Regionali 2010, gli exit-poll di Facebook
di Lorenzo Gennari

Regionali 2010, gli exit-poll di Facebook

mercoledì 17 febbraio 2010
Sul sito “regionalisufacebook.it” si anticipano le previsioni dei risultati delle elezioni regionali. Un sistema automatico registra il gradimento su Facebook dei possibili candidati alle elezioni del 28 e 29 marzo

Nell’attesa che si definisca il quadro delle candidature per le prossime elezioni Regionali e per il rinnovo di molti Enti locali, c’è chi ha già pensato di sondare le opinioni sui diversi possibili candidati.

Per questo è nato il sito regionalisufacebook.it che, a poco più di un mese dalle elezioni del 28 e 29 marzo 2010, fornisce uno strumento semplice ed immediato per conoscere in tempo reale la popolarità dei candidati sul web.

«L'uso dei blog e dei social network - dice Luca Russo, ad dell'azienda torinese Seolab specializzata in Search Engine e Social Media Marketing che mette a disposizione questo tool - si era timidamente affacciato nel modo politico italiano quattro anni fa, poi Barack Obama ha dettato la svolta, facendo del web 2.0 uno strumento importantissimo della sua campagna di comunicazione»

«Ora anche la maggior parte dei politici italiani ha capito che non si può prescindere da blog e social network come strumenti strategici di comunicazione - continua Russo - d'altra parte questi mezzi consentono agli elettori di divenire parte attiva della campagna elettorale, come dimostra la continua creazione di gruppi pro e contro l'elezione dei vari candidati».

L'iniziativa, in effetti, non è l'unico esperimento nato su Facebook in vista dell'appuntamento elettorale. Infatti da qualche giorno, sul social network sono spuntati diversi gruppi che vorrebbero rappresentare il "Partito di Facebook".

L'unico difetto, comune ai gruppi quanto al sito delle previsioni sull'esito delle elezioni, è però quello della trasparenza. Non è dato conoscere, ad esempio, il meccanismo di scelta dei rappresentanti e di misura del gradimento.

Inoltre, non è chiaro quale sia l'intento del Partito di Facebook, se sia una velleità politica o una reale volontà di partecipare alle future votazioni. Anche l'iniziativa di Luca Russo lascia troppe domande aperte: il "disclaimer" sulla home page, è spuntato solo oggi (aggiunto in fondo alla pagina), ma non illustra quale sia la modalità di assegnazione di punti percentuale ai vari candidati.


Ciao Lorenzo, Addirittura TROPPE domande aperte ? (cavolo, mi sa che il disclaimer oltre che in ritardo non è neanche tanto chiaro :) Provo a citare: "I risultati visualizzati utilizzano dati di facebook© e non sono da ritenersi rappresentativi [...] Si tratta di rilevazioni basate sulla quantità numerica di presenze di stringhe di ricerca, non basate quindi su un campione elaborato scientificamente..." Le percentuali quindi sono il confronto tra il numero di volte che vengono "trovati" i nomi dei candidati su facebook. Tecnicamente infatti è scorretta la frase nel sommario che afferma che www.regionalisufacebook.it è un sistema di registrazione del gradimento dei candidati; continuo a citare: "I risultati forniti non hanno, cioè, la pretesa di rappresentare l’opinione di gruppi di persone" Spero di aver risposto ad alcune delle tue domande, Grazie della possibilità.
scritto da Luca Russo - mercoledì 17 febbraio 2010 alle ore 17.16
Guarda, già questo: "Le percentuali quindi sono il confronto tra il numero di volte che vengono "trovati" i nomi dei candidati su facebook" è un'informazione in più, importante. Non si riesce a capire che cosa misurano i dati, quanto possano corrispondere al gradimento dei candidati, perchè catturare le stringhe decontestualizzate, porta ad una raccolta statistica di occorrenza di quelle parole (i nomi dei politici). Ma poi, è effettivamente questo lo scopo? Le stringhe catturate sono prese anche dalle conversazioni private? Come è possibile fare un'indagine di questo genere senza violare la privacy degli utenti? E' davvero possibile? Come? Più che un "disclaimer", avrei inserito un link dove avrei dettagliato il sistema di associazione del punteggio (A meno che il sistema non debba rimanere segreto per motivi di marketing, ma allora va descritto in un modo che non possa lasciare dubbi sulla violazione o meno della privacy). Che "I risultati forniti non hanno, cioè, la pretesa di rappresentare l’opinione di gruppi di persone", quello invece è chiarissimo. Comunque mi sembra un'iniziativa interessante e degna di nota, la terrò d'occhio. Lorenzo Gennari
scritto da Lorenzo Gennari - mercoledì 17 febbraio 2010 alle ore 19.32
Se ci fate caso, non é che in tutte le famiglie si una il computer o il collegamento in rete. Quando poi, si dovesse scoprire che tante famiglie italiane fanno largo uso di computer, si deve tener presente che a farlo sono i giovani o le persone di un certo livello culturale. Altra annotazione, é anche il fatto che prima di andare a votare o mettere la scheda nell'urna, buona parte degli italiani usano il lavaggio del cervello (in senso buono) a ciascun membro della famiglia. Voglio affermare, che malgrado l'evidente crescita culturale di ciascuno, a prevalere, in questo campo, é tuttora la tradizione: cioé il consiglio del nonno, del papà, del fratello o della sorella, dello zio o zia, del cugino o cugina, ecc. ecc.. Morale. Quale credibilità può avere, una indagine sulla rete, quando poi, si da più retta ai consigli di famiglia piuttosto che alla fragile volontà del singolo? Grazie per l'attenzione. M.G.
scritto da Mario - giovedì 25 febbraio 2010 alle ore 17.31

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