Comune di Milano: la campagna salvaciclisti su Twitter
di Teresa Barone

Comune di Milano: la campagna salvaciclisti su Twitter

mercoledì 28 marzo 2012
Milano avvia la campagna salvaciclisti su Twitter: gli utenti possono inviare messaggi diretti agli automobilisti che saranno visibili nei pannelli luminosi in città.

Il Comune di Milano si schiera dalla parte dei ciclisti, avviando una campagna di sensibilizzazione diretta agli automobilisti al fine di evitare gli incidenti e invitare i cittadini a prestare maggiore attenzione nei confronti di chi scegli di spostarsi in bicicletta.

Una campagna che l’amministrazione milanese ha deciso di lanciare attraverso i social network, e Twitter in particolare, rendendo partecipi gli stessi ciclisti, come anche tutti i residenti, e veicolando un messaggio importante: il rispetto e l’attenzione verso chi usa le due ruote in città.

L’iniziativa su Twitter si chiama #salvaiciclisti: usando l'hashtag #bikewrite, infatti, tutti gli utenti potranno inviare una frase che rappresenti un invito rivolto agli automobilisti verso il rispetto dei pedoni e dei ciclisti. Un messaggio lungo al massimo 48 caratteri che dovrà essere corredato dall'hashtag #bikewrite.

Sarà il Comune di Milano, in seguito, a valutare i messaggi pervenuti e selezionare quelli più adatti per essere pubblicati sugli appositi pannelli luminosi dislocati in città, 38 segnalatori in tutto. La campagna è stata ideata dall'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran, il quale ha esortato la comunità urbana a partecipare attivamente al’iniziativa.

«Se poteste dire agli automobilisti di #Milano una frase #salvaiciclisti cosa direste? Proposte: #bikewrite.»

Da parte di Maran c’è quindi la volontà di tutelare quelle che lui stesso definisce le "fasce più deboli della mobilità”, facendo partire l’iniziativa proprio da un social network in modo tale da raccogliere le opinioni dei cittadini.

«I pannelli variabili avvisano in caso di strade chiuse, deviazioni, blocchi o limitazioni: attirano molto l'attenzione di chi guida. Per questo ho pensato di cominciare da qui per avviare una nuova forma di sensibilizzazione verso le fasce più deboli della mobilità.»

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forse mi sono lasciato taciasnrre dall'ascolto della notizia... e forse questo tipo di silenzio non fa parte delle assenze comunicative, ma a mio parere porterebbe giovamento. Come sarebbe pif9 bello non dover essere costretti a sovrastare questi rumori artificiali per comunicare! In ogni caso qui quello che mi lasciava amareggiato era il dover subire violenza acustica da parte del soggetto debole anche quando non e8 necessario. Non basterebbe l'attenzione da parte di chi arreca il pericolo o, al limite, la segnalazione di questo? Un simpatico scampanellio!
scritto da zoYjDsgP - venerdì 25 maggio 2012 alle ore 12.21

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