Scontri Roma, cortei vietati per un mese
di Barbara Weisz

Scontri Roma, cortei vietati per un mese

martedì 18 ottobre 2011
Lo stabilisce un'ordinanza del sindaco, che istituisce anche un numero per i cittadini che hanno subito danni. Fermato il ragazzo fotografato con l'estintore, uno studente romano di 24 anni.

Stop ai cortei per un mese nel centro storico di Roma. E' questo il punto centrale di un'ordinanza emessa ieri sera dal comune della capitale dopo le violenze dei black bloc al corteo degli indignati di sabato scorso, 15 ottobre. Intanto prosegue in tutta Italia l'operazione delle forze dell'ordine alla ricerca degli autori delle violenze, e nella notte è stato arrestato un 24enne sospettato di essere uno dei protagonisti degli scontri. E in queste ore, alle 16,30, il ministro dell'Interno Roberto Maroni riferisce in Senato sui fatti di sabato e sul piano del Viminale per impedire il ripetersi di simili situazioni.

L'ordinanza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, prevede che per un mese siano vietati cortei in tutto il I municipio di Roma: è il centro della città, zona in cui sarà possibile solo organizzare sit-in, ovvero manifestazioni stanziali, che non prevedono un corteo. Immediate le proteste della Cgil e della sua sigla metalmeccanica, la Fiom, che per venerdì prossimo stanno organizzando una manifestazione a Roma degli operai del gruppo Fiat e di Fincantieri. Al momento, per questa iniziativa è stato autorizzato un sit-in in Piazza della Repubblica.

La segretaria della Cgil, Susanna Camusso, parla di un «provvedimento sbagliato, da ritirare», e spiega: «confermiamo la condanna radicale di tutti gli episodi di violenza. Impedire una manifestazione è la strada meno efficace per contrastarli». Critiche anche dal leader della Fiom, Maurizio Landini, che chiede di sfilare.
Il sindaco Alemanno spiega che l’ordinanza «non nega alcun diritto» perchè «chi vuole manifestare potrà farlo ma in modo stanziale». Il provvedimento, secondo il primo cittadino della capitale, si rende necessario in attesa che il governo vari nuove regole nazionali per le manifestazioni».

Al di là del dibattito, l'ordinanza prevede che nel centro storico siano possibili solo sit-in nei seguenti luoghi: piazza Bocca della Verità, piazza Santi Apostoli, piazza della Repubblica, Circo Massimo, piazza Farnese, piazza San Giovanni, piazza del Popolo e le sedi istituzionali secondo le prescrizioni della Questura di Roma.

L'ordinanza prevede anche l'istituzione di un numero telefonico (06-67104801), già attivo, che i cittadini possono chiamare per denunciare i danni subiti durante gli scontri.

Roma Capitale si è anche costituita parte civile nei procedimenti penali aperti dopo gli scontri di sabato.

Intanto, come detto, nella notte proprio a Roma la Digos ha fermato uno studente sospettato di essere il ragazzo fotografato mentre alza un estintore per lanciarlo verso le forze dell'ordine. Ha 24 anni, nella zona in cui abita è conosciuto come "er pelliccia", è stato fermato per resistenza pluriaggravata. E' stato riconosciuto proprio grazie alle fotografie scattate durante gli scontri. Sconvolti i genitori, il padre ha dichiarato che non sapeva nemmeno che il figlio fosse in corteo. 


