Il Progetto Paese per un modello di governance cooperativa
venerdì 2 maggio 2008

Il Progetto Paese per un modello di governance cooperativa

a cura di Maria Elisabetta Mansullo
Un patto che vede le PPAA impegnate, a tutti i livelli, per riorganizzare i servizi e migliorarne la gestione in chiave tecnologica

Sebbene siano ormai più di dieci anni che si parla di riforme nella Pubblica Amministrazione, le sfide che oggi si impongono richiedono una nuova ulteriore fase di riforma amministrativa, caratterizzata non più da azioni progettate e realizzate isolatamente, ma da azioni basate su obiettivi e strategie comuni a tutti gli attori della P.A. Quest'ultima infatti è, allo stesso tempo, oggetto e soggetto di tale processo di innovazione e pertanto non può esimersi dalle responsabilità e dalle funzioni che le competono.

Partendo da questa visione, il 20 settembre 2007, la Conferenza Unificata Stato-Regioni, Città e Autonomie Locali ha approvato il Progetto Paese "Patto per l'attuazione del Sistema nazionale di e-government nelle Regioni e negli Enti Locali". Obiettivo primario di questo progetto è promuovere una nuova concezione dell'e-government che abbia le sue fondamenta, non solo, nell'informatizzazione degli uffici e dei servizi, ma anche sull'utilizzo intelligente e sistematico delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, al fine di creare un nuovo rapporto fra cittadini e P.A. nel quale venga garantito il massimo della qualità dei servizi grazie alla circolazione dei dati ed all'unitarietà dei procedimenti amministrativi.

Come ha affermato il sottosegretario Beatrice Magnolfi, si è scelto la forma del Patto perché in sede di Conferenza Unificata ciò garantisce non solo la condivisione delle strategie, ma anche l'impegno concreto per attuarle da parte di tutte le istituzioni coinvolte. I diversi soggetti della P.A., a vari livelli, sono chiamati ad attuare un processo di integrazione delle politiche per lo sviluppo dell'e-government che miri al raggiungimento di un'innovazione condivisa.

In questi anni di continue riforme per la P.A., i diversi progetti di e-Government si differenziavano per i risultati raggiunti. Infatti, accanto a poli di eccellenza nei quali erano presenti sia un'informatizzazione dei processi di base sia la realizzazione di servizi on line avanzati, ci sono state non poche aree, soprattutto del sud e nei piccoli Comuni, che hanno presentato notevoli deficit e ritardi riguardo la realizzazione di progetti di e-Government.


Le linee di indirizzo per realizzare un progetto di e-Governemnt unitario sono contenute nel documento del ministro Nicolais dal titolo "Verso il Sistema nazionale di e-Government". Esse delineano una serie di obiettivi strategici da raggiungere:

  1. Migliorare l'efficienza della Pubblica Amministrazione, attraverso un forte cambiamento organizzativo e gestionale, favorendo il ciclo di convergenza digitale fra processi amministrativi, servizi pubblici e nuove tecnologie.
  2. Realizzare l'interoperabilità e la piena cooperazione fra le amministrazioni per ridurre i tempi e semplificare le procedure, sfruttando le tecnologie di collaborazione e integrazione di processi e la condivisione degli archivi e delle informazioni.
  3. Migliorare la trasparenza, il controllo e l'efficacia della spesa pubblica attraverso strumenti che consentano la tracciabilità dei processi, un maggior controllo di gestione e supporti decisionali alla programmazione e alla gestione della finanza pubblica.
  4. Costruire la cittadinanza digitale, promuovendo l'e-democracy e superando il digital divide, attraverso lo sviluppo della banda larga, la rimozione degli ostacoli all'accesso digitale e una più qualificata, più ampia e rinnovata offerta di servizi in modalità digitale e remota.
  5. Adottare un approccio sistemico per la crescita e la misurazione della qualità e dell'efficienza dei processi nella P.A., utilizzando le tecnologie di supporto all'organizzazione ed all'introduzione di modelli e processi di monitoraggio e miglioramento della qualità dei servizi, anche mediante modelli e tecnologie per la divulgazione, misurazione dell'utilizzo dei servizi e il grado di soddisfazione dei cittadini in relazione a parametri internazionali (Citizen Relationship Management, Customer Satisfaction, etc.).
  6. Creare un ambiente favorevole alla competitività delle imprese e dare impulso alla crescita dell'industria ICT, promuovendo un ruolo di "procurement strategico" da parte della P.A., un innalzamento della qualità della domanda di tecnologie e servizi innovativi, incrementando la diffusione e la utilizzazione di soluzioni Open Source.
  7. Rendere l'Italia protagonista del processo di innovazione amministrativa in Europa attraverso una presenza più incisiva del nostro Paese in ambito UE e internazionale, promuovendo la piena presenza italiana nella "European Information Society - 2010" ed un permanente flusso di interscambio di esperienze e di buone pratiche.

