Online la bozza della riforma del lavoro pubblico
di Lorenzo Gennari

Online la bozza della riforma del lavoro pubblico

giovedì 5 giugno 2008
Da ieri è disponibile online, sull'home page del ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, la bozza della "riforma del lavoro pubblico e della contrattazione collettiva"

Il ministro Brunetta ha consegnato ieri ai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confsal la bozza della "riforma del lavoro pubblico e della contrattazione collettiva".

Lo stesso documento è poi stato fatto pervenire anche al ministro-ombra del PD Linda Lanzillotta e ai rappresentanti settoriali delle organizzazioni sindacali.

Dopo l'incontro avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri a Palazzo Vidoni, per avviare le consultazioni sul Piano Industriale di riforma della Pubblica Amministrazione, il ministro Brunetta ha chiesto alle organizzazioni sindacali di contribuire con osservazioni puntuali al testo, anche a riguardo della bozza di riforma consegnata.

Come già accaduto per il Piano Industriale, tutti gli interventi potranno essere inviati via email al ministero entro le prossime 48 ore (che saranno presumibilmente messi in rete anche stavolta).

Le modifiche che riguarderanno la PA, sottolinea Brunetta, saranno «improntate a criteri di meritocrazia, premialità e trasparenza», per elevare gli standard dei servizi e dei prodotti offerti ai cittadini. Queste le novità più importanti che Palazzo Vidoni intende applicare: introduzione della cultura della valutazione; modifica della disciplina delle sanzioni; riordino delle disposizioni sulla dirigenza pubblica; riforma della contrattazione collettiva.

I sindacati, da parte loro, auspicano che la riforma punti sì ad un piano di rilancio della pubblica amministrazione in grado di migliorare e rendere più efficiente il servizio al cittadino, ma al tempo stesso che possa riscattare i lavoratori pubblici attraverso una piena valorizzazione delle loro professionalità.

Per questo, sottolinea Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl (Unione generale del lavoro), è opportuno che accanto al tavolo sulla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione si apra anche quello sui rinnovi contrattuali.

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A parte quanto ognuno possa essere d'accordo o in disaccordo, trovarla giusta o inappropriata, o qualsiasi altra considerazione personale, mi soffermo su un particolare banale: L'uso, secondo me ovviamente, inutile di termini inglesi al posto di quelli italiani.
Si inizia con make o buy (fare o acquistare) a pagina 15, si passa al core business (direzione centrale) a pagina 16, per concludere con la classica customer's satisfaction (soddisfazione dell'utenza, o clienti se si vuole) di pagina 19.
Mi viene in mente quel pezzo comico di Walter Chiari, dove fa la differenza fra fra il nome dell'ispettore Càllagan (americano) e l'ispettore Bortolotti (italiano), poi ripreso anche da Grillo in un paragone fra il poliziotto italiano e quello americano. Cavolo, quelli sì che son nomi!
scritto da Linux - domenica 8 giugno 2008 alle ore 12.54

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