Pec, ad Inps e Aci prime richieste
di Lorenzo Gennari

Pec, ad Inps e Aci prime richieste

giovedì 1 ottobre 2009
Parte la posta elettronica certificata. Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ha firmato a Palazzo Vidoni due protocolli con Aci e Inps che avviano la fase di sperimentazione

Da oggi, i cittadini che lo vorranno, potranno richiedere a Inps e Aci una casella gratuita di pec da utilizzare per le comunicazioni con la PA. La pec non è nient'altro che un sistema che assegna al messaggio di posta elettronica lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricezione tradizionale.

Avvalersi della Pec significa dialogare in modo sicuro, esclusivo e non oneroso con la Pa (per esempio per l’invio e la ricezione di pratiche e certificati) e con le aziende (per l’attivazione di contratti o comunicazioni ufficiali) in tutti i casi in cui sia necessario dare valenza giuridica alle comunicazioni.

«Questa iniziativa rappresenta un importante veicolo per l’eliminazione della carta e il più grande catalizzatore di cambiamento per la PA», ha assicurato il ministro Brunetta in occasione della conferenza stampa per la firma dei protocolli d'intesa con Inps e Aci.

Il primo passo da fare per ottenere la Pec, è chiamare il numero verde del call center o recarsi in una sede Aci fornendo i dati anagrafici. I cittadini in possesso di pin Inps possono richiedere la pec on line. Quindi occorre necessariamente recarsi allo sportello per il riconoscimento (in quanto posta certificata, la legge impone il riconoscimento de visu), la sottoscrizione del contratto e la consegna delle credenziali di accesso.

Brunetta ha inoltre indicato una road map in merito alla diffusione e all'estensione a tutto il territorio nazionale della Pec: «Sulla base dei clienti attuali di Inps e Aci speriamo di avere cinque milioni di pec attivate entro l’anno, che potrebbero diventare 10 milioni nel 2010, che sarà l’anno della posta elettronica certificata».

Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa quale strumento per migliorare «l’efficienza del sistema e responsabilizzare l’amministrazione» garantendo «la certezza del diritto ai cittadini». Ma non solo: «la pec significa anche risparmi», concorda il presidente di Aci Enrico Gelpi.

Anche l'Adiconsum, l'associazione per la difesa dei consumatori e dell'ambiente, ritiene che l’istituzione della Pec possa rappresentare un utile strumento, contribuendo anche ad un significativo risparmio di risorse, ma aggiunge: «affinché l’iniziativa abbia l’auspicato successo è necessaria una preventiva fase di preparazione delle parti sociali».

L'associazione, preoccupata dell’impatto che l’introduzione della Pec potrebbe avere sui cittadini privi dell’adeguata preparazione, ha chiesto infatti un incontro con il ministro Brunetta, per valutare insieme le dinamiche di funzionamento al fine di poter supportare efficacemente i consumatori.


