Social network, i politici anche su Facebook
di Lorenzo Gennari

Social network, i politici anche su Facebook

martedì 26 agosto 2008
Piergiorgio Benvenuti è l'ultimo politico ad aver annunciato di voler creare un proprio profilo su Facebook, il social network molto apprezzato dai giovani. Attraverso una rapida ricerca, si scopre che i politici italiani su Facebook non sono pochi

Dopo i blog, i canali video su YouTube, le isole virtuali su Second life, la politica italiana ha scoperto i social network. Uno dei primissimi a sbarcare su Facebook è stato Antonio Di Pietro (Idv), seguito da Walter Veltroni (PD). Entro settembre anche Piergiorgio Benvenuti, esponente di An, creerà il suo profilo.

«Ho intenzione – spiega Benvenuti - di aprire un nuovo appuntamento su internet attraverso il canale di comunicazione Facebook, che all’inizio aveva l’obiettivo di far mantenere i contatti tra studenti di tutto il mondo, invece ora è diventata una rete sociale che abbraccia trasversalmente tutti gli utenti di internet».

«Oggi il sito – sottolinea l’esponente di An - ha più di 58 milioni di utenti attivi in tutto il mondo ed ormai conta quasi 60 milioni di contatti, soprattutto fra i giovani ed espandere la mia esperienza telematica - prosegue - anche su questo portale avrebbe l’obiettivo di contribuire a far rapportare la politica ai cittadini, in un mondo globalizzato ma che in molti aspetti vede la politica distante e soprattutto non dare risposte concrete alle tante esigenze della società».

«Parlare di democrazia diretta, di coinvolgimento dei cittadini alla politica – conclude Benvenuti - senza seguire le nuove tendenze di comunicazione potrebbe precludere un segmento fondamentale di società rappresentato soprattutto dai giovani, ma anche da tutti coloro che utilizzano internet per comunicare con l'esterno».

Anche Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, sostiene la validità dello strumento telematico per una politica condivisa da tutti e rimanda al mittente le critiche per la sua massiccia presenza online. Dal suo blog precisa poi il concettto di Internet applicato alla politica.

«Non è un "nuovo" modo di comunicare - spiega Di Pietro - né tanto meno un "canale" di comunicazione, chi lo considera tale sminuisce una rivoluzione storica che ha introdotto nuove forme di relazione, ha rivoluzionato la cultura, ha diffuso l’informazione, ampliato i servizi, contratto i tempi di accesso e di informazione, dissolvendo barriere sociali e distanze tra individui.

La Rete racchiude in se la capacità di ogni singolo individuo di contribuire alla conoscenza di un Paese, alla sua organizzazione e ne costituisce un megafono dalle potenzialità ancora tutte da scoprire. Internet è democrazia e quindi anche politica».

La lista dei politici con un profilo su Facebook è destinata sicuramente ad allungarsi. Per ora questo è l'elenco dei presenti (escludendo i "fan club"): Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Pierferdinando Casini, Roberto Calderoli, Mario Borghezio, Mario Adinolfi, Daniela Santanchè, Antonio Di Pietro, Piero Fassino, Romano Prodi, Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri, Vladimir Luxuria, Marcello Saponaro, Francesco Rutelli, Giulio Tremonti, Walter Veltroni.

In molti casi non è facile capire se la pagina Facebook sia ufficiale oppure sia nata dall’iniziativa spontanea di simpatizzanti o detrattori, ma il dato certo è che la politica comincia a non snobbare più le mille possibilità offerte da Internet per essere più vicina alla gente.


Democrazia diretta. Essere più vicini alla gente. Coinvolgimento dei cittadini alla politica. Belle frasi, ma frasi fatte!
Il problema, quello vero, è quello che i cittadini devono avere informazioni. Informazioni non "a senso unico" come avviene in questo regime di monopolio oggi presente nel nostro Paese, ma informazioni pluralistiche.
Ma di che razza di democrazia si va blaterando quando le opinioni dei cittadini sono conformi a quelle del "potere", omologate a quelle di un Cavaliere che, con i suoi media privati (e oggi, ahinoi, anche pubblici) determina il formarsi delle coscienze!
Smettiamola di prendere in giro la gente!
Qualcuno abbia finalmente il coraggio di affrontare a muso duro l'annoso problema del "conflitto d'interessi".
Questo problema non può, non deve, essere lasciato, moralisticamente all'on. Di Pietro, ma dev'essere affrontato da tutti coloro che hanno a cuore la democrazia di questo Paese. La soluzione di questo problema non è più rinviabile.

scritto da kaaubo - mercoledì 27 agosto 2008 alle ore 10.02
ma la democrazia non è lasciare che la gente si sfoghi scrivendo. Democrazia è l'elezione diretta dei candidati e non la blindatura di quelli decisi dalle segreterie ; Democrazia è una informazione che non viva di scoop e fotografie inventate , ma si faccia carico di comunicare notizie reali, di cui controlla le fonti. POVERA ITALIA !!!
scritto da SARA - giovedì 28 agosto 2008 alle ore 13.03

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