Adiconsum, Pec arma a doppio taglio?
di Lorenzo Gennari

Adiconsum, Pec arma a doppio taglio?

venerdì 25 giugno 2010
Adiconsum ai consumatori: possedere una Pec significa abilitare un canale anche per le cartelle esattoriali. La notifica s'intende eseguita al momento della consegna all'indirizzo certificato

La Posta Elettronica Certifica continua a far parlare di sè, ma le polemiche che accompagnano ogni annuncio di semplificazione iniziano a destare la preoccupazione dei cittadini.

La nuova modalità di notifica delle cartelle esattoriali ad esempio è, da un lato, uno snellimento di burocrazia ed un risparmio di carta per la PA ma, dall'altro, rappresenta una pensiero in più per chi non ha mai ricevuto comunicazioni di questo tipo tramite Internet.

La "manovra finanziaria correttiva", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 31 maggio, ha reso consultabili gli elenchi contenenti gli indirizzi Pec non solo dal personale della Pubblica Amministrazione, ma anche dagli agenti della riscossione.

La conseguenza di avere un sistema di posta elettronica con valore legale è quella di trovarsi nella situazione di dover consultare di frequente la propria casella alla ricerca di eventuali comunicazioni che impongano scadenze ai pagamenti o termini per presentare ricorsi.

È pur vero che l'immediatezza e il valore legale della Pec sono comunque "a doppio senso" e, pertanto, qualunque problema potrà essere chiarito con lo stesso strumento di notifica, ma rimane pur sempre una novità a cui non sarà facile abituarsi.

Possedere una casella Pec non è obbligatorio per i consumatori (mentre lo è per PA, aziende e professionisti) ma, nel momento in cui la si attiva per semplificare una pratica ed evitare tempi lunghi e costi tipici dell'invio di una raccomandata, occorre ricordare di aver abilitato un canale in più per ricevere comunicazioni importanti dagli uffici della Pubblica Amministrazione.

Ciò significa che bisognerà prestare la massima attenzione ai messaggi ricevuti poiché nella Pec potranno confluire anche eventuali cartelle di pagamento che, al momento della consegna all’indirizzo certificato e a prescindere dall'avvenuta lettura di essa da parte del contribuente, avranno lo status di "notifica eseguita".


Verissimo, come spiegato anche in questa guida che riepiloga in breve i dattagli sulla posta certificata: http://poste-certificate.it. Il cittadino crede a sua insaputa che il governo gli regali una cesalla di posta certificata come strumento utile nel caso egli debba mandare comunicazioni alle amministarzioni, ma il cittadino spesso è ignaro che una volta attivata tale casella è OBBLIGATO a leggere la posta cretificata come fosse la posta fisica cartacea. Non si può davanti ad un giudice dire: "Ah, ma io la posta elettronica certificata non la leggo", è come dire: "non leggo la posta cartacea", ma non per questo potete ignorare il pagamento di una multa, un ingiunzione o avviso eccetera. Il vanataggio vero sarà alla fine più per le amministarzioni che per i cittadini, le quali non dovranno nemmeno più sbattarsi a mandare documenti cartacei, ma semplici email certificate che avaranno lo stesso identico valore legale di una raccomandata A/R.
scritto da Girogio Faldella - mercoledì 30 giugno 2010 alle ore 14.17
One single word: "agree"!
scritto da Linux - lunedì 5 luglio 2010 alle ore 13.14

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