Sindaci in piazza contro la spending review
di Teresa Barone

Sindaci in piazza contro la spending review

mercoledì 25 luglio 2012
Comuni in rivolta contro i tagli previsti dalla spending review: fondi ridotti di 2,3 miliardi di euro solo nel 2012.

I sindaci dei Comuni italiani protestano contro i tagli previsti dalla spending review: la manifestazione organizzata in piazza Sant'Andrea della Valle a Roma dall’Anci ha visto centinaia di primi cittadini protestare contro la scure che potrebbe abbattersi sulle amministrazioni comunali, ma anche contro la riorganizzazione dei tribunali.

La spending review, infatti, ha sancito tagli a Regioni ed enti locali per 2,3 miliardi di euro solo nel 2012, con una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio che porterà i Comuni a fare a meno di 500 milioni di euro a partire da quest'anno, cifra che crescerà fino a 2 miliardi di euro dal 2013.

Il DL ha inoltre imposto ai Comuni fondi di svalutazione per 580 milioni di euro, previsti da una norma che sancisce l’obbligo di "iscrivere a bilancio un fondo di svalutazione pari ad almeno il 25% dei residui attivi nelle entrate tributarie ed extratributarie più vecchi di cinque anni, che finora erano venivano contabilizzati ogni anno tra gli attivi”.

Esemplare il commento del vice presidente dell'Anci e sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo:

«Basta con i tagli lineari, è ora di premiare la virtuosità degli amministratori e degli enti locali che dimostrano di gestire bene le risorse pubbliche. Chiediamo al governo di andare a tagliare dove - dati alla mano - si annidano inefficienze, sprechi e incapacità in tutti i gangli dell'amministrazione pubblica. Non è possibile chiedere ancora una volta e indistintamente a tutti i sindaci gli stessi sacrifici senza valutare nel merito chi ha già efficientato la macchina comunale rispetto a chi invece campa ancora di sprechi.»

Il primo cittadino di Roma Gianni Alemanno, invece, ha mostrato la sua preoccupazione per i possibili tagli non finalizzati a ridurre gli sprechi effettivi, ma potenzialmente dannosi per il bilancio comunale della Capitale.

«Ci aspettavamo più rispetto dall'esecutivo verso i Comuni che già hanno fatto tanti sacrifici. Siamo profondamente preoccupati perché se i tagli non vengono mirati agli sprechi, si rischia di colpire i servizi essenziali: noi abbiamo un bilancio difficilissimo e per Roma non siamo disponibili ad aumentare la tassazione perché già troppo alta.»

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Oggetto: Spending e licenziamenti Non c'è nulla di male nel tagliare 10 mila dipendenti pubblici, dipende come tagliamo, certo se non sappiamo separare le mele buone dalle mele marce diviene preoccupante. Prima di tagliare la sanità tagliamo gli enti pubblici inutili come il PRA, cioè il pubblico registro automobilistico fondendo il doppio inutile archivio nazionale veicoli presso il pubblico registro automobilistico e presso il ministero dei trasporti e della navigazione senza aspettare una direttiva europea. Poi lasciamo a casa i dipendenti pubblici che si trovano attualmente agli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata in corruzione e falsità ideologica. Poi lasciamo a casa i dipendenti pubblici condannati negli ultimi vent'anni per un qualsiasi reato contro la PA. Poi lasciamo a casa quei dirigenti che hanno almeno cinque funzionari agli arresti domiciliari per non avere attuato norme di prevenzione conto la corruzione, non a caso il Ddl anticorruzione non passa. Poi lasciamo a casa quei direttori che hanno firmato turni fatti dalla segretaria ai domiciliari dicendo ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. Poi lasciamo a casa quei dirigenti che hanno perso i ricorsi dinanzi il tribunale amministrativo e che noi cittadini stiamo pagando perché secondo la corte dei conti la responsabilità civile della pubblica amministrazione non transita in responsabilità amministrativa del funzionario della PA se non si dimostra l'istituto del dolo. Poi lasciamo a casa quei dirigenti di quei ministeri in cui dopo nove mesi i totem erogatori di biglietti elimina code degli sportelli presso gli enti pubblici non sono mai entrati in funzione, perché gli sportelli non sono polifunzionali e intanto noi contribuenti li paghiamo. Poi lasciamo a casa tutti quei dirigenti che fanno installare cappe aspirafumi dei veicoli per le revisioni mai entrate in funzione e intanto in quel ministero i dipendenti pubblici si devono portare la carta per stampare o la penna da casa nonché la carta igienica. Poi licenziamo quei dirigenti che non impiegano la pec (posta elettronica certificata) perché se è vero che è obbligatoria è anche vero che non vi è sanzione alcuna per la pubblica amministrazione inadempiente. Insomma bisogna licenziare premiando i virtuosi, responsabilizzando e valorizzando quella risorsa dello stato che si chiama PA, fatta da tutte quelle persone che credono nel senso del servizio e della dedizione.
scritto da gino - giovedì 26 luglio 2012 alle ore 6.57
quando fai il copia incolla correggi gli errori di ortografia, conditio sine qua non, per una maggiore credibilità.
scritto da niky - giovedì 26 luglio 2012 alle ore 15.57

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