Ma l'INPS lo sa che deve leggere la sua casella di posta certificata?
Io ho mandato una mail dalla MIA posta certificata a quella dell'INPS, ma non ho avuto la minima risposta!
scritto da Rebus - venerdì 2 ottobre 2009 alle ore 9.05
la PEC è un ottimo strumento se le amministrazioni che la ricevono la leggono e poi rispondono. In caso contrario una bella iniziativa nata dalla buona volontà del Ministro Brunetta viene vanificata. Speriamo!
scritto da Salvrizz - lunedì 5 ottobre 2009 alle ore 9.20
Vista la ridda di pubblicazioni sul WEB di Brunetta non avevo notato questa che vi mando è di estrema importanza la leggiate. http://www.corrierecomunicazioni.it/index.php?section=news&idNotizia=74947# Se la leggete attentamente il pezzo noterete come Brunetta & C. leggono i commenti corali in maggior parte da noi scritti nella rete.Direi che il caso di fare una breve schematica analisi: 1) Solo il 17 dopo l’apertura delle buste di gara e dopo un rinvio di una settimana che il Ministro in prima persona prende posizione sul tema del non solo Poste 2) Alla faccia della tanto decantata trasparenza che è sancita in primo piano proprio nel sito del Ministero dell’Innovazione, a parte qualche rivelazione non ufficiale fra l’altro della stessa testata, ancora non si sa nulla di ufficiale di chi abbia partecipato alla gara (prequalificazione) chi è escluso nulla di nulla 3) Se le cose sono quelle ufficiose, fra l’altro notate già dal sottoscritto, quando nel sito Telecom Italia www.191.it ,è comparsa dopo ben 10 Anni la prima offerta ufficiale di Telecom Italia al pubblico con il servizio COMUNIC@. Telecom Italia prima con Saritel poi con IT-telecom è Autorità di certificazione dal 2000, e successivamente gestore di PEC , ( in tutti questi anni non si è mai sognata di vendere i suoi prodotti né alla sua clientela ne tanto meno al pubblico). Direi, anzi che è ancora peggio l’alleanza è formidabile Telecom Italia e Poste Italiane, con tutta la gamma delle varianti ed offerta di servizi, lo sforzo fatto da Aruba e Lottomatica nell’ultima settimana non ha nessuna possibilità di successo a meno che non presentino ed è probabile un offerta molto ridotta rispetto al raggruppamento Telecom/Poste il cui abuso di posizione dominante sarebbe evidente anche ad un bambino. Ma qui non si sta parlando solo della gara dei 50 milioni che comunque viene fata fuori per almeno 27 milioni di Italiani da ACI e INPS ma di tutto il mercato come indica argutamente Brunetta. A) Gli Italiani di serie A le imprese che debbono pagare comunque la PEC è sono obbligati a prenderla le imprese di nuova costituzione l’hanno già fatto B) Gli Italiani di serie B che pur essendo professionisti dovrebbero pagarla comunque C) Un prodotto di serie C la CEC PAC che permette d’interagire solo con la PA Per concludere bisognerebbe far capire a Brunetta o chi per lui , ma la vedo dura, in quanto malgrado le lettere dirette a lui stesso ed ai messaggi subliminali ed inseriti sulla stampa abbiamo ora la prova che li legge ma non vuole fare un confronto con coloro che cercano di portarlo sulla via della logica e della tecnica e della legge cioè noi, quanto meno cerchiamo di chiarirlo a coloro tutti i Cittadini Italiani nelle loro varie forme, Un popolo di lavoratori.. ecc. .. come diceva .. qualcuno,della situazione abnorme che sta venendo fuori che può riassumersi come segue: 1) E’ inutile che si insiste sul fatto di avere un gestore che abbia una presenza capillare in Italia per far si che la gente si rechi negli uffici, quando questo non è previsto da nessuna norma tant’è che gli attuali Gestori come è ovvio vendono la PEC on-line ivi compreso il nuovo servizio www.191.it di Telecom Italia, malgrado questo “ecco quanto riportato negli atti dei protocolli d’intesa con ACI e INPS e nella presentazione dello stesso Ministro ne cito una per tutti “ Il Cittadino dovrà recarsi con un documento d’identità presso uno degli uffici ACI, dove la PEC sarà fornita in tempo reale (magari compilando un modulo alla faccia dell’eliminazione della carta n.d.r.) dopo il riconoscimento “de visu” imposto dalla legge. Questo è invece Fuorlilegge ! con costi allucinanti per il Cittadino e per il gestore è così difficile capirlo ??!! l’intero documento è in : Conferenza Stampa Brunetta e firma Protocollo ACI e INPS. Ma questa è tristemente la risposta del Ministro “Abbiamo cercato di garantire una reale capillarità del servizio in risposta ai requisiti previsti dal Dpcm - rimarca il Ministero -. Non ci possiamo permettere di lanciare un progetto paese come la Pec senza che effettivamente tutti i cittadini possano comodamente accedervi”. Un servizio On-line economico senza fila agli sportelli !!!??? Non c’è scritto da nessuna parte neanche nel DPCM da lui stesso redatto è richiamato. 