Cubo Vision, dall'annuncio al flop
di Lorenzo Gennari

Cubo Vision, dall'annuncio al flop

venerdì 12 marzo 2010
Annunciato a dicembre del 2009 dallo stesso amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè come una rivoluzionaria tv via Internet, ora Cubovision rischia di non vedere mai la luce

Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom, lo aveva annunciato in anteprima, durante un'intervista sulla Rai, ma Cubovision, il set top box di Telecom Italia, è tutt'ora un sogno irrealizzato.

Dopo aver speso più di 4 milioni di euro per la campagna pubblicitaria, l'azienda si è vista costretta a bloccare la produzione. Problemi di compatibilità tra i diversi componenti del set top box? Fornitori che non rispettano gli accordi? Non si sa. Eppure sul sito Internet cubovision.it è ancora possibile prenotare l'oggetto.

Il rivoluzionario box, ideato da Luca Tomassini, direttore broadband content di Telecom Italia, non è altro che un insieme di diversi dispositivi informatici ed elettronici: si tratta di un hard disk (da 500GB), un lettore di schede multimediali, una scheda di rete (per gestire il collegamento ad Internet, eventualmente wireless), un decoder digitale terrestre e un sistema operativo orientato alla gestione dei file multimediali.

Componenti di tutto rispetto (compreso il processore "Sigma", già standard per diversi set top box) che Telecom ha acquistato per lo più da aziende italiane, le stesse che ora sembrano essere le principali fonti dei problemi per il completamento del progetto Cubovision.

Intanto la moda dei media center domestici ha preso piede e sono sempre di più i dispositivi integrati che consentono di utilizzare la tv come output per i contenuti multimediali scaricati da internet o quelli che fanno da decoder digitale e, al tempo stesso, da registratore digitale.

Insomma, semmai il Cubovision tornerà disponibile, è probabile che sarà già una tecnologia superata e tutta la straordinaria innovazione di cui il cittadino avrebbe dovuto godere, sarà già a portata delle famiglie italiane ad un costo sicuramente più basso dei 199 euro che servono per acquistare "il Cubo".


perchè tutto questo stupore? qualcuno in italia crede ancora a telecom?? ormai è il male peggiore e purtroppo in molte zone di italia non se ne può fare a meno perchè non esistono ancora altri operatori
scritto da marco - venerdì 12 marzo 2010 alle ore 22.44
Dallo Studio legale Giulio Prosperetti e Associati (da Il Velino)

Egregi Signori,
Scrivo a nome della Società Visionee S.r.l., gravemente danneggiata e diffamata dall’articolo in oggetto, che contiene notizie errate, imprecise, non verificate ed insinuazioni del tutto gratuite e non suffragate in alcun modo dai fatti circa le attività commerciali e produttive di Visionee.
Tali circostanze impongono una immediata rettifica, se non addirittura la rimozione, entro il più breve termine e avviso sin d’ora che il mancato adempimento mi troverà costretto a presentare querela per diffamazione nei Vostri confronti in quanto ne sussistono pienamente le circostanze.
Tutto ciò non pregiudica quanto potrà volere autonomamente intraprendere Telecom Italia nei Vostri confronti.
Chiarisco per Vostra migliore comprensione quali siano i contenuti che Visionee ritiene lesivi:

Non è vero che Visionee ha sedi a Reggio Calabria, alcuni anni da c’è stata una collaborazione con l’Università di quella città per fini di ricerca ed innovazione. Una visura camerale avrebbe documentato che le sedi sono Treviso e Roma. È in apertura la sede nella Silicon Valley che gestirà le partnership dirette con Acer, Intel, Minerva e gli altri principali produttori americani.

Non è vero che il costo di produzione di Cubovision è di 60 euro, Visionee può documentare per tabulas che il costo di produzione è di poco inferiore al prezzo di listino.

È assolutamente falso che Visionee sia una “piccola anonima azienda italiana”. Mauro Fantin ha progettato praticamente ogni decoder iptv presente nelle case degli italiani attraverso Visionee per conto dei più grandi produttori. Questo è solamente il primo progetto in cui Visionee non lavora “dietro le quinte”. Fantin inoltre, essendo imprenditore responsabile e socialmente impegnato, ha resistito alle pressioni del sistema per portare la produzione fuori Italia impegnandosi a far riaprire un primario polo industriale dell’elettronica come quello di Padova (Finmek). Un tempo questa società che definite “anonima” era il primo produttore di schede elettroniche in Italia. I suoi operai hanno tuttora le migliori competenze sul territorio. Finmek ha potuto essere utilizzata attraverso un acordo patrocinato direttamente dal ministero dello Sviluppo Economico. Tutto questo per supportare il “sistema Italia” nei tempi di crisi.

