di Teresa Barone
Imu in ritardo: come correre ai ripari evitando sanzioni
mercoledì 20 giugno 2012
Non tutti hanno versato la prima rata dell’Imu entro il 18 giugno: ecco come provvedere al pagamento attraverso tre forme di ravvedimento operoso.
Sono in molti a non aver versato la prima rata dell’Imu entro i termini previsti: il 18 giungo, infatti, è scaduto il primo termine di pagamento della nuova tassa sugli immobili per l’anno 2012, che sarà seguito dalle prossime scadenze fissate per settembre e dicembre.
Come comportarsi in caso di ritardo nel pagamento dell’Imu? Per evitare di incorrere pesanti sanzioni amministrative e dover versare anche cospicui interessi, è prevista la possibilità di provvedere al pagamento attraverso tre forme di forme di ravvedimento operoso: si tratta di un sistema che prevede l’applicazione di un interesse legale che quest’anno è pari al 2,5%, calcolato sulla base degli effettivi giorni di ritardo.
Per chi versa l’Imu in ritardo sono previste tre forme di ravvedimento, in ogni caso i versamenti devono essere effettuati sempre utilizzando il modello F24 e barrando la casella "ravvedimento operoso” e la casella "acconto”.
Ravvedimento sprint: è possibile pagare la prima rata dell’Imu attraverso questa forma di ravvedimento se il pagamento avviene entro due settimane dalla scadenza (entro il 3 luglio), versando anche una sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo.
Ravvedimento breve: se il ritardo nel pagamento supera le due settimane successive alla scadenza del 18 giugno, si deve pagare l'importo del tributo applicando una sanzione fissa del 3% più gli interessi del tasso legale calcolati a seconda dei giorni di ritardo.
Ravvedimento lungo: effettuando il pagamento oltre un mese dalla scadenza (dal 19 luglio), si dovrà versare il tributo applicando la sanzione del 3,75% più gli interessi pari al tasso legale con maturazione giorno per giorno.
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