Le modalità per raggiungere questi obiettivi strategici sono state individuate in tre azioni principali: una interna alla P.A. che serve a rendere più efficiente l'apparato amministrativo; una esterna che mira a migliorare i servizi per cittadini e imprese; infine, una complessiva con la funzione di monitorare, misurare e valutare le iniziative intraprese.

In un progetto di e-Government così elaborato ed integrato, un attore fondamentale è rappresentato dal sistema delle Regioni e degli Enti Locali che, grazie alla tecnologie offerte dalla Rete, può usufruire di tutti gli strumenti necessari a facilitare un dialogo interistituzionale, fondamentale per realizzare un modello di "governance cooperativa" in cui tutti gli attori agiscono per gli stessi fini. Come stabilisce la legge n. 246 del 2005, la tecnologia, utilizzata nella gestione dei procedimenti amministrativi, deve essere in grado di garantire un "livello minimo di innovazione e di semplificazione" da attuare in tutte le PP.AA. del territorio nazionale. L'adozione di un modello di "governance cooperativa" deve mirare alla realizzazione di un'innovazione di sistema, cioè un'innovazione che riguardi tutti, nessuno escluso, e che sia capace di realizzare una concreta interoperabilità delle diverse istituzioni del Paese.

Il Patto per l'attuazione dei Sistema Nazionale di e-Government si avvale di alcuni strumenti utili al perseguimento degli obiettivi individuati. Il primo di questi strumenti è il Memorandum, di norma a valenza annuale, il quale servirà a definire le modalità operative per attuare le strategie condivise ed individuare le azioni necessarie da portare avanti nei settori di maggiore rilevanza. La stesura di questo documento, sarà preceduta da un'analisi delle azioni già attivate, sia a livello centrale che locale e, periodicamente, definirà gli impegni da assumere per il raggiungimento degli obiettivi condivisi. In questo documento, verrà inoltre, definito il quadro delle risorse, i tempi di attuazione e le responsabilità di ciascun attore istituzionale.

Al fine di contribuire alla costruzione di una base di conoscenza condivisa tra tutti gli attori della P.A. e a supporto del processo di monitoraggio è stata anche istituita la Conferenza Annuale dei servizi di e-Governemnt. Data la complessità che caratterizza alcuni temi inerenti le nuove tecnologie, è stato istituito il Gruppo Tecnico di Coordinamento (GTC), con la funzione principale di fornire un supporto tecnico ai diversi livelli di governo. In particolare, il GTC ha il compito di svolgere le seguenti funzioni:

  • favorire la piena attuazione degli adempimento previsti dal Codice per l'Amministrazione Digitale;
  • supportare la stesura dei Memorandum, dal punto di vista tecnico;
  • favorire il raccordo con le iniziative nazionali ed internazionali sull'e-Government.

Per realizzare la governance cooperativa, sono stati indicati anche altri strumenti di pianificazione e di programmazione delle strategie di innovazione e di semplificazione delle Regioni e degli Enti Locali. La programmazione regionale dovrà offrire agli enti Locali un quadro unitario degli interventi regionali sull'innovazione che tenga conto delle risorse disponibili a livello europeo, nazionale e regionale. In particolare, per la programmazione delle risorse nazionali, verrà utilizzato lo strumento dell'Accordo di Programma Quadro (APQ) che consentirà, da un lato, di convergere le risorse provenienti da diverse fonti su obiettivi condivisi e, dall'altro, di gestire, in modo unitario e standardizzato, il processo di decisione e realizzazione con tutti i livelli amministrativi e i soggetti pariteticamente coinvolti in ciascuna Regione.

Un altro strumento di cui si potrà avvalere il modello di governance proposto è costituito dall'esperienza dei Centri Regionali di Competenza per l'e-Government (CRC), i quali hanno la funzione di supportare le Regioni nella raccolta e nell'analisi dei dati sul governo locale al fine di rendere disponibile tutti gli strumenti di conoscenza necessari per supportare al meglio il processo di programmazione.

Infine, con lo scopo di diffondere la cultura dell'innovazione e facilitare la condivisione di proposte e programmi di e-Government, è stato creato un nuovo spazio telematico, il Forum on line degli innovatori, di carattere permanente al quale potranno partecipare gli amministratori e i dirigenti della P.A. centrale e locale.

L'obiettivo che questo Patto si propone, quello di una governance cooperativa, è di indubbio valore nell'ottica di un'innovazione che coinvolga tutti e da cui tutti possono trarre benefici, ma è anche di difficile realizzazione, soprattutto quando gli ostacoli da superare non riguardano solo le infrastrutture tecnologiche e l'organizzazione, ma anche una cultura della Rete e delle sue potenzialità ancora sconosciuta a buona parte della popolazione della Società dell'Informazione.




Versione originale: http://www.pubblicaamministrazione.net/governance/articoli/579/il-progetto-paese-per-un-modello-di-governance-cooperativa.html