Al via passaporto con impronte elettroniche
di Lorenzo Gennari

Al via passaporto con impronte elettroniche

martedì 30 giugno 2009
Per la prima volta in Italia, le impronte digitali di ognuno di noi saranno immagazzinate nei microchip dei nuovi passaporti elettronici e verranno controllate ai passaggi di frontiera

In Italia, le prime due città ad essere dotate di uno scanner per la digitalizzazione delle impronte, saranno Grosseto e Potenza, ma presto il sistema sarà operativo in tutta Italia. Ciò vuol dire che verranno prese le impronte a tutti coloro che faranno richiesta del nuovo passaporto elettronico, minori di 12 anni esclusi.

Le impronte digitali sono considerate tra i migliori sistemi di identificazione perché per ogni persona l’impronta è unica e irripetibile. Persino i gemelli monovulari, cioè con lo stesso Dna, hanno impronte digitali diverse. Unica eccezione sono le impronte dei bambini al di sotto dei 14 anni, solitamente ancora in evoluzione a quell'età.

La prima a registrare i propri dati biometrici è stata una ragazza di 27 anni di Potenza. Nessun cuscino inchiostrante e nessuna macchia persistente sulle dita: lo scanner per le impronte è infatti un macchinario di dimensioni relativamente ridotte che si usa insieme al PC e che acquisisce i dati attraverso un software di digitalizzazione delle immagini ed è in grado di salvarle all'interno del microchip presente sul documento elettronico.

Il nuovo passaporto, come da regolamento europeo del 2004, dovrà contenere in formato digitale anche la foto del possessore. La buona notizia è che tanta tecnologia in più non ha influito sui costi di realizzazione, che rimangono pressoché invariati attestandosi a poco meno di 90 euro.

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha spiegato che i dati acquisiti verranno trasmessi ai sistemi centrali come l'Afis (Automated fingerprints identification system) ma vi resteranno solo per il tempo strettamente necessario all’espletamento di tutta la fase istruttoria. Il ministero dell’Interno ha inoltre assicurato che non c’è alcun rischio di schedature di massa, né di un'illecita archiviazione di dati sensibili perché il controllo verrà fatto direttamente tra l’immagine dell’impronta contenuta nel microchip del passaporto e l’impronta del polpastrello del viaggiatore. Le impronte saranno cancellate anche dagli archivi della Questura dopo una settimana dal rilascio del documento.

Per quanto riguarda la sicurezza e l'affidabilità degli identificativi biometrici sono però in molti, tra gli esperti, a dubitarne. La paura è che lo scanner installato alla frontiera incappi in falsi positivi, favorendo l'erroneo abbinamento di una impronta raccolta con l'impronta (archiviata sul microchip) di un cittadino a cui non corrisponde.


Concordo con il punto di vista del Ministero degli Interni nel pensare che la rilevazione delle impronte digitali non sia una "schedatura di massa", fatto sul quale polemizzano in tanti. Penso sia semplicemente un metodo di controllo efficace. Negli Stati Uniti, è prassi che si compie all'ordine del giorno: la prima cosa che facciamo, appena sbarcati a JFK (così come in qualsiasi altro aeroporto statunitense - e non solo) è mettere il ditino sullo scanner, farci prendere le impronte digitali e farci fare la foto. Nessuno di noi si lamenta di questo. Perchè in Italia questa prassi dovrebbe diventare, invece, una "schedatura di massa"? Si è fatta tanta polemica quando c'era stata la proposta di schedare gli zingari. Se non si ha niente da temere o da nascondere, la rilevazione delle impronte digitali non crea alcun problema...
scritto da Sara - mercoledì 1 luglio 2009 alle ore 12.13
Mi sento già offeso ogni volta che devo far passare al metal detector la mia borsa e trovo inutilmente offensivo il sistema che, attraverso la raccolta delle impronte, ci accusa preventivamente di QUALCOSA CHE ANCORA NON ABBIAMO COMMESSO. Basta con questa storia che dobbiamo sempre copiare gli americani. Gli americani non sono meglio di noi. Io non sono mai stato negli USA e mi riufiuto di farlo proprio perchè, cara Sara, occorre mettere "il ditino sullo scanner". Grazie a "pensieri evoluti" come i tuoi, ci stiamo autoingabbiando. Complimenti per il masochismo. La notizia di per se è irritante. Marco De Marcello
scritto da Marco - mercoledì 1 luglio 2009 alle ore 14.08
Perfetto! era ora che si introducesse un pò di tecnologia in questo settore. Per chi non ha nulla da nascondere non credo sia offensivo o invasivo per la propria privacy far passare il dito in uno scanner. Almeno per me non lo è di certo, in un mondo dove solo con il cellulare sapranno anche csa mangi tutti i gg. Alessandro Z.
scritto da Alessandro - mercoledì 1 luglio 2009 alle ore 16.18
non cederò certo le mie impronte proprio a nessuno, perchè non ho commesso alcun reato e dunque risponderò con le mie impronte solo nel caso in cui dovessi esser portato in questura. Per le Gaffe del Premier Silvio Berlusconi che prima intende prendere le impronte solo agli extra comunitari, poi si rende conto di aver detto cazzate, decide di far prendere le impronte a tutto il popolo italiano. non siamo in un regime e non abbiamo bisogno di esser schedati, al contrario le 4 cariche più alte dello stato sono esenti da ogni procedimento penale, dunque anche se gli prendono le impronte non possono fargli nulla. Due metri e due misure in uno stato che fino a qualche anno fa queste cose non sapeva nemmeno cosa fossero: Cittadini di serie A e Cittadini di serie B, chi non deve rispondere davanti alla legge dei propri reati, chi invece come singolo cittadino deve rispondere dei propri reati, "LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI" e questo è quello che c'è scritto nelle aule di tribunale e non ci sono privilegi, ma qualcuno li ha. A questo punto propongo una raccolta di 500.000 firme e più per andare al referendum contro tale legge ignobile, senza che fossimo stati ascoltati a tal proposito oppure una CLASS ACTION contro l'attuale governo.
scritto da paolo del bene - venerdì 3 luglio 2009 alle ore 11.45
E chi ha un 'vecchio' tipo di passaporto ancora valido, cosa deve fare?
scritto da Pier Luigi Rinaldi - lunedì 1 marzo 2010 alle ore 11.55

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