Brunetta: "Un filtro per Facebook nelle PA". E intanto scontro con Ghini
di Francesca Mancuso

Brunetta: "Un filtro per Facebook nelle PA". E intanto scontro con Ghini

giovedì 7 maggio 2009
Il Ministro Brunetta ha detto basta all'uso di Facebook negli uffici pubblici durante l'orario di lavoro. A breve sarà applicato un filtro per bloccarne l'uso

Continua l'invettiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, contro i dipendenti pubblici fannulloni. Dopo la notizia giunta dal Comitato contro la pirateria digitale, che il 30% dei downolad dei file pirata viene scaricato dai dipendenti statali, questa volta bersaglio dei suoi strali sono i "fannulloni web 2.0", ossia i lavoratori della Pubblica Amministrazione che navigano sui social network durante l'orario lavorativo.

Secondo Brunetta, infatti, l'uso di Facebook distoglierebbe i lavoratori dai propri compiti, proprio perciò il ministro ha annunciato a breve l'installazione di un filtro per impedire agli statali di accedere dalle proprie postazioni di lavoro al popolarissimo social network.

Già qualche tempo fa, alcuni enti pubblici avevano limitato l'accesso a Facebook e affini dal posto di lavoro. Tra essi, il Comune di Milano, Poste Italiane, le Regioni Lombardia e Veneto, mentre altre lo hanno soltanto limitato: ad esempio il Comune di Torino consente la navigazione libera sui social network solo per un'ora durante la pausa del pranzo, mentre il Comune di Napoli ha convertito la pausa caffè in "pausa socializzazione virtuale".

Ciò non toglie che il social network più amato dagli italiani sia utilizzato da enti, istituzioni e personaggi pubblici per la diffusione di servizi e news, dall'Arma dei Carabinieri all'Inps a Regioni come la Puglia e Comuni, fino allo stesso Ministro Brunetta.

A sostenere la teso opposta a quella di Brunetta, vi è una ricerca svolta dall'Università di Melbourne, secondo la quale l'uso di Facebook, YouTube e Twitter rende i dipendenti più produttivi del 9%, poichè il divertimento migliora la concentrazione, ma sempre entro i limiti, durante le pause.

E all'estero? In Gran Bretagna e Canada i social network sono bloccati perché ritenuti un limite alla produttività, ma negli Stati Uniti il Presidente Obama ha ideato momenti di socializzazione interna studiati per mantenere i contatti di lavoro e promuovere l'intercambio professionale e la formazione.

Impazza intanto la polemica contro il film di Paolo Virzì "Tutta la vita davanti", che racconta in modo provocatorio il mondo del precariato italiano. «Chi mitizza la figura del precario - ha dichiarato Brunetta - mi fa letteralmente schifo, perché è solo strumentalizzazione politica». Secca la replica di Massimo Ghini, tra gli interpreti del film: «L'obiettivo di quella pellicola era denunciare la difficile situazione dei precari. E Brunetta, invece di essere così aggressivo e superficiale dovrebbe invece impegnarsi a trovare una soluzione per tanti ragazzi che si ritrovano precari, e quindi sfruttati, per una vita».


quando da un pc di una pa si digiterà www.facebook.com invece del sito apparirà la foto minacciosa di brunetta che ti punterà il dito addosso e sotto una bella scritta con "lavora fannullone!" :-) ministro sono altri i problemi della pa, incominci a pensionare un po' di dirigenti mangia soldi!
scritto da marco - giovedì 7 maggio 2009 alle ore 12.20
precario ata nelle scuole di pordenone da 9 anni, lavoro nei centri serali con impegno e professionalita', ci metto cuore e anima! E leggo sempre le stesse stupide frasi buttate li' per fare spettacolo!!! Ma invece di prendersela coi fannulloni, e via dicendo, perche' non programmare un piano di assunzione a tempo indetrminato per noi poveri dipedenti statali offesi giorno per giorno?
scritto da tony palmer - venerdì 8 maggio 2009 alle ore 9.05
Si tratta di provvedimenti che hanno un forte impatto d'immagine sulla stampa ma nessun effetto pratico per migliorare il rendimento dei dipendenti pubblici e quindi l'efficienza dei loro uffici.
Se non potranno visitare questi siti scalderanno la sedia in altro modo, con la benedizione di molti dei loro dirigenti, superpagati, a cui spetterebbe vigilare....
scritto da Pino - venerdì 8 maggio 2009 alle ore 9.05
Non vorrei essere frainteso, premetto quindi che la mia osservazione non e' diretta a tutti gli impiegati pubblici, ma soltanto a quelli che avendo responsabilita' (e stipendi lautamente "esagerati" per via di tale responsabilità) non svolgono BENE il lavoro per cui sono pagati. Va bene l'iniziativa del Ministro, però penso che se fossi un impiegato pubblico e avessi un "capo" che mi controlla chiedendomi conto delle attività svolte e quelle da svolgere in funzione degli obiettivi, avrei veramente molto poco tempo (durante l'orario di lavoro) per svagarmi su facebook o altri "sprecatempo" di questo genere. Probabilmente non andrebbe "bloccato" Facebook, piuttosto andrebbero adottati metodi di controllo più efficienti (non dico piu' severi) sul lavoro svolto dai dirigenti/responsabili degli uffici pubblici con un'impostazione piu' da "azienda privata" che non con la solita mentalità che tanto tutto e' dovuto e garantito a prescindere. Non contare le ore di presenza o di assenza dei sottoposti, piuttosto che pianificare assurdi obiettivi che sono solo "normali" conseguenze delle "normali" attività per cui quell'ente esiste (parlo di chi ad esempio fa passare come obiettivo un adeguamento tecnologico piuttosto che la diminuzione delle ore di straordinario). Spesso purtroppo non si conosce nemmeno qual'e' il prodotto che l'ente "offre" al mercato dei cittadini-utenti... Il discorso e' complesso ovvio, ma non viene mai affrontato, secondo me, sul serio, anche perche' significherebbe rivedere una quantita' molto vasta di "enti" e "organizzazioni" statali pressocche' inutili o improduttive, quindi poltrone in meno per "poltronisti" di professione o ex deputati "parcheggiati" in attesa di una nuova tornata elettorale.
scritto da 0disse0 - venerdì 8 maggio 2009 alle ore 8.35
133.000 € di media l’anno ai commessi pensionati del Senato. Ecco alcuni che non diranno mai male della politica !!!!!!! .A proposito di"fannulloni ad alto costo" ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! !

scritto da toni - lunedì 11 maggio 2009 alle ore 9.03
Sono del parere che passare il tempo su internet piuttosto che lavorare è come rubare al pari di chi evade le tasse;credo che puntare il dito di tanto in tanto su alcuni dei metodi dipendenti escogitati negli anni per dedicarsi ad altro durante l'orario di lavoro piuttosto che lavorare possa aiutare a riflettere, ma può anche danneggiare chi, nonostante il clima contrario che si respira negli uffici pubblici, cerca di fare il proprio dovere e a volte anche di più. Poi è ora di incominciare a pensare che quando il pesce puzza inizia dalla testa, e così negli ambienti di lavoro pubblici, i dipendenti se avessero accanto dirigenti capaci e onesti dovrebbero per forza lavorare meglio e bene, ed anche un po' meno garantismo da parte di alcune leggi che spesso difendono chi non lavora.
scritto da Tiziana - lunedì 12 ottobre 2009 alle ore 9.14

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