mercoledì 16 gennaio 2008
VEN.E-D, e-democracy made in Veneto
a cura di Chiara Bolognini
Intervista ad Andrea Boer, Project manager del Progetto VEN.E-D della Regione Veneto: gli obiettivi, i risultati e le prossime sfide dell'e-democracy
La Pubblica Amministrazione cambia pelle e sollecita la partecipazione diretta dei cittadini nell'assunzione delle decisioni politiche attraverso l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. È l'e-democracy, una sfida e un'opportunità che la Regione Veneto non si è lasciata sfuggire, partecipando all'Avviso per la selezione di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale, promosso nel 2004 dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie (MIT) e inserito nell'ambito delle iniziative del CNIPA. Il progetto si chiama Veneto E-Democracy o, più brevemente, Ven.e-d e si è classificato tra i primi 10, su un totale di 54 presentati.
L'idea era nel cassetto già da tempo, come spiega Andrea Boer, project manager del progetto, responsabile del suo regolare svolgimento esecutivo dal punto di vista organizzativo, qualitativo, economico e temporale. «Dopo anni di esperienza nell'ICT come dipendente pubblico, da tempo pensavo a un progetto che ci desse la possibilità di ovviare, con i fatti, alle critiche di immobilismo, chiusura, autoreferenzialità mosse agli enti pubblici in generale da cittadini sfiduciati, non sempre senza ragioni valide».
«Le nuove tecnologie, se ben applicate, sono una risorsa straordinaria che ci consentono davvero di avviare un dialogo con il cosiddetto uomo della strada, accettare una sfida, un cambiamento culturale, una sorta di rivoluzione copernicana: non più la Pubblica Amministrazione al centro, immobile, ma il cittadino con i suoi bisogni, le sue richieste, le sue esigenze. E con cittadini intendo le associazioni, gli enti pubblico-privati, gli ordini professionali che, insieme a noi, devono compiere un piccolo sforzo per essere davvero interattivi».
Come a dire che l'e-democracy, perché funzioni davvero, si fa in due e costa impegno da parte di entrambi i soggetti, amministrazione e cittadini.
Nascita e sviluppo della piattaforma
Ven.e-d, iniziato formalmente a settembre 2005 e conclusosi il mese scorso con la presentazione degli atti conclusivi nel convegno tenutosi il 29 novembre presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista a Venezia, vede la collaborazione delle strutture organizzative della Giunta, del Consiglio Regionale e della Provincia di Rovigo.
Il progetto prevede la realizzazione di uno strumento informatico ed una metodologia che saranno diffusi gratuitamente alle pubbliche amministrazioni del Veneto e grazie ai quali gli enti locali, indipendentemente dalle loro dimensioni e con costi contenuti, potranno avviare proprie iniziative di e-democracy. Prodotti e metodologie che non saranno il risultato di una progettazione sterile, slegata dalla realtà. Il progetto Ven.e-d ha attuato, infatti, la loro sperimentazione sul campo in 4 ambiti concreti di partecipazione democratica:
- Tavolo di partenariato per i fondi strutturali 2000-2006, che vede la partecipazione di tutti i soggetti impegnati nel sostegno dello sviluppo regionale, espressione del partenariato istituzionale ed economico-sociale.
- Bilancio Sociale Regionale: per la prima volta una regione impegnata nella definizione metodologica ed attuazione di una iniziativa di bilancio sociale, con l'obbiettivo primario di dialogare con i propri interlocutori sociali (cioè i portatori di valori e di aspettative) nel segno della fiducia, del confronto e della trasparenza.
- Consiglio Regionale - Progetto Terzo Veneto: processo analitico e decisionale di pianificazione per mezzo del PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento) e del PRS (Programma Regionale di Sviluppo), con l'obiettivo di promuovere processi di partecipazione integrati.
- Bilancio Sociale della Provincia di Rovigo: con l'obiettivo di ampliare le capacità di analisi e la possibilità di partecipazione attraverso l'adozione della soluzione tecnologica Ven.e-d.
Sotto il profilo specificamente informatico, il principale risultato del progetto è la piattaforma di e-democracy VEN.E-D, pensata, progettata, realizzata e caratterizzata modularmente, attraverso l'adozione di tecnologia standard open source. Tale piattaforma è stata pensata per essere resa disponibile alle strutture regionali, agli Enti locali e a tutte le organizzazioni pubbliche locali interessate a realizzare, avviare e sviluppare comunità locali online, reti di cittadini, gruppi di discussione su tematiche sociali, economiche, urbanistiche e culturali mediante processi partecipativi di e-democracy. Tale soluzione mette a disposizione:
- 1. La piattaforma applicativa di e-community opensource XOOPS in grado di fornire tutte le funzioni di supporto (CMS, DMS, forum, weblog, ecc.) e sviluppata con criteri standard, atti a facilitarne il riuso a basso costo, ad alta portabilità e flessibilità: condizioni indispensabili per un efficace trasferimento della soluzione. Tale piattaforma è stata opportunamente personalizzata per i quattro sotto-progetti applicativi, e implementata per consentirne la piena accessibilità (Legge 4/2004, c.d. "Legge Stanca")
- 2. La metodologia di installazione, avvio e personalizzazione della piattaforma (documentazione tecnica, manualistica di amministrazione e utilizzo) corredata da un modello di gestione ad uso dell'amministratore/responsabile locale (organizzazione locale, azioni/attività di sostenibilità)
Gli strumenti di partecipazione
Sotto il profilo delle tecnologie per la partecipazione, il progetto Ven.e-d fa uso di strumenti, metodi e tecniche specifici per l'e-democracy, utilizzando le seguenti tecnologie.
