martedì 17 marzo 2009
Harmonise, nuovi strumenti per l'uso delle IT nella Pubblica Amministrazione
a cura di Stefano Gorla
Nasce Harmonise, il nuovo standard europeo per le certificazioni informatiche. Obiettivo? Realizzare un framework comune delle competenze ICT
L'Unione Europea ha finanziato, nell'ambito del programma Leonardo da Vinci, un progetto per poter individuare un modello che consenta di definire un quadro comparativo unitario delle competenze ICT lungo tutta la catena applicativa delle tecnologie che connotano la attuale situazione socio-economica. Il progetto, partito il 1 ottobre 2004 con durata 36 mesi, è denominato HARMONISE ed ha come partners: il CEPIS (Council of European Professionals Informatics Societies), l'irlandese ECDL Foundation Ltd, il tedesco AIFB (Institute for Applied Informatics and Formal Description Methods at the University of Karlsruhe), l'austriaca IFS (Verein fuer Neues Lehren und Lernen, Institute for Future Studies), l'italiana AICA (Associazione Italiana per l'Informatica ed il Calcolo Automatico), l'unghese NJSZT (John von Neumann Computer Society), l'inglese BCS (British Computer Society), l'estoniana EITS (Estonian Information Technology Society), la tedesca GI (Gesellschaft für Informatik e.V).
Un quadro di riferimento delle competenze ICT è utile in primo luogo ai cittadini che possono esercitare il loro diritto allo stabilimento su qualsiasi parte del territorio dell'Unione, una delle quattro libertà fondamentali previste dal Trattato istitutivo della Comunità europea. Allo stato attuale la situazione appare piuttosto confusa, con una miriade di certificazioni offerte da soggetti per lo più rappresentanti imprese private. HARMONISE ha operato un censimento della situazione.
Le certificazioni possono essere ragruppate in tre classi:
- Vendor dependent, legate ai principali fornitori di tecnologie digitali a livello mondiale (vedi Microsoft, HP, Cisco,ecc.), realizzate come strumento di marketing per la fidelizzazione e la promozione delle proprie terze parti. Rappresentano di gran lunga la maggioranza delle certificazioni oggi adottate dal mercato;
- Vendor neutral, legate al software Open Source e di supporto all'interoperabilità fra diversi fornitori. Tuttavia sono alquanto limitate nella loro diffusione;
- Vendor indipendent, che si stanno affermando sempre più e che si possono a loro volta suddividere in 3 sottogruppi:
- certificazioni di sviluppo verticale delle competenze per specifici profili professionali (Sicurezza Informatica, Project Management ICT, Web Management, Data Base Administrator, Network Designer ecc.);
- certificazioni di sviluppo sulle best practices nei processi ICT, come quelle ITIL;
- certificazioni di sviluppo orizzontale delle competenze riferite ai processi ICT ma specifiche per profili professionali, come ad esempio quelle ISEB/SFIA in UK, quelle CIGREF per le grandi imprese in Francia, quelle APO/ITTS in Germania e infine quelle CEPIS/EUCIP, adottate in Italia e in un'altra decina di medi e piccoli Paesi europei.
Al fine di realizzare un framework comune delle competenze ICT, Il rapporto di ricerca Harmonise - consegnato all'UE all'inizio del 2008 - cerca innanzitutto di individuare i pilastri su cui indicare le e-SKILLS, intese come "abilità ad eseguire un insieme di attività sul posto di lavoro conformi a quanto richiesto sul mercato del lavoro". Da questa prima operazione ne potrebbe derivare uno schema armonico delle competenze specifiche sulla base dell'esperienza di successo rappresentata dalla ECDL: "Harmonise will prepare options for achieving greater transparency within the EU and will elaborate ways of clarifying the feasibility of a widely acceptable European approach to qualification and certification for ICT professionals which can draw and build on the successful experience of the ECDL".
Premesso che le tecnologie ICT sono soggette a continue innovazioni che determinano cambiamenti nell'esercizio delle professioni ICT sia in termini di conoscenze, che di applicazione delle conoscenze (SKILL), di contesto di applicazione delle conoscenze (competenze), è necessario - come sostengono gli autori del Survey Harmonise, Hughes e Thomson - aggiungere al "Core Body of Knowledge" delle competenze altri 2 pilastri.
I pilastri individuati in Harmonise sono pertanto 3:
- Competenza: dal possesso di conoscenze elementari e di capacità riferite ad una specifica attività è possibile dimostrare di "saper fare in un contesto dato";
- Integrità, responsabilità, affidabilità: il professionista ICT possiede anche un "codice etico", ossia deve avere la capacità di assumersi una responsabilità per le decisioni che adotta. Le linee del Codice sono indicate dalle istituzioni professionali;
- Riconoscimento: la professionalità ICT è svolta nell'interesse della società, con la consapevolezza di avere un insieme di impegni e di responsabilità.
Ne deriva immediatamente che, per la gestione delle competenze, i responsabili di un'organizzazione sia essa pubblica o privata devono essere consapevoli che il "saper fare nel contesto dato" posseduto dai dipendenti fa parte del patrimonio organizzativo. Pertanto tale patrimonio deve essere valorizzato, condiviso, sviluppato. La certificazione delle competenze in questo senso va intesa nell'ambito del "life long learning" del lavoratore, chiamato ad un upgrade continuo delle conoscenze anche se provvisto di abilitazione professionale. La Comunità Europea lavora da quattro anni con un tavolo tecnico per lo studio e la realizzazione di un framework condiviso a livello europeo sulla base di certificazioni Vendor Independent e che possa nel medio termine affermarsi come standard europeo.
EUCIP è allo stato attuale il primo framework europeo delle competenze informatiche con 2 livelli di certificazione:
- Core, per certificare le competenze di base, da considerare come prerequisito di quelle specialistiche;
- Elective, a livello specialistico con 21+1 profili professionali raggruppabili in 7 aree (IT Business Managers & Professionals, Solution Consultants, e-Business & Innovation Agents, Software Designers, Technical Adviders, Operational Managers, Service Support Specialists).
EUCIP è stato elaborato dal CEPIS in collaborazione con le principali aziende del settore e coinvolgendo un centinaio di docenti universitari europei che hanno costruito un Syllabus per ogni profilo professionale. Si tratta di un punto di partenza importante che deve essere allargato a tutti i pilastri suindicati e non solo limitarsi come ora a quello tecnologico del primo tipo. Al recente Forum delle Competenze Digitali, svoltosi a Roma il 14 Luglio 2008, e dedicato al tema "Le competenze per lo sviluppo" sono stati presentati dal CNIPA i lavori che congiuntamente con AICA e Confindustria si stanno conducendo in merito all'utilizzo del framework EUCIP per la gestione della relazione cliente fornitore nella Pubblica Amministrazione.
Nel Nuovo manuale delle "Linee Guida" CNIPA (a cui collabora AICA) viene posta una correlazione fra le forniture ICT ed i profili professionali EUCIP: le 38 tipologie di forniture ICT descritte nel manuale sono scomposte in 480 attività specifiche. La Pubblica amministrazione, la più grande azienda del Paese, con 25 mila dipendenti inquadrati nelle qualifiche informatiche necessita di profili di dirigenti innovatori, in grado di coniugare una solida professionalità giuridica con conoscenze di organizzazione, di gestione dei processi e di informatica. Adottare e diffondere la certificazione EUCIP nell'ambito della PA può rappresentare una soluzione di miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini.