Maturità: Codacons pubblica modulo per class action
di Marianna Di Iorio

Maturità: Codacons pubblica modulo per class action

mercoledì 25 giugno 2008
Disponibile online sul sito del Codacons un modulo di adesione alla class action relativa agli errori nella prima e seconda prova degli esami di maturità

Non si fermano le polemiche che stanno accompagnando le prove d'esame per la maturità 2008. Il Codacons, l'associazione per la tutela dei diritti dei consumatori, ha deciso di intervenire con un'iniziativa legale. E in questo ha deciso di coinvolgere i diretti interessati: gli studenti.

Disponibile, infatti, online un modulo di adesione alla class action dell'associazione relativa agli errori contenuti nella prima e seconda prova.

Lo studente che decide di compilare il modulo, dichiara di aver svolto l'esame di maturità nella sessione 2007-2008 e precisamente la prova di italiano su Montale, quella di greco o quella di inglese. Inoltre, dichiara che nel caso in cui sia avviata un'azione legale contro il Ministro dell'Istruzione, venga inserito il suo nominativo.

Secondo quanto afferma Codacons, «gli errori e le imprecisioni contenute nella prima come nella seconda prova scritta hanno arrecato un evidente danno agli studenti, modificando le loro scelte ed influendo in maniera diretta sulle votazioni. Non solo. La situazione venutasi a determinare, ha arrecato un enorme stress ai candidati e ai loro familiari, con ripercussioni sulla vita di relazione. Un danno ingiusto ed inevitabile che deve essere risarcito».

Subito pronta la risposta del Ministro dell'Istruzione Gelmini che, in riferimento all'iniziativa del Codacons, ha parlato di una richiesta «non rispondente a un dato di realtà». Ammettendo anche che «gli errori nelle tracce proposte agli studenti per le prove scritte sono importanti, questo è innegabile» ma non credendo che «l'errore su Montale abbia potuto compromettere la prova sostenuta dagli studenti».

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credo che pe rrivestire delle cariche così importanti, come quella della Gelmini, bisogna avere un minimo di preparazione alole spalle...
scritto da francesca - giovedì 26 giugno 2008 alle ore 8.54
Praticamente scandaloso l'atteggiamento del ministro e del ministero: le scuse erano d'obbligo ma non sono arrivate. Non si può passare sopra a questa superficialità ma credo che qualcosa possa essere fatto. La prova d'italiano deve essere annullata perchè l'errore è troppo grande: perchè non ci prova il ministro a farla? Forse non ha l'intelligenza. Scommetto che come maturando ho più cultura io del ministro.Ma come si fa? L'ennesima prova di quest'italietta.. VERGOGNA MINISTERO
scritto da Leonardo - giovedì 26 giugno 2008 alle ore 8.55
ciao a tutti sono un ragazzo di 19 anni "vittima" della maturità 2007/08 si io ho scelto la traccia su Montale e ora rischio di avere un voto basso per colpa della prova di italiano,perchè ha abbassato la somma delle tre prove, si è sentito dire che i professori sarebbero stati clementi nella correzione delle prove che per errore di persone "competenti" stipendiate da noi cittadini e che nella stilatura delle prove dovevano essere attenti io cosa dovrei fare ora? per avere un voto decente mi conviene non presentarmi agli orali e ripetere l'anno.io chiedo solo un risarcimento ma non in soldi ma NEL PUNTEGGIO DELLA MIA PROVA! che mi consentirebbe un diploma più dignitoso! grazie e fate girare voce. arrivederci
scritto da stefano - giovedì 26 giugno 2008 alle ore 8.55

Sulla copia romana del Galata morente (prima prova maturità) Il Ministero della Pubblica Istruzione comunque non ha sbagliato
Come studioso di arte antica devo fare una precisazione sulla statua del Galata morente, che nessuno sino ad oggi ha fatta. Si ricava dai testi di studiosi come il prof. F. Coarelli e la compianta prof.ssa M.Guarducci, che questa copia romana marmorea di una statua bronzea ellenistica appartenuta ad un donario attalide a Pergamo, fu rinvenuta, assieme ad un'altra copia marmorea dello stesso donario raffigurante un Galata suicida, a Roma durante degli scavi nella Villa Ludovisi. Un tempo qui vi erano gli Horti Sallustiani, appartenuti nel 40 a.C. al celebre storico Caio Crispo Sallustio, dopo essere stati in precedenza proprietà di Giulio Cesare. Le due statue, dunque, furono scoperte a Roma fra il 1621 e il 1625 a pochi passi dal luogo dove sorgeva la dimora di Cesare, che probabilmente le ordinò per celebrare la sua vittoriosa campagna gallica del 58-51 a.C. Nel 1800, nello stesso sito, fu pure rinvenuto il Trono Ludovisi dai più riconosciuto come un originale greco sottratto in epoca imprecisata dai romani al santuario di Venere a Locri in Calabria. La spiegazione è questa: Giulio Cesare, dopo la conquista della Gallia, si sarebbe servito di queste due copie, forse fatte fare direttamente da lui, per celebrare la sua vittoria in Gallia aggiungendovi anche una immagine sacra di Venere, fondatrice della sua dinastia, quella giulia. I Romani comunque hanno visto in questa statua un gallo sottomesso da Cesare, quindi a loro "straniero", come indica la didascalia. Si potrebbe aggiungere, e proprio questo doveva essere indicato nel testo della prova d’esame, che lo scultore ha manifestato rispetto per il nemico caduto rappresentato con dignità mentre muore nel tentativo di voler ancora combattere. Il volto del personaggio denota coraggio, forza e fierezza pur nel momento estremo della morte. Infine la testa, dalla fronte aggrottata tesa nello sforzo, è reclinata verso il basso opposta alla schiena invece ben dritta, quasi a significare che il guerriero non intende piegarsi e rassegnarsi alla sottomissione un tempo al re di Pergamo, ma anche successivamente a Roma.
PROF. RAFFAELE MAMBELLA (archeologo e storico dell’arte)
VIA MADONNA DEL ROSARIO 30 INT.8-PADOVA
TEL.O498933249
EMAIL:maura.battistella@alice.it
scritto da RAFAELE MAMBELLA - giovedì 26 giugno 2008 alle ore 14.24
Il prof. Mambella ha popolato Internet di messaggi in cui si sostiene che sul Galata il Ministero non ha sbagliato. Tuttavia (come viene osservato su http://www.step1.it, il sito che per primo ha segnalato l'errore), il prof. Mambella definisce giustamente il Galata morente «copia romana marmorea di una statua bronzea ellenistica», mentre il Ministero lo chiama semplicemente «scultura romana del I secolo a.C.». Anche le omissioni di dettagli essenziali, evidentemente, sono errori. E che il Ministero abbia sbagliato lo conferma, tra l'altro, L'Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell'Arte: http://www.anisa.it/popup_esami.htm
scritto da Epigono - lunedì 14 luglio 2008 alle ore 8.21

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