Sono indignado: sento parlare di manifestazione pacifica, vedo accuse alle forze dell'ordine ma nessuno che provi a dire che cosa non ha funzionato. Sono indignado: non ha funzionato la coscienza collettiva, al golpe di chi è venuto con le bandiere pochi hanno avuto il coraggio di dire no, questa volta non mi faccio strumentalizzare. C'è bisogno di un corteo e di telecamere per dire sono in... La reazione mia personale Indignado per i violenti che sabato 15 ottobre hanno messo a ferro e fuoco Roma durante il corteo degli indignados. E mi trovo profondamente d’accordo con le dichiarazioni del ministro dell'Interno, Roberto Maroni. La manifestazione degli indignados si è trasformata in una guerriglia proseguita per ore, con i black bloc che hanno incendiato auto, distrutto vetrine, seminato terrore picchiato persone che cercavano di proteggere i loro beni, macchine, motorini, negozi e appartamenti incendiati. Con le forze dell'ordine che sono state di grande bravura nel non creare sicuri morti, bravi con grande professionalità nell’arginare le violenze. E anche dal corteo è arrivata quella che si potrebbe definire una condanna senza se e senza ma: poche le zone grigie, di sostanziale comprensione nei confronti della violenza dei black bloc, la maggioranza dei manifestanti non si è limitata a prendere le distanze dai black bloc, i partecipanti al corteo hanno anche cercato di tenerli lontani dalla manifestazione. Non avrei mai pensato di poter un giorno invidiare i celerini, eppure ieri avrei voluto essere a Roma, al posto di uno di loro, per far sputare la cicca in un cestino alla gentile signorina/o tirandogli le orecchie come avrebbero dovuto fare i suoi genitori. Sua mamma o suo padre non avrebbero dovuto permetterle di perdere due giorni di scuola. Questi “antagonisti” debosciati e criminali, che spaccano vetrate, incendiano case, distruggono le stesse vite che nei loro deliranti samizdat (tipo riviste clandestine che circolavano nell’URSS) dicono di voler proteggere, senza mai smettere per un attimo di masticare la loro cicca. Il fatto che i media abbiano, nelle scorse settimane, pompato a dismisura questa manifestazione romana, che a ben vedere non era diversa dalle tante sconclusionate proteste parasindacali priva del minimo punto di riferimento politico-teorico, è già un segnale di allarme; Narrano le cronache che nella giornata di ieri questi masticagomme da strapazzo abbiano dato vita ad una guerriglia fatta di sassaiole e lanci di bottiglie contro gli altri manifestanti. Il loro analfabetismo politico gli impedisce di identificare con chiarezza il nemico, il quale, come diceva Brecht, marcia tranquillo alla loro testa. Poiché snobbano la scuola, sono privi di qualunque prospettiva teorica sulle dinamiche del potere, senza la quale non è possibile nessuna rivoluzione, ma solo il bordello etilico da rave-party, per cui appaiono naturalmente predisposti. Mancano di ogni cognizione dei meccanismi che sono alla base degli attuali sommovimenti geopolitici e dunque non sanno come intervenire su di essi, così come un orangutan non saprebbe intervenire su un guasto allo spinterogeno. Scimmiescamente, si limitano a massacrare il cofano con zampate disperate e poderose, anziché utilizzare la forza per svitare, tirare, sbullonare nei punti giusti ed eventualmente sostituire le parti difettose. A volte, grugnendo di rabbia impotente, si servono di rudimentali attrezzi a supporto della propria furia demolitrice, come ad esempio le ossa calcificate del “capitalismo”, del “proletariato” e della “lotta di classe”, esumate dritte dritte dal mausoleo della regina Vittoria e scaraventate alla cieca contro ogni oggetto a portata di tiro. Lo spinterogeno riderebbe di loro, se solo sapesse ridere e avesse la minima consapevolezza della loro esistenza. Una volta sfogatisi e consumata la vendetta contro “il sistema” (simbolicamente rappresentato da utilitarie usate e serrande di tabaccheria), se ne tornano cheti alla gabbia del circo, pronti per la prossima kermesse “antagonista”, di cui non saranno loro, com’è ovvio, a decidere caratteri e tempistica, bensì l’impresario dello spettacolo. Ed è un peccato che gli impresari non lavorino per concedere “diritti di cittadinanza” e “futuro” alle scimmie, bensì per fare cassa, esibendole sulla pista e facendo loro ballare la cucaracha dinanzi al pubblico. Fanno tanta pena. Si vorrebbe spiegargli che per fare una vera rivoluzione non è sufficiente l’impeto di un branco di scimmie “proletarie” con il sangue agli occhi. Ma come si fa a spiegare ai primati che la rivoluzione non è un pranzo di gala e nemmeno una scampagnata in corriera? Non sono bestie con capacità di astrazione sufficienti ad afferrare concetti così sottili. In compenso sanno produrre splendide bolle di lattice masticato e sputacchiato, ripiene di così tanta aria da scatenare tornadi di dibattiti e di analisi vaniloquenti nei notiziari di mezza sera. Cortese maggioranza avanti, avanti con le riforme fino al 2013 e, complimenti nel driblare i vari golpe in Parlamento e in Piazza. "Alle Forze dell'Ordine va la mia rinnovata gratitudine e stima per il loro servizio, che presiede lo svolgimento sicuro e ordinato della vita del Paese" e delle nostre Città. "Io come fedele laico so che è mio dovere lavorare per il giusto ordine sociale, anzi e' un debito di servizio che ho verso il mondo in forza dell'antropologia illuminata dalla fede e dalla ragione. E' questo il motivo per cui non posso tacere al gesto inconsulto alla violenza verso un simbolo della fede".
Celso Vassalini.
scritto da Celso Vassalini - mercoledì 19 ottobre 2011 alle ore 10.33
non sono daccordo con i genitori di quei ragazzi colpevoli,capisco che come genitori siamo sempre pronti a difendere i figli,ma....c'è un limite!così non li amiamo!
scritto da pinaferrara - mercoledì 19 ottobre 2011 alle ore 16.03
La violenza è sempre da condannare , ma lo Stato dov’è ? Dov’è lo Stato nel traffico illecito dei rifiuti del nord est? Dove’è lo Stato a difendere l’ambiente e le sue genti ? Se c’era veramente lo Stato oggi non assisteremmo a questi episodi di violenza che si condannano, ma hanno un loro perché . Bisogna ricreare lo Stato , ridare credibilità alle Istituzioni pilastro della democrazia per una società in armonia tra i popoli, l’ambiente ed il progresso . Troppe forze dell’ordine , troppa gente che controlla e poi che non fa . Noi del VAS lo sappiamo bene : lottiamo da anni per ridare credibilità alle Istitzioni anche se queste non difendendono gli interessi comuni , anche se queste sono di pessimo esempio per i cittadini . Lottiamo in maniera pacifica contro procure scandalose , contro enti locali truffa . Lottiamo “armati di penna” senza paura perché crediamo nella democrazia nella forza delle urne . Infatti , grazie a noi abbiamo messo da parte alcuni politicanti, e messo da parte funzionari indegni, segretari comunali magna magna . Siamo nella buona strada quindi unisciti a noi per difendere la democrazia . www.VasFvgAltoLivenza.it – info@vasfvgaltolivenza.it
scritto da vas fvg alto livenza - domenica 23 ottobre 2011 alle ore 16.21

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