È infine falso – ed è la diffamazione più grande – che Telecom abbia cessato la produzione per malfunzionamenti. Si tratta di una scelta tecnologica del Cliente Telecom di migrare a diversa piattaforma (in gergo “Cubo 2010”) fornibile anche da Visionee e su cui è in atto trattativa commerciale riservata. Per quanto riguarda i presunti malfunzionamenti del prodotto CuboVision 2009, invitiamo a qualunque test su uno o più esemplari e, inoltre, invitiamo a leggere l’ultimo articolo di quella che presumiamo essere stata la Vostra fonte (blog “Duke”) che li ha decisamente smentiti.

Per inciso, precisiamo che il prodotto in questione non è un “comune media center”, ma costituisce una piattaforma di nuoco tipo definibile come “over the top tv”. Un “media center” non esegue certo ricerche su selezioni di contenuti di Youtube, LA7, CNN, Reuters, Walt Disney ed altri. Non consente di “noleggiare” ed “acquistare” film e telefilm ad alta definizione dal telecomando.

CuboVision, inoltre, non ha assolutamente alcun modem ADSL, come da Voi erroneamente affermato, si basa su una interfaccia Ethernet e WiFi. Supporta invece il sofisticato protocollo DLNA che consente varie interazioni con i dispositivi di casa.

Confido che, a seguito delle precisazioni e dei chiarimenti di cui sopra, vorrete dare un urgente seguito alle nostre richieste fornendo altresì sollecito riscontro ai recapiti in intestazione.
Rimango a disposizione per ogni occorrenza.

(red) 12 mar 2010
scritto da Roberto Fratin - lunedì 15 marzo 2010 alle ore 9.18
Gentile Dott. Fratin, ho riletto il mio pezzo per cercare di capire in quale punto venisse citata la società "Visionee". L’unico accostamento possibile è la frase "Componenti di tutto rispetto (compreso il processore "Sigma", già standard per diversi set top box) che Telecom ha acquistato per lo più da aziende italiane" e francamente non mi sembra particolarmente denigratoria, fermo restando che il nome della società Visionee non viene mai fatto. A questo punto le sue affermazioni: "Non è vero che Visionee ha sedi a Reggio Calabria", "Non è vero che il costo di produzione di Cubovision è di 60 euro", "È assolutamente falso che Visionee sia una "piccola anonima azienda italiana", credo debbano riferirsi esclusivamente al lancio dell’agenzia di stampa "Il Velino". Ho letto il pezzo dell’agenzia e infatti, nel riportare la notizia, ho evitato tutte le affermazioni non direttamente verificabili. "Problemi di compatibilità tra i diversi componenti del set top box? Fornitori che non rispettano gli accordi? Non si sa." Non mi sembra di aver affermato, come lei sostiene, che "Telecom abbia cessato la produzione per malfunzionamenti". Per quanto riguarda la fonte, invece, non avendo avuto accesso all’ultimo dispaccio "Duke News" (qualora faccia riferimento a tale documento digitale, quando parla di "Duke blog"), non posso fornirle alcun chiarimento circa il contenuto del pdf. Apprendo invece con piacere le novità sulla nuova piattaforma Cubo 2010 e il motivo dell’interruzione temporanea della produzione. Per quanto riguarda la descrizione tecnica dell’oggetto, mi sembra di aver inquadrato molto meglio dei miei colleghi quali siano i componenti e le peculiarità di Cubo Vision. A dimostrazione di ciò, può rileggere il mio pezzo e accorgersi di come non ci sia nessun riferimento a "modem ADSL", ma a semplici interfacce Ethernet e WiFi. A disposizione per ogni chiarimento. Lorenzo Gennari
scritto da Lorenzo Gennari - lunedì 15 marzo 2010 alle ore 12.58
Telecom Italia come al solito non sa cosa fare da grande.L'unica cosa che mi risulta che gli attuali SRB forniti da Telecom Italia e che mi risultano funzionare molto bene sono prodotti dalla Pirelli
scritto da giovanni - lunedì 22 marzo 2010 alle ore 14.35
Il commento dello studio legale è decisamente gratuito ed inopportuno.
A titolo di chiarezza, la maggior parte dei decoders iptv nelle case degli italiani sono legati a due operatori, Telecom e Fastweb, che non si sono avvalsi, né direttamente, né indirettamente del supporto del signor Fantin. E meno male.... visti gli scarsi risultati ottenuti con il Cubo!
scritto da un amico - giovedì 25 marzo 2010 alle ore 9.31
Avevo letto che su cubevision ci sarebbe stata la cpu della sigma poi ho letto che avrebbero usato l'atom per usare il nuovo MeeGo di Intel/Nokia e ora davvero più niente?! Che pacco!! Ma porc... Comunque la storia si ripete... Qualcuno ricorda come era finità ai tempi la Divisione Elettronica della Olivetti? Fu ceduta alla General Electric! Mentre nel mondo iniziava il boom dei computer qui si facevano calcolatrici, speriamo davvero non sia così o che qualcuno ci ripensi!!
scritto da Federico Briata - martedì 13 aprile 2010 alle ore 12.51

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