Facebook e PA: un connubio possibile?
di Annalisa Collacciani

Facebook e PA: un connubio possibile?

mercoledì 3 febbraio 2010
Nel giro di pochi anni si è assistito ad una rivoluzione nel mondo della comunicazione: si è passati dai contenuti unidirezionali della carta stampata e della televisione a quelli on demand della prima generazione del web

Facebook è quindi il luogo ideale per fornire informazioni su tutte le iniziative che coinvolgono la vita comune, il turismo, i rapporti con le istituzioni: dalla sagra ai mercatini, dai concerti alle rappresentazioni teatrali, dalle manifestazioni alle attività istituzionali, dai bandi alle scadenze normative. Il social network è soprattutto strumento per veicolare le attività culturali e di svago e per promuovere e confrontarsi su iniziative che diano soddisfazione al bisogno di appartenenza alla comunità e facilitino il rapporto con le istituzioni. Tante le iniziative possibili, dai concorsi fotografici, letterari e così via, all'organizzazione del Carnevale, ai movimenti di solidarietà. Tante le notizie di interesse pubblico, dalla rassegna stampa comunale agli incentivi pubblici, dai lavori in corso alle campagne di vaccinazione.

Il social network rappresenta una grande opportunità per coinvolgere nella vita pubblica anche i giovani, presenti in gran numero su Facebook. Questa fascia di età, inoltre, può far da tramite con i padri e con i nonni, per le attività che li riguardano. Una buona iniziativa è quella del Comune di Fiorano Canavese che promuove proprio su Facebook gli incontri con i giovani tra i 15 e i 29 anni.

5) Anche in Facebook c'è una netiquette, cioè un insieme di regole di buona educazione

È questo uno dei punti più delicati, che frequentemente viene trascurato dai frequentatori dei social network, ma che una Pubblica Amministrazione, proprio per il suo ruolo istituzionale, non può sottovalutare. Con Facebook la PA si fa più vicina al cittadino e si riscontra anche nel linguaggio che in alcuni casi può essere complice e frizzante, soprattutto quando si rivolge al target più giovane. Tuttavia non si deve mai dimenticare il ruolo istituzionale e bisogna quindi evitare di scadere nel colloquiale, nel banale e nel superfluo. Una scelta oculata dei contenuti è importantissima per non affollare le news dei fan con un numero eccessivo e sovrabbondante di comunicazioni che finirebbero per essere ignorate e potrebbero anche spingere il cittadino, infastidito, a cancellare la propria iscrizione alla pagina.

Il social network non è uno strumento di comunicazione unidirezionale, ma comporta un'interazione che per le Pubbliche Amministrazioni rappresenta un'opportunità di dialogo e confronto con il cittadino. È quindi necessaria la costante presenza istituzionale che moderi i messaggi lasciati in bacheca e non consenta, ad esempio, l'inserimento di messaggi pubblicitari non autorizzati. Un esempio positivo, sia per la scelta dei contenuti sia per l'interazione tra pubblico e privato, è la pagina del Comune di Lodi, dove viene sempre data risposta alle istanze dei cittadini. Mentre in molti altri casi si riscontra che domande e commenti dei fan non trovino alcuna considerazione da parte istituzionale.

Conclusione: Facebook rappresenta per le PA un ottimo strumento di interazione con il cittadino, capace di dare nuova attuazione ai principi di trasparenza, efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa. Per raccogliere la sfida occorre però un utilizzo non superficiale del mezzo, fondato su un'accurata pianificazione strategica e su una gestione caratterizzata da competenza e continuità.

Annalisa Collacciani lavora come consulente per Enti locali. Si occupa di sviluppo di piani di comunicazione integrata. Collabora con il Gruppo SI.net Informatica.
Pagine: 1 | 2 | 3

complimenti! spero che la mia Amministrazione faccia altrettanto!
scritto da ANTONELLA - giovedì 4 febbraio 2010 alle ore 11.41
Bell'articolo, complimenti all'autrice. L'analisi però si è concentrata su comuni medio piccoli dove sicuramente è più semplice stabilire un legame con i cittadini e dove, in genere, più forte è il senso di appartenenza alla comunità. Completamente diverso dovrebbe essere, a mio modo di vedere, l'approccio di un ente di grandi dimensioni.
scritto da Pietro Citarella - martedì 2 marzo 2010 alle ore 11.14
Un buon articolo abbiamo messo online un account su Twitter come Ufficio del Difensore civico di Roma e condivido l'analisi di Annalisa sul futuro della comunicazione delle pubbliche amministrazioni
scritto da Roberto D'Alessio - venerdì 5 marzo 2010 alle ore 9.00
http://www.facebook.com/comunedirovato Complimenti per l'articolo innanzitutto. Voglio brevemente portare l'esperienza di un comune "virtuoso" come quello di Rovato. Il Comune di Rovato (provincia di BS)è attivo su Fb dall'ottobre del 2008. Oltre alla comunicazione diretta e allo scambio di informazioni con i cittadini (2300 contatti su una popolazione di 17000 abitanti), grazie al social newtork è stato possibile durante una forte nevicata nel dicembre scorso avvisare della chiusura delle scuole circa 3000 alunni durante la serata quando le scuole erano ormai chiuse e le comunicazioni "tradizionali" non potevano avere efficacia. Grazie alla collaborazione attiva degli utenti di facebook la mattina successiva soltanto una decina di alunni si sono presentati ai cancelli delle scuole del paese. Questo vuol essere ovviamente solo un piccolo esempio del contributo che un buon utilizzo dei social media può portare anche alle amministrazioni pubbliche.
scritto da Simone fogliata - lunedì 22 marzo 2010 alle ore 12.15

Inserisci il tuo commento

Nome (obbligatorio):
Email (obbligatorio):
Sito:
 
Vuoi salvare questi dati?
Commento:
Codice di controllo:

PA: cosa richiede il cittadino