Improduttività per ignoranza informatica nella PA
di Stefano Gorla

Improduttività per ignoranza informatica nella PA

mercoledì 24 febbraio 2010
Nella nuova società dell'informazione in cui oggi stiamo vivendo è essenziale il ruolo svolto dal capitale umano assai più che la disponibilità delle infrastrutture

Già nel 1996 la Commissione Europea, in "Living and Working in the Information Society - People First", aveva sottolineato che nella nuova società dell'informazione in cui oggi stiamo vivendo è essenziale il ruolo svolto dal capitale umano assai più che la disponibilità delle infrastrutture.

Il Ministro Brunetta, a pag.97 di "Rivoluzione in Corso", concorda pienamente con questa visione: «Innovare non significa procedere all'acquisto di macchinari, prevalentemente informatici, da mettere al servizio delle cose che già si fanno per continuare a farle sempre nello stesso modo. L'innovazione non è solo il servizio che la tecnologia rende a quanti sono addetti alla produzione, anzi, nel campo dei servizi e quindi della PA il soggetto principale dell'innovazione è il servizio stesso. E la testa di chi lo fornisce». Ne consegue che l'attenzione va alla formazione sia per chi è in cerca di occupazione, ma anche per chi è occupato e rischia di diventare "obsoleto" nonostante le qualifiche possedute.

Danzinger, Jenning e Park (in "ICT Training; Center for research on ICT and Organizations" del 1999) sostengono che l'aumento della produttività è in funzione dell'uso che le persone fanno degli strumenti informatici. A questo punto abbiamo gli elementi logici necessari per approfondire la catena: INNOVAZIONE --- FORMAZIONE --- PRODUTTIVITA' -- SVILUPPO ECONOMICO.

AICA ed SDA Bocconi hanno preso in considerazione la PA centrale per verificare i costi che l'ignoranza informatica dei dipendenti determina in termini di produttività mancata. Uno studio decisamente interessante e fondamentale per conoscere le cifre sul campo. Il punto iniziale da cui dobbiamo partire è sempre l'INNOVAZIONE che si qualifica tale se la spesa che la genera non determina ulteriore spesa, ma risparmi e aumento della produttività. Ma affinchè questo sia possibile è che chi decide di spendere conosca il processo lavorativo della PA e abbia una strategia di cambiamento adeguata.

Nella PA il rapporto tra computer installati e dipendenti informatizzabili è di 1,3. Dall'indagine di AICA-SDA emerge che il 51% degli impiegati pubblici passa più del 60% del proprio tempo lavorativo a contatto con un computer. Inoltre, il 14% della forza lavoro trascorre più dell'80% del proprio tempo lavorativo sul computer. La media generale si attesta al 61% del tempo trascorso al PC.

Per tradurre in valore il costo della improduttività durante il lavoro con il computer occorre conoscere che, secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato, il costo annuale medio di un dipendente della PA centrale ammonta a 45.000 € l'anno. Poichè i dipendenti pubblici risultano perdere circa 1 ora e 10 minuti alla settimana, corrispondente al 3,2% del tempo lavorativo settimanale di 36 h, il valore annuale di perdita ammonta a 1.439 € annui per dipendente. Più nello specifico, il costo dell'ignoranza corrisponde ad una parte del tempo perso al PC(35%). Si tratta infatti della non conoscenza degli strumenti e dell'help dato ai colleghi in difficoltà che in valore ammontano a 504 € annui per dipendente.

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Direi che manca un tassello al ben documentato articolo: la voce ORGANIZZAZIONE. Se non c'e' analisi del flusso procedurale e riorganizzazione, l'aumento di stazioni di lavoro e l'aumento di ore di formazione si trasformeranno ineluttabilmente in perdite di tempo. Troppo spesso, infatti, quando si automatizzano procedure, si automatizzano le stesse inefficienze che caratterizzano le procedure cartacee, perche' non sempre c'e' la volontà di rivedere profondamente e nel concreto la parte organizzativa.
Non si tratta quindi solo di formare i dipendenti che sono ignoranti (e gia' il titolo dell'articolo, se mi consentite, non e' un gran che) ma di rivedere i modelli organizzativi.
scritto da Licia Betterelli - giovedì 25 febbraio 2010 alle ore 9.03

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