Lotta all'abusivismo, esempio del Parco dell'Etna
di Ignazio Burgio

Lotta all'abusivismo, esempio del Parco dell'Etna

venerdì 19 dicembre 2008
I rilevamenti satellitari ed i sistemi informativi territoriali: l'esempio del Parco dell'Etna nella lotta all'abusivismo

A partire dagli anni novanta del secolo appena trascorso, le PA hanno attinto sempre più ai dati provenienti dai satelliti per finalità differenti da quelle tradizionali relative alla Difesa e alla Meteorologia. In campo agricolo e ambientale, per esempio, gli enti preposti alla tutela del patrimonio boschivo contro gli incendi, all'irrigazione delle aree coltivate, alla ricerca di discariche abusive, ecc. si servono dei potenti "occhi" che orbitano sopra le nostre teste per attività di controllo, prevenzione, gestione ottimale e, se è il caso, anche repressione. Le immagini provenienti dai satelliti vengono anche utilizzate per il censimento catastale in ambito urbanistico e per il controllo e la lotta all'abusivismo edilizio, anche e soprattutto nelle aree protette, come il Parco dell'Etna.

Nel caso dell'importante oasi naturalistica siciliana la piattaforma su cui poggia l'intero progetto è naturalmente il SIT, Sistema Informativo Territoriale, il dettagliato complesso di dati del proprio territorio, espresso anche sotto forma di mappe virtuali e cartacee, continuamente aggiornato dalle più svariate fonti, quindi anche dai satelliti. Tramite tutta questa messe di dati è ovviamente possibile conoscere in breve tempo le modifiche avvenute nel territorio, gli edifici di nuova costruzione e gli sbancamenti che solitamente precedono le nuove attività di urbanizzazione, e se non autorizzate, intervenire celermente. Fino ad oggi sono stati identificati nell'area del Parco dell'Etna 1815 edifici abusivi.

Sulla base del PON - Programma Operativo Nazionale 2000/2006 "Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia" è stato avviato il potenziamento dei sistemi di acquisizione dati e di controllo tecnologico del territorio. Tali progetti vengono sostenuti anche dal POR Sicilia 2000-2006 misura 1.0.1 che con il programma "realizzazione, completamento e adeguamento reti di monitoraggio" si è imposto l'obiettivo di realizzare in Sicilia una rete di sistemi informativi territoriali denominati SIRA (Sistema Informativo Regionale Ambientale), finalizzati alla creazione e allo sviluppo delle fonti di conoscenza relative allo stato dell'ambiente ed al loro continuo aggiornamento. In particolare, con tale strumento è stata finanziata l'implementazione della piattaforma SIT dell'oasi naturalistica etnea.

Il Parco dell'Etna si estende su una superficie di 58.367 ettari suddivisi in quattro zone: la A e la B rappresentano il cuore dell'area protetta (insieme raggiungono i 44.628 ettari) costituendone rispettivamente la riserva integrale e quella generale, mentre la C – differenziata in pedemontana e altomontana – ha lo scopo di ospitare gli insediamenti turistici. La D rappresenta infine una sorta di limitata area cuscinetto creata per favorire l'integrazione fra il parco e il territorio circostante. Proprio su quest'ultima zona si è concentrata la gran parte dei casi di abusivismo.

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Abito nel parco naturale del treja che comprende i comuni di mazzano romano e Calcata... ma a mazzano gli abusi edilizi permessi dalla giunta di sinistra hanno "mangiato" la fascia di rispetto e di inedificabilita dei 100 metri dall'affaccio sul canjon del parco cosi che le case di cui si e tollerata e sanata la edificazione gravitano sul poco verde rimasto del parco i9n parola..quando finisce questo storia di cattiva gestione amministrativa e palese corruzione?????? a soli 35km da Roma e da controlli che dovrebbero essere solleciti ed evidenti????
scritto da stefano mostacci - mercoledì 18 febbraio 2009 alle ore 8.57
Calcata e i suoi dintorni sono posti magnifici. Qualche anno fa ci sono passato attirato dalla loro fama sia paesaggistica come anche culturale. Come tutte le belle località meno conosciute d'Italia meriterebbero certamente di essere tutelate meglio, e non fa certo piacere venire a sapere di abusi edilizi da quelle parti. Qui in Sicilia le locali associazioni ambientaliste - pur tra mille difficoltà - cercano in primo luogo di diffondere sempre più la cultura del rispetto paesaggistico e monumentale che unitamente alle specifiche battaglie per questo o quell'obiettivo (sicuramente molto importanti) è secondo me la strategia vincente per un mutamento di mentalità e di comportamenti (anche dei nostri politici). E' certamente un cammino lungo e lento, che sicuramente in qualche modo bisogna accellerare, ma che quantomeno è importante non fermare.
Possono sembrare frasi retoriche queste, ma in questo momento - dopo aver letto con un po' di ritardo la denuncia del Sig. Mostacci - sono le uniche riflessioni che mi vengono in mente.
Cordiali saluti.
scritto da Ignazio Burgio - lunedì 23 febbraio 2009 alle ore 9.34

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