Conegliano (TV), il fascicolo sanitario usb
di Lorenzo Gennari

Conegliano (TV), il fascicolo sanitario usb

venerdì 5 febbraio 2010
Si chiama "Carta Donna" ed è un dispositivo informatico che permetterà alle donne di portare con sé il proprio fascicolo sanitario elettronico

Una via di mezzo tra una smart card ed una chiavetta usb: è Carta Donna, una memoria tascabile che consentirà alle donne di portare con sé referti ed ecografie, potendoli consultare da sole, con il medico di famiglia o con lo specialista, da un qualsiasi computer.

Il dispositivo è l'equivalente di una "usb pen", ma con la forma di una carta di credito rigida e dallo spessore elevato. Connettore e cavo (circa 2 cm) scompaiono nella stessa struttura (in plastica) della carta, mantenendo l'oggetto privo di appendici soggette a rotture.

Il progetto prevede la consegna della carta alle donne in gravidanza, alla prima visita: un'iniziativa assolutamente innovativa a livello nazionale che ha visto anche l'avvio di un inedito gemellaggio Nord-Sud incentrato sull'e-health.

Carta Donna, infatti, è stata messa a punto dall'Ulss 7 Veneto in parallelo con Carta Rosa, progetto che l'Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno ha ideato per le pazienti seguite dalla propria Breast Unit.

«Abbiamo realizzato il primo di una serie di gemellaggi Nord-Sud, volti alla diffusione delle best practices tra le Aziende Sanitarie e Ospedaliere, che Federsanità intende promuovere», spiega il presidente di Federsanità-Anci, e Direttore Generale dell'Ulss 7 Veneto, Angelo Lino Del Favero.

«Il progetto Carta Donna coniuga l'utilizzo di tecnologie avanzate con ambiti di applicazione fortemente prioritari nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale - ha sottolineato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio - auspichiamo che sia di impulso per ulteriori iniziative a livello nazionale».


È lodevole lo sforzo, ma temo che non sia la soluzione migliore, per lo scarso livello di sicurezza. Sarebbe come portare appresso il bancomato con dietro stampigliato anche il codice per usarlo. Gratuitamente mi permetto di suggerire a chi si occupa di queste cose avendo la fortuna di essere ascoltato da chi spende i soldi dei contribuenti... È meglio adottare un dispositivo, che sia anche una carta come questa descritta, che consente l'accesso remoto, tramite dispositivo (computer? telefono? altro tipo di terminale?) ad una base dati sicura, dove sono memorizzati i dati del paziente. Per spiegarmi con termini semplici: esattamente un sistema come quello che oggi fa funzionare il bancomat, ma con un grado di sicurezza in più. Mi associo quindi alla speranza del Ministro Fazio (ma non era quello che c'ha fatto spendere decine di milioni di euro per un certo vaccino...?) affinché in futuro i soldi dei contribuenti siano spesi meglio. p.s. c'è persino il rischio che si possa spendere di meno... immagini, sig. ministro, che succederebbe se chiedesse una mano a chi sviluppa software open source per diletto o per lavoro... probabilmente otterrebbe le stesse applicazioni ad un costo nettamente inferiore. Non siamo tutti solo telespettatori lobotomizzati affezionati del grande fratello... lo tenga a mente!
scritto da Calogero Bonasia - lunedì 8 febbraio 2010 alle ore 7.29
Per quanto mi riguarda ogni iniziativa di questo genere per me è da accogliere nel miglior modo possibile. Già fanno fatica ad informatizzare tutto, se ci mettiamo pure a discutere sulle finezze finisce che continuiamo ad utilizzare la carta. Purtroppo i nostri amministratori pubblici sono dei dinosauri dentro le caverne. Se fanno un passo fuori evitiamo di mettergli paura....poi tutti i suoi discorsi sono validissimi, ma dovrebbe parlare a gente giovane e preparata. Le sembra gente giovane e preparata quella del "palazzo italiano"?
scritto da Francesco - martedì 9 febbraio 2010 alle ore 12.42

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