Scuola a rischio per carenza insegnanti: il monito della UE
di Teresa Barone

Scuola a rischio per carenza insegnanti: il monito della UE

martedì 14 febbraio 2012
Dalla UE arriva il monito rivolto al Ministero dell’Istruzione: gli insegnanti in Italia sono troppo vicini alla pensione e mancano le nuove leve, necessarie per garantire il buon funzionamento della Scuola nel futuro.

La scuola italiana è carente di insegnanti, soprattutto nel settore dell’istruzione primaria e secondaria: questo l’allarme lanciato dalla UE nel rapporto presentato ai Ministeri dell’Educazione dal titolo "Dati chiave sull'istruzione in Europa nel 2012”, pubblicato venerdì 10 febbraio.

Secondo la Commissione UE, infatti, il numero di insegnanti della scuola primaria e secondaria è in continuo calo in molti paesi europei, Italia compresa, e questa situazione potrebbe portare a gravi problemi gestionali: se molti insegnanti stanno andando verso la pensione, è anche vero che sono sempre meno i laureati nel settore.

Per quanto riguarda la penisola, ad esempio, gli insegnanti della scuola primaria che hanno superato i 50 anni sono il 44,8%, e arrivano al 57,9% della scuola secondaria. Le nuove leve attive, invece, sono presenti in percentuali minime (gli under 30 nella primaria sono lo 0,9%).

Dalla UE arrivano anche direttive precise per incentivare le lauree finalizzate all’insegnamento e riempire le cattedre anche di forza lavoro giovanile: in primis, la Commissione propone di stimolare i giovani a intraprendere la carriera dell’insegnamento attraverso corsi di formazione all’estero, realizzati attraverso il programma Erasmus. Ma a rendere poco attrattivo questo mestiere è senza dubbio la carenza di concorsi pubblici nel settore, come anche le prospettive di salario poco allettanti.

È sempre la UE a sottolineare come l’istruzione superiore rappresenti, ancora oggi, una strategia occupazionale determinante. Il commissario Ue all'Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù Androulla Vassiliou, ha commentato la relazione della UE con queste parole:

«Questo rapporto rappresenta una risorsa inestimabile per i legislatori e fornisce una guida importante per le decisioni future. Lo sviluppo professionale degli insegnanti è un fattore chiave per assicurare l'elevata qualità dei nostri studenti. Per questo il nuovo programma proposto dalla Commissione per l'istruzione, la formazione e la gioventù punta a rafforzare lo sviluppo professionale del personale insegnante e allo stesso tempo a modernizzare il sistema dell'istruzione».


In Italia mancano insegnanti perchè noi partiamo dal presupposto che le persone NASCANO già preisposte per svolgere nella loro vita un preciso mestiere e che per essere moderni debbano essere giovani, per essere saggi debba essere vecchi e per saper insegnare debbano necessariamente possedere la giusta laurea e vincere il giusto concorso. Insomma partiamo da un presupposto di dote che esclude la maggior parte delle persone fin dalla nascita. proporrei di rifilettere su questo aspetto chiedendosi:
insegnanti si nasce o si diventa?
scritto da clelia - giovedì 16 febbraio 2012 alle ore 12.15
Personalmente penso che il discorso di Clelia sia un po' campato in aria. Insegnanti si può nascere ma anche diventare, ma è fondamentale essere preparati!!! La laurea e le prove sono necessarie per far selezione, anche se tra le persone preparate molti non hanno attitudini ad insegnare, per questo basterebbe maggior controllo sul metodo d'insegnamento e valutazioni costanti sull'operato degli insegnanti da parte dei studenti e genitori. Quello che succede purtoppo solo nelle scuole private!
scritto da Deborah - lunedì 20 febbraio 2012 alle ore 11.16
Non necessitano insegnanti, ma solo intrattenitori di ragazzi. Il livello della nostra istruzione è così basso che anche un perfetto idiota è in grado di insegnare qualsiasi materia
scritto da giulio - mercoledì 22 febbraio 2012 alle ore 11.21

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