Tecnologie per l'informazione:
1. Newsletter di ambito o tema per la distribuzione di informazioni "on-demand". I cittadini registrati, iscrivendosi alla newsletter e fornendo il proprio indirizzo e-mail, ricevono notizie su argomenti di loro interesse nella propria mailbox personale.
2. Cittadini come information e content provider: i contenuti presenti nell'area "bacheca" del portale sono il risultato di un'attività redazionale dei rappresentanti dei cittadini. Viene, in questo modo, data loro la possibilità di inserire informazioni in modo semplice, veloce e intuitivo utilizzando il mezzo informatico.
Tecnologie per il dialogo:
1. FAQ (Frequently Asked Questions): servizio che permette di "raccogliere" le richieste inviate in privato dai cittadini a funzionari o amministratori dell'Amministrazione Pubblica. Queste richieste sono lette dai diretti destinatari o da funzionari a ciò demandati, i quali provvedono a rispondere a chi ha inviato il messaggio pubblicando domanda e risposta nell'area FAQ.
2. Forum: area di dialogo virtuale integrata nel portale a cui i cittadini si collegano per leggere e partecipare alle discussioni. La funzionalità fondamentale è la possibilità che viene data loro di inviare messaggi al forum e replicare ai messaggi inviati.
Tecnologie per la consultazione:
1. Questionari on line: il questionario on line è uno strumento di osservazione-ricognizione utilizzato per estrarre utili informazioni concernenti esigenze, considerazioni e problemi dei cittadini.
Altre opzioni tecnologiche:
1. Content Management Systems: strumenti che guidano la pubblicazione di contenuti (testuali, grafici, interattivi, multimediali) svincolandola dai dettagli (cioè dai linguaggi) informatici.
2. WebLog: luogo in cui navigatori con interessi comuni possono incontrarsi e scambiarsi opinioni, uno spazio virtuale dove i navigatori della rete possono leggere notizie, scriverle loro stessi e interagire con le notizie scritte da altri, commentandole o integrandole.
Il primo bilancio
Attualmente, il progetto ha concluso tutte le attività di progettazione e sviluppo informatico. La piattaforma software è stata rilasciata ed è stata utilizzata per la realizzazione dei portali previsti, a cui si aggiunge il portale di presentazione del progetto. Per approfondimenti si può visitare il portale dedicato al progetto, oppure i singoli portali: e-laborando, Terzo Veneto, cittadinanza digitale, Tavolo di partenariato, Forum sulla competitivita (primo esempio di riuso).
Andrea Boer ci comunica i risultati in numeri: «576.000 pagine visitate, 21.000 newsletter inviate, 1089 utenti registrati, di cui 486 appartenenti ad imprese e associazioni, 367 appartenenti alla pubblica amministrazione e 236 cittadini, 3 weblog attivati, 35 sondaggi avviati, 12 forum con 136 post». Ricollegandosi al tema del "patto per l'impegno" da parte di amministrazione e cittadini necessario per l'efficacia dell'e-democracy i dati ci segnalano una criticità: «Se si leggono attentamente i numeri, risulta evidente che gli utenti del web, e forse questa è una caratteristica di noi italiani, sono ancora prevalentemente passivi. Basti osservare mentre le pagine visitate sono 576.000 e le newsletter inviate 21.000, i post nei 12 forum avviati sono solo 136. L'unico appello che mi sento di fare agli utenti e quello di avere fiducia e fare un piccolo sforzo per usufruire al meglio delle possibilità di partecipazione offerte dalla piazza democratica del Web».
I prossimi passi prevedono l'arricchimento dei portali realizzati con nuovi contenuti e nuovi strumenti di partecipazione, l'animazione del dibattito ed il completamento della campagna di comunicazione. «Un'attenzione particolare» – spiega Boer - «continuerà ad essere rivolta alle scuole, alle generazioni del futuro. Ho seguito direttamente gli incontri rivolti alle scuole del territorio, in particolare nell'ambito del progetto Terzo Veneto, e devo dire che gli studenti si sono sempre dimostrati davvero molto interessati. L'entusiasmo dimostrato ci ha spinti a continuare in questa direzione, tanto che nel 2008 avvieremo dei seminari pilota nelle scuole, finanziati con fondi regionali, e presenteremo un videogioco, dove i ragazzi potranno sperimentare in prima persona i vantaggi dell'e-democracy simulando tutte le fasi di una campagna elettorale, dalle candidature fino al voto».
Se questo è il futuro, per quanto riguarda la comunicazione e la promozione del progetto, dal punto di vista applicativo la parola chiave è riuso. «Il nostro progetto di riuso consentirà alle pubbliche amministrazioni interessate di riutilizzare gratuitamente la nostra piattaforma per l'e-democracy, una piattaforma di particolare versatilità come è attestato dai portali già realizzati, tutti diversi e personalizzati. Oltre alla piattaforma e ai sistemi operativi rigorosamente open source forniremo agli interessati documentazione completa, con tutte le istruzioni per l'uso».
Alcuni Comuni interessati si sono già prenotati, chi volesse maggiori informazioni può rivolgersi a:
Regione del Veneto
Direzione Sistema Informatico
Via Pacinotti, 4
Centro Vega - Palazzo Lybra
30175 Marghera (Ve), Tel. 041 2792202, Fax 041 2792218
Contatto email