Sanità: franchigia sul reddito dal 2014?
di Teresa Barone

Sanità: franchigia sul reddito dal 2014?

mercoledì 18 luglio 2012
Il Ministro Balduzzi rilancia l’ipotesi di una franchigia sanitaria in sostituzione dei ticket dal 2014: molti i vantaggi ma anche le criticità.

Dalla Corte Costituzionale arriva il no definitivo all’introduzione dei nuovi ticket sanitari previsti a partire dal 2014 e basati sul decreto "Tremonti” (legge 111/2011). Preso atto della dichiarazione di incostituzionalità sancita con la sentenza 197/2012, il Ministro della Sanità Renato Balduzzi ha rilanciato la proposta di istituire una franchigia in base al reddito in sostituzione dei ticket, un nuovo sistema di pagamento che garantirebbe maggiore equità e trasparenza.

Nel corso di un'audizione in Commissione d'Inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale in Senato, infatti, il Ministro della Sanità ha messo in evidenza i vantaggi dell’introduzione di una franchigia sanitaria a partire proprio dal 2014: la franchigia consisterebbe in un importo annuo da versare per le prestazioni sanitarie e stabilito a priori in base al reddito, che andrebbe a sostituire completamente i ticket sanitari e che fisserebbe una soglia massima oltre la quale il contribuente potrebbe usufruire di servizi gratuiti.

«La manovra del luglio 2011 ha previsto che a partire dal 1 gennaio 2014 vi siano ticket aggiuntivi per 2 miliardi. Ho sempre pensato che questo profilo della manovra avesse aspetti particolarmente problematici. Me ne sono convinto dopo l'esperienza del ticket da 10 euro per la ricetta specialistica, proposto, rimasto sospeso e applicato a partire dal secondo semestre del 2011, che ammontava a 834 milioni. L'applicazione di questo strumento è stata molto difficile, mi sono chiesto se non ci fossero strade alternative per migliorare le caratteristiche di equità, omogeneità e trasparenza per la compartecipazione della spesa sanitaria. Ho quindi proposto di avviare una discussione sulla possibilità di individuare sistemi alternativi nella consapevolezza che sembra difficile avere per altra via saldi finanziari da poter evitare questa incidenza di 2 miliardi.»

Da parte dello stesso Ministro, tuttavia, arrivano anche alcune considerazioni riguardo i punti nei quali la franchigia è destinata a fare acqua, prima di tutto in merito alla creazione di una tessera sanitaria innovativa o di uno speciale chip contenente tutti i dati dei contribuenti. Potrebbe inoltre essere difficile verificare con esattezza l’utilizzo della franchigia in modo corretto e onesto, limitando ed evitando qualsiasi abuso.

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evasori commercianti liberi professionisti e sanguisughe simili pagheranno meno dei lavoratori dipendenti. siamo alle solite.
scritto da leo - giovedì 19 luglio 2012 alle ore 10.12
Giudico iniquo l’attuale sistema dell’ISEE, in quanto consente ancora spazi per dichiarare situazioni reddituali non corrispondenti. Conseguentemente è sbagliato, con tale sistema, sostituire i Ticket sanitari con la franchigia del 3 per mille: in definitiva verrebbero ad essere penalizzati sempre gli stessi lavoratori dipendenti e pensionati, costretti a dichiarare tutto. È sbagliata inoltre l’imposizione sul reddito lordo che penalizzerebbe ulteriormente coloro che hanno situazioni familiari particolari e complesse: pensate alla famiglia con figli maggiorenni plurilaureati e disoccupati. Tuttavia il sistema dei Ticket e dell’ISEE dovrebbero essere rivisti con urgenza. Personalmente sono esentato per motivi sanitari, ma per accertamenti e farmaci, che sono costretto a fare ed assumere ricevo, col sistema vigente annualmente ricevo con la dichiarazione dei redditi un rimborso d’imposta 19% di circa 1.500 euro. Immaginate quanto sono costretto a spendere nonostante tale esenzione (e le spese mediche non fatturate).
scritto da giuseppe - giovedì 19 luglio 2012 alle ore 8.35
con l'evasione che impera in Italia sono e saranno sempre i dipendenti a pagare tutto: ma quando riusciranno a cambiare veramente le cose? e' molto comodo fare cassa così perchè questo è quello che si sta portando avanti prendere i soldi dai soliti noti
scritto da marina - venerdì 20 luglio 2012 alle ore 15.44
Non ci vuole un mago dell'economia per far emergere i redditi di coloro che non pagano le tasse: assoluto divieto di divulgare notizie su chi segnala, pena il licenziamento immediato per giusta causa a coloro che non rispettano tale direttiva. Un premio quale riduzione dell'irpef come valore percentuale ai singoli segnalatori, un bonus per coloro che segnalano i pubblici dipendenti infedeli e serva come punteggio per l'accesso alla PA nei concorsi, una lista dei pubblici dipendenti infedeli segnalati ed espulsi da sostituire attingendo dalla lista di chi contribuisce al recupero di somme evase, assimilare a pubblici dipendenti i politici di ogni ordine e grado ad eccezione del Pres. della Repubblica, i giudici e i militari.
scritto da vincenzo - martedì 24 luglio 2012 alle ore 15.15

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