale
a cura di Chiara Bolognini
L'Urban Center Virtuale realizzato dal Comune e finanziato dal Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie (2004) è uno strumento utile per permettere ai cittadini di partecipare attivamente all'evoluzione urbana e territoriale della città
Per presentare l'Urban Center virtuale di Genova in modo efficace si potrebbe partire citando Calvino: «D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda». La domanda è concreta e immediata: quali sono gli strumenti adottati dal capoluogo ligure per stimolare la partecipazione dei cittadini alle proprie trasformazioni urbanistiche? La risposta (non l'unica ovvio) è la sigla UC5, che si traduce con Urban Center 5, un'agorà virtuale dove scoprire a colpi di mouse come cambia, evolve e si prepara al futuro una città che, per fare tutto questo, conta anche sul contributo dei propri abitanti.
La scelta di realizzare sul Web un Urban Center, nella prospettiva di realizzare come seconda tappa un Urban Center Reale nella loggia di Piazza Banchi, si inserisce nel quadro di iniziative ormai consolidate in Italia, in Europa e nel mondo. Così, per citare solo alcuni esempi, abbiamo la Casa Città di Trento, gli Urban Center di Biella, Bologna, Milano, Pesaro, Torino, Venezia, Parigi, Barcellona, per passare poi al Pratt Center di New York. Senza alcun dubbio, gli Urban Center, sono i luoghi per eccellenza della partecipazione, e, dopo le prime esperienze pionieristiche, si sono evoluti diventando "piazze strategiche" in cui le trasformazioni urbanistiche non solo vengono mostrate e discusse, ma dove la trasformazione urbana viene elaborata, negoziata e alimentata.
Co-finanziato dal Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie nell'ambito dell'Avviso per la selezione di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale (e-democracy) dell'aprile 2004, il progetto UC5 si inserisce nel quadro delle iniziative realizzate dalla città di Genova grazie ai finanziamenti ricevuti con il programma Comunitario Urban I e Urban II. L'iniziativa, lanciata dalla Commissione Europea nel 1994, ha reso disponibili 900 milioni di euro per i quartieri in crisi, con l'obiettivo di affrontare il problema della povertà e dell'esclusione attraverso azioni condotte sia sul piano socioeconomico sia su quello del miglioramento dell'ambiente fisico, sia su quello della comunicazione e informazione mediante l'uso delle nuove tecnologie.
Urban I, nel periodo 1994-1999, ha sostenuto programmi in 118 città, di cui 14 in Italia, migliorando così la qualità della vita di 3 milioni di europei. Successivamente con Urban II la Commissione Europea, nel successivo periodo di programmazione, dal 2000 al 2006, ha finanziato altre 70 aree urbane degradate. Mentre Urban 1 era rivolto a città di grandi dimensioni (oltre 100 mila abitanti), Urban 2 è stato indirizzato anche alle città di medie dimensioni. Genova è stata l'unica città italiana a usufruire di entrambi i finanziamenti.
L'Ente ideatore e coordinatore del Progetto è il Comune di Genova, in particolare l'Assessorato alla Città Partecipata, guidato dall'Assessore Maria Rosa Zerega e istituito nel 2007 per sviluppare le indicazioni delle Linee programmatiche della Sindaco sui nuovi metodi di governo. L'Ufficio Città Partecipata lavora in coordinamento con l'Urban Lab, la struttura tecnica del Comune di Genova che studia la trasformazione urbanistica della città secondo una pianificazione interdisciplinare che integri progetti strategici urbani, infrastrutture, porto, valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio storico culturale. Cura la comunicazione delle politiche di trasformazione urbana e territoriale e attiva forme di dibattito pubblico su progetti infrastrutturali e scelte urbanistiche. L'Urban Lab è diretto dall'Architetto Anna Iole Corsi e si avvale dell'importante contributo dell'Architetto Renzo Piano.
I partner, pubblici e privati, del Progetto Urban Center sono: Università di Genova, Dipartimento di Scienze Antropologiche (DISA); Dipartimento di Informatica e Scienze dell'Informazione (DISI); Centro di ricerca interuniversitario Governance of Urban Policies (Go-UP). Tra i partner privati Società Charta, Totem, A/UA Urban Action e l'Associazione Genova Europa. L'Urban Center Virtuale è rivolto a tutti coloro che fruiscono della città di Genova, nonché all'insieme dei diversi soggetti, pubblici e privati, che operano sul territorio programmando e/o attuando gli interventi di trasformazione.
Gli obiettivi sono chiari: realizzare «un'interfaccia di immissione geografica e rappresentazione dei fenomeni a valenza territoriale come strumento di partecipazione della cittadinanza alle sue politiche territoriali». Una delle funzioni principali dell'Urban Center virtuale, infatti, è colmare il "vuoto di percezione" che spesso i cittadini hanno nei confronti di quanto c'è o di quanto accade nella loro città. Tra gli obiettivi generali anche quello di valorizzare la cultura del progetto urbano, offrire strumenti di conoscenza e di proposta critica, dimostrare l'importanza delle pratiche di democrazia in questo ambito.
Dal punto di vista tecnologico, UC5 prevede l'implementazione e la pubblicazione online dell'interfaccia realizzata dall'Osservatorio Civis nell'ambito del progetto Interreg III B "C2M", nonché la messa a punto di procedure e tecniche per la partecipazione della cittadinanza. In concreto, il sito web dell'Urban Center Virtuale contiene tre macroaree: Genova Cambia dedicata agli strumenti della pianificazione e a programmi e interventi; Guarda Genova con la cartografia interattiva, la rassegna fotografica e i dati numerici sulla città; Cambia Genova con gli spazi riservati alla partecipazione dei cittadini.
È quest'ultimo lo spazio riservato alla partecipazione online con un format dove vanno inseriti nome ed email per ricevere il codice ID che consente l'accesso agli strumenti della partecipazione. I due applicativi ora attivi sono il sondaggio online sull'energia eolica, rappresentato tecnicamente da un format/questionario che i cittadini devono compilare online e inviare, e il wiki (diario, libro di memoria) dedicato alla Valpolcevera, rappresentato tecnicamente da una piattaforma molto semplice in cui i cittadini possono inserire i loro testi. Si tratta dunque di tecnologie per l'informazione classificabili come information e content provider.
Per quanto concerne lo stato dei lavori, sono stati attivati i primi due strumenti per la partecipazione dei cittadini: il sondaggio telematico sul tema dell'energia eolica e il Wiki Storia di una valle: la Valpolcevera, in cui i cittadini potranno raccontare la propria Valpolcevera. In base al secondo Rapporto di sintesi (gennaio 2008) sul monitoraggio dei progetti cofinanziati a seguito dell'emissione dell'avviso per la selezione di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale (e-democracy), il progetto è a uno stato di avanzamento del 70%, ha superato la verifica intermedia ottenendo l'80% del finanziamento.
Ovviamente l'Amministrazione guarda già oltre, come conferma quando dichiarato dall'Assessore Maria Rosa Zerega nel documento di presentazione pubblicato sul sito di progetto: «Ritengo opportuno elaborare e proporre un apposito Regolamento, che dovrà accompagnare il nuovo Piano Regolatore della città di Genova. Prefigurerà, definendolo proceduralmente, un nuovo scenario di partecipazione e trasparenza che vedrà nuovi diritti per gli abitanti, che avranno nuove opportunità per essere protagonisti dello sviluppo del proprio territorio e nuovi doveri per l'Amministrazione comunale, che assumerà il ruolo di promotore e garante della partecipazione».