2) Nessuna dico nessuna delle grandi Autorità di certificazioni Mondiali, che operano solo on-line, dove fra l’altro ho lavorato fin dalla loro costituzione Verisign, Entrust ecc. si sono mai sognate non di fare questo ma di solo immaginarlo è nessun governo in tutto il mondo l’ha mai chiesto 3) L’invio delle ricevute attraverso posta elettronica normale od addirittura attraverso SMS previste dal bando di gara che è assurto a norma di legge ha validità legale nella pur assurda PEC made in Italy.( Il bando) 4) questione relativa alle funzionalità della Pec. Il disciplinare regola una Cec-Pac (Comunicazione elettronica certificata tra PA e cittadino) utilizzabile solo nelle comunicazioni tra pubbliche amministrazioni e utenti. “Anche in questo caso – concludono dal Ministero – abbiamo dato una risposta a quanto richiesto dal Dpcm che ha normato esclusivamente una casella certificata per permettere agli utenti di dialogare agevolmente con la PA. Non potevamo regalare (la Pec sarà gratuita ndr) uno strumento utilizzabile in ogni settore. Saremmo entrati a gamba tesa nel mercato privato degli operatori Pec. Quale operatore sarebbe stato in grado di competere con una Pec pubblica gratuita?”. Nessuno, effettivamente. EFFETTIVAMENTE NON C’E’ scritto da nessuna parte “il regalo” si chiama PEC così come definita fino ad oggi la CEC-PAC è una nuova “cosa” non stabilita da nessuna norma. 5) Forse vi è sfuggito ma ne ACI ne INPS sono state mai autorizzate ad esercitare il servizio di PEC ne tantomeno come Autorità di Certificazione come si può vedere dal sito del CNIPA http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attività/Posta_Elettronica_Certificata__(PEC)/Elenco_pubblico_dei_gestori/ http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attività/Firma_digitale/Certificatori_accreditati/Elenco_certificatori_di_firma_digitale/ Come concludere , davanti ad un mutamento così basilare dei nostri sistemi di comunicazione che ci viene imposto dovrebbe esserci una rivolta popolare di dimensioni uniche, ma forse non si ha voglia di leggere e di informarsi e allora è bene che ci si vada a sbattere il muso con tutte le conseguenze del caso.
scritto da Massimo Penco - sabato 3 ottobre 2009 alle ore 19.16
Non è vero che la PEC sia gratuita per il cittadino, perché viene pagata dalla pubblica amministrazione al fornitore del servizio. Servizio che fin da quando fu creato il sistema di posta elettronica, negli USA, sarebbe veramente gratuito se si usassero i sistemi "gratuiti" già esistenti, ad esempio l'autenticazione del messaggio tramite PGP oppure OpenID per l'identificazione del cittadino quando deve interloquire con la P.A. Ma sto parlando di tecnologie che probabilmente suonano come il greco antico alle orecchie di un cinese odierno ... nei confronti dei "dirigenti" IT di queste P.A. - C'e' tanta gente valente in giro per l'Italia, fateci lavorare: vi faremo risparmiare sul serio...
scritto da Calogero Bonasia - domenica 4 ottobre 2009 alle ore 8.58
La PEC è lo strumento indiscutibile per l'innovazione della PA. Tuttavia nelle piccole realtà locali sono indispensabili anche strumenti operativi, quali linee guida per l'innovazione e l'organizzazione, per non vanificare l'importante iniziativa fortemente sostenuta dal ministro Brunetta. Abbiamo esprerienze passate che insegnano: importanti riforme, quali ad esempio quelle della L. 241/90, stentano nelle piccole realtà locali ad essere metabolizzate ed assorbite.
scritto da giuseppe - giovedì 8 ottobre 2009 alle ore 9.00
SE VAI SUL SITO INPS TI CHIEDONO IL PIN O IN ALTERNATIVA IL CODICE DELLA CARTA SERVIZI NAZIONALE MA IN LOMBARDIA C'E' LA CARTA REGIONALE DEI SERVIZI OVVERO CRS E NON CNS COMUNQUE HO INSERITO QUELLO DELLA MIA CARTA SERVIZI REGIONALE CRS MA DICE ERRATO BOOO
scritto da ANGELO - giovedì 15 ottobre 2009 alle ore 9.19
La CNS viene rilasciata dalla Camera di Commercio a imprenditori o amministratori di aziende e professionisti e non centra nulla con la CRS.
scritto da GB - lunedì 2 novembre 2009 alle ore 11.42

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