Spending Review: mobilità e pre-pensionamenti per gli statali
di Teresa Barone

Spending Review: mobilità e pre-pensionamenti per gli statali

lunedì 2 luglio 2012
I tagli alla spesa pubblica potrebbero riguardare da vicino il pubblico impiego: mobilità e pensionamento anticipato per gli statali, tredicesime e buoni pasto più leggeri.

Una spending review da 30 miliardi di euro in tre anni: questo l’obiettivo del commissario Enrico Bondi, che ha annunciato come i tagli alla spesa pubblica si attueranno in tre tranche differenti portando a un risparmio pari a 5 miliardi entro il 2012, 12 entro il 2013 e 13 entro il 2014. Il primo traguardo è fondamentale, tuttavia, anche per scongiurare un nuovo aumento dell’Iva previsto per il prossimo 30 ottobre.

A far nascere non poche polemiche, inoltre, sono le linee guida attraverso le quali si snoderà la spending review, molte delle quali non trovano il favore delle parti sociali: il piano di Bondi si basa, infatti, sui tagli all’affitto e all’acquisto di beni e servizi da parte degli enti pubblici, ma anche sulla riduzione di Province, Ministeri e organico nelle amministrazioni pubbliche: tradotto in altri termini, significa che saranno effettuati tagli al fine di ridurre del 20% il numero dei dirigenti e del 10% quello degli impiegati nel pubblico impiego, unitamente all'avvio del trattamento pensionistico obbligatorio per chi è in esubero e ha alle spalle almeno 40 anni di contributi.

La spending review toccherà anche le tredicesime e i buoni pasto dei lavoratori statali, infatti è prevista una riduzione delle quote da 7,8 euro fino a 5,29 euro a svantaggio di circa 450 mila statali: solo con questa operazione il Governo riuscirebbe a riportare nelle casse dello stato 10 milioni di euro.

In vista di un tavolo con i sindacati, tuttavia, si sono già sollevate le proteste di alcune sigle che annunciano possibili mobilitazioni in tutta Italia, e anche c’è anche chi auspica un confronto costruttivo per evitare pesanti ripercussioni sul lavoro dei dipendenti pubblici, come da parte del capogruppo Pd nella commissione Lavoro Cesare Damiano:

«Per la spending review bisogna evitare colpi d'accetta a carico del lavoro dei pubblici dipendenti e della sanità, come è stato fatto per la riforma la previdenza. Vanno sempre trovate soluzione graduali e concertate con le parti sociali.»

