La motivazione al lavoro
di Stefano Gorla

La motivazione al lavoro

mercoledì 14 ottobre 2009
Come fornire degli strumenti operativi ai Dirigenti della PA che si trovano a valutare un capitale umano che deve essere prioritariamente motivato

Herzberg distingue i fattori di motivazione in estrinseci o igienici e intrinseci o motivanti rispetto al contenuto del lavoro. Tra i fattori igienici troviamo l'ambiente di lavoro, la sicurezza, le relazioni interpersonali, la retribuzione, lo status e i simboli. Tra i fattori motivanti abbiamo il contenuto del lavoro, le responsabilità, l'autonomia, il riconoscimento e l'opportunità di sviluppo.

Per Herzberg occorre agire sui fattori intrinseci per ottenere una motivazione durevole. È evidente che se i dipendenti hanno solo obiettivi estrinseci il loro obiettivi principale sarà una "piatta" richiesta di aumento retributivo. Ma se l'organizzazione sa cogliere il bisogno di autorealizzazione sarà in grado di ottenere un reale incremento di produttività.

Come realizzare un'organizzazione motivante?

  • l'organizzazione deve sostenere l'aggiornamento continuo delle conoscenze dei dipendenti;
  • l'organizzazione deve accettare gli aspetti creativi ed innovativi dei comportamenti differenti;
  • l'organizzazione deve consentire l'espansione dell'area della responsabilità individuale;
  • l'organizzazione deve favorire un empowerment dei dipendenti con un aumento della capacità di prendere decisioni e di assumere rischi;
  • l'organizzazione deve crere il "clima", rendere l'ambiente di lavoro idoneo alla reale crescita dei propri dipendenti.

Un ultimo contributo teorico a cui intendo fare riferimento è quello di Mc Gregor. Nel 1960 Mc Gregor definì una tipologia di stili direzionali sulla base di considerazioni diametralmente opposte nel considerare l'atteggiamento umano verso il lavoro. Il primo stile è negativo ed è definibile come Teoria X. L'assunto di base di questa teoria considera il dipendente medio non desidera impegnarsi nel lavoro e cerca con ogni mezzo di mettere in atto ogni accorgimento per non farlo. Ne deriva che bisogna controllare i "fannulloni" affinchè, con punizioni adeguate, siano costretti a lavorare.

Un'organizzazione che si muove seguendo questa teoria può presentare 2 varianti:

  • rigida, con continui controlli e minacce di licenziamento che scatenano scarsa collaborazione, antagonismo e, alla fine, diminuzione della produzione;
  • mite, con la ricerca di un clima di distensione e tollerante che porta i dipendenti a richiedere sempre di più dando in corrispettivo sempre di meno.
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ok bell'articolo, peccato gli attuali dirigenti delle PA siano quasi tutti ultrasessantenni per cui ragionano secondo schemi e regole antichi e quindi non riusciranno mai ad adattarsi a questo nuovo modo di intendere il lavoro.
scritto da marco - mercoledì 14 ottobre 2009 alle ore 15.36
...siamo passati da 3 dipendenti full-time + 4 collaboratori a 1 dipendente e mezzo + 3 collaboratori che, opportunamente motivati e gestiti, raggiungono il 100% degli obiettivi, e pure con il sorriso sulle labbra.. da notare che i collaboratori sono stati tutti cambiati.
Risultato: le "alte sfere" hanno deciso che nessun premio sia dovuto perché questo significa solo che prima tutti si "grattavano".
E adesso cosa dovrei dire a quelli che si sono fatti il mazzo?
scritto da Roberto - giovedì 15 ottobre 2009 alle ore 10.08
Decisamente una prospettiva avanguardista e ancor oggi mai realizzata nella P.A. visto che, chi dovrebbe orientare l'azione amministrativa verso pratiche di buon governo, a volte o spesso, ha una concezione piuttosto personalistica e privatista dell'amministrare. Chi dirige, talvolta frequentemente, decide di fare a meno dei collaboratori perchè il soddisfacimento del proprio arrivismo mira ad offuscare personalità migliori e con iniziative a volte anche innovative, efficaci ed efficenti per la P.A. e ciò succede non solo nelle amministrazioni centrali (a volte comunque più lungimiranti) ma pittosto a quelle periferiche, dove il personalismo di pochi diventa "impasse" per la stessa amministrazione.
scritto da elena - mercoledì 28 ottobre 2009 alle ore 9.53
Non in orsine di priorità: Le P.A. andrebbe radicalmente rinnovate anche nei colori, negli arredi..chi di voi si farebbe casa simile ad un vecchio ufficio comunale con le pareti ingiallite e vecchi mobili anonimi e qualche quadro vecchio sui muri?
Iniziamo a creare ambienti più vivi, in stile twitter sede , dove l'utente e il lavoratore convivono con meno distacco,dove il lavoratore vede intorno a se colori e non grigiore Dove è possibile inseriamo musica di intrattenimento, video tematici sul lavoro delle P.A..inseriamo su facebook gli ambienti di lavoro, i blog dei dipendenti, dove l'utente può interfacciarsi,apriamo il lavoro alla comunità..togliamo qualche cravatta e facciamo che i superiori ascoltino chi ha idee innovative nella gestione del lavoro..investiamo in formazione e rendiamo pubblici i dati di chi è premiato e cosa ha fatto per esserlo (trasparenza). Inseriamo le pagelle anonime per i dirigenti e manager oltre che per i dipendenti, con le stesse regole di valutazione...rendiamo il lavoro delle P.A.( sia interno che verso l'utente) stile web2.
Facilitiamo la mobilità dei dipendenti che hanno desiderio di esprimersi e impegnarsi con passione in quello che veramente ambiscono di fare e non mantenerli anni in mansioni spesso molto lontane dalle loro aspirazioni..mettiamo in piazza chi fa il furbo in modo che ci sia un minimo di rispetto per tutti gli altri..ora mi sveglio e vado in ufficio
scritto da ALESSANDRO - giovedì 17 dicembre 2009 alle ore 15.54
siete in gamba de eccezzionali,bravi,anche io la penso come voi mai arrendersi! e cosi li freghiamo
tutti.OK!!!
scritto da Giulia Anna Rita Greco - martedì 12 gennaio 2010 alle ore 10.11

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