Skype: task force Eurojust su vicenda intercettazioni
di Francesca Mancuso

Skype: task force Eurojust su vicenda intercettazioni

lunedì 23 febbraio 2009
Anche l'unità di cooperazione giudiziaria permanente dell'Unione Europea sta valutando il problema delle intercettazioni su Skype, nella lotta contro la criminalità organizzata

Buone notizie dall'Ue sul caso Skype-criminalità. Eurojust ha accolto infatti la richiesta del Ministro dell'Interno Roberto Maroni, di trovare una soluzione unica sul problema dell'impossibilità di intercettare le conversazioni del noto sistema VoIP, lasciando così ampie possibilità di azione alle organizzazioni criminali.

A tal proposito, il massimo rappresentante italiano della Direzione Nazionale Antimafia, Piero Grasso, ha spinto verso questa direzione. Così, l'agenzia europea, istituita con l'obiettivo di rafforzare la lotta contro la criminalità organizzata coordinando azioni giudiziarie a livello europeo, ha disposto una task force alla guida della quale è stata posta l'italiana Carmen Manfredda. Lo scopo è quello di coordinare le proposte dei 27 paesi membri e di verificare che i sistemi VoIP, e Skype in particolare, facciano il possibile per rendere intercettabili le chiamate alle autorità giudiziarie, tenendo conto, d'altra parte, delle differenti regole per la protezione dei dati e il diritto alla privacy dei 27 Stati.

Il problema, dunque, non è solo italiano ma riguarda l'interà Europa. Carmen Manfredda ha spiegato come «l'obiettivo non sia impedire agli utenti di avvantaggiarsi della telefonia via IP, ma di evitare che i criminali pianifichino i loro piani e organizzino le loro azioni illegali attraverso Skype e altri sistemi simili».

La questione della cifratura del protocollo Skype è tuttavia complessa. Lo scorso anno, la Cina aveva fatto sapere di aver iniziato l'intercettazione di tutte le chat testuali effettuate attraverso il programma. I problemi che la task force europea dovrà affrontare sono molteplici: innanzi tutto occorre capire come far collaborare i fornitori dei servizi VoIP, il cui cavallo di battaglia per attirare gli utenti è proprio la riservatezza; ci sono poi problemi di natura tecnologica, che riguardano le modalità d'intercettazione; e non ultimi, problemi di natura normativa. La sede legale di Skype Technologies infatti è in Lussemburgo, che sebbene sia membro dell'Unione Europea sin dalla sua fondazione, ha un ordinamento giuridico che al momento sembra garantire la riservatezza delle conversazioni. A meno, naturalmente, di diversi accordi in tal senso. Skype, dal canto suo, ha già fatto sapere che, da parte dell'azienda c'è tutto l'interesse a collaborare.

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Allora a questo punto chiederanno anche i codici alla Microsoft per le conversazioni tramite Messenger?!? mah..... :-(
scritto da Peppe - lunedì 23 febbraio 2009 alle ore 15.55

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