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sono contento che si rivedano i prezzi, non si capiva perchè quando "tanto paga lo stato" le cose dovessero costare piu che ai privati! Ma non capisco una cosa anche se so che non mi risponderete: perchè le banche non pagano l'IMU e i dipendenti devono fare un pasto 5 euro? forse il cane del mio garage per un pasto fa spendere di piu.
scritto da francesco - mercoledì 4 luglio 2012 alle ore 11.53
Cortese Direttore,
la nostra Città è stata, per tre giorni, fucina di nuove proposte e idee riguardanti welfare, lavoro, e sicurezza in ambiente di lavoro, sarebbe opportuno e doveroso ricordare e non sottovalutare i passi in avanti fatti, grazie anche all’impulso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La sua opera di sensibilità ha contribuito non poco ad accrescere il rispetto per il valore del lavoro e quello della dignità, e quindi della sicurezza, per i lavoratori. Se abbiamo il Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro è merito suo. Leggendo accuratamente, dopo aver seguito i lavori, sentito alchimie di analisi, proposte che sembravano prospettare grandi soluzioni all’attuale tensione economica di lavoro, mi concretizzavo, dai miei voli pindarici, orgoglioso dell’iniziativa di grande gusto culturale, ascoltare, tecnici e politici alla disperata ricerca di una bussola che indichi la strada di una nuova intesa, cercando, quali punti di riferimento, nella mia solitudine riflessiva ho ricordato uno spunto, più volte espresso dal Magnifico Rettore Prof. Pecorelli, condivisa anche dal Direttore Generale Dott. Periti, dell’Università Statale di Brescia, sul tema di come rivalutare le risorse professionali acquisite nell’arco della vita lavorativa e formativa. Riqualificando e mantenendo l’attività lavorativa nella veste di “TUTOR”. Infatti, il ruolo, la distribuzione e il significato del lavoro lungo l’arco della vita sta subendo profondi mutamenti e, in relazione alle età mature, non è ancora chiaro come si combineranno processi complessi e interconnessi come la flessibilizzazione del mercato del lavoro, la estrutturazione e la desincronizzazione del corso di vita, e la rimodulazione dei sistemi di protezione sociale. Lo stesso significato sociale della vecchiaia è oggi particolarmente ambivalente e l’idea forte della vecchiaia come tempo del non lavoro, sembra essere sempre meno appropriata. La ricerca si colloca all’interno del dibattito sul rapporto tra invecchiamento e lavoro, focalizzando l’attenzione in modo particolare sul mercato del lavoro e sui meccanismi di regolazione della partecipazione dei lavoratori più anziani. Si tratta di una tematica complessa che per sua natura si colloca all’incrocio tra diversi filoni di ricerca ed a cavallo tra più ambiti disciplinari che in Italia, pur beneficiando di rilevanti studi e contributi di ricerca, non è ancora oggetto di una letteratura omogenea e consolidata. Spesso l’attenzione è stata concentrata soltanto sull’aspetto previdenziale, o sugli ammortizzatori sociali, o – in misura minore – sul mercato del lavoro, senza approfondire le reciproche interazioni tra i meccanismi di mercato, quelli previdenziali e quelli assistenziali. D’altra parte, una quota rilevante della ricerca su questa tematica è stata orientata da un approccio economico ed econometrico che ha sottovalutato la dimensione istituzionale della questione. Spesso, in particolare, l’individualismo metodologico di stampo economicistico si è limitato a stimare in termini di utilità i costi/benefici della scelta tra lavoro e non lavoro (nell’ipotesi della disutilità del lavoro), trascurando gli aspetti simbolici di tale scelta, il significato sociale del lavoro e le caratteristiche specifiche dei vari contesti di azione. Anche se sono convinto che per riavviare il nostro Paese serve: 1) modificare lo Statuto dei Lavoratori, 2) i Sindacati mettano a disposizione parte del loro patrimonio per la formazione, per la cassa integrazione e che possano loro diventare a diventare agenzie per il Lavoro? Penso che per difendere e gestire il lavoratore siano più che sufficiente i Consulenti del Lavoro o no..! Questo contributo è dettato dall’orgoglio di sentirmi parte della mia Città e mi ha addolorato constatare il vuoto lasciato nelle aule Universitarie. Desidererei che l’offerta Universitaria fosse ampiata con nuove opportunità di studio e ricerca istituendo ad esempio il corso di Laurea in Veterinaria, Criminilogia e perché nò anche un nuovo profilo di Corso di Laurea in Protezione Civile, Corso di Laurea in Consulenti Ispettori Sicurezza Lavoro con fondamentale conoscenza anche delle “problematiche di tutele di genere e pari opportunità”. Ricordo che, le strutture affini private e pubbliche sono già in essere nella nostra realtà; Mancherebbe solo la volontà di attivarLi. C’è bisogno di una politica sul lavoro che unisca e non divida le forze sociali. Sono sicuro che Consiglio dei Consulenti del Lavoro Bresciani Voglia tenere a Brescia questo festival e farne un orgoglio per la nostra Città e saprà trasmettere ai giovani l’importanza della cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro, del tempo libero e quanto sia importante entrare nel meccanismo culturale che la formazione deve diventare parte del patrimonio nell’arco di tutta la vita lavorativa. Il lavoro è sempre stato un potente fattore di libertà e dignità della persona; per questo valore vale la pena di impegnarsi. Grazie Consulenti del Lavoro per questa iniziativa e spero, con il patrocinio dell’Università Statale degli Studi di Brescia!
Celso Vassalini
Componente del Comitato Unico di Garanzia – CUG e R.S.U. dell’ Università degli Studi di Brescia

scritto da Celso Vassalini - martedì 3 luglio 2012 alle ore 17.23
post scriptum errata corrige... del mio garagista
scritto da francesco - venerdì 6 luglio 2012 alle ore 14.39

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