giovedì 22 aprile 2010
SIL, Sistema Informativo Lavoro
a cura di Rosalba Mancuso
Procede a ritmo serrato il processo di ammodernamento informatico della Pubblica Amministrazione
Si parla di vera e propria rivoluzione digitale anche nel caso dei servizi pubblici per l'occupazione, gestiti da Regioni e Province tramite gli ex uffici di collocamento, oggi Centri per l'Impiego. Ma per monitorare lo stato delle politiche pubbliche per il Lavoro ed evitare i fenomeni di esclusione e marginalizzazione sociale, il legislatore ha individuato una necessità tecnologica irrinunciabile: il conferimento e la condivisione dei dati delle amministrazioni locali, a specifici portali nazionali coordinati dal Ministero del Lavoro. Questo procedimento, in gergo informatico, viene chiamato SIL, Sistema Informativo Lavoro, che raccoglie dati ed informazioni provenienti dalle comunicazioni informatiche degli enti locali decentrati.
Il SIL, tecnicamente, costituisce il sistema nervoso della metodologia informatica finalizzata al conferimento ed alla condivisione dei dati di tutti i protagonisti del mercato del lavoro, che sono i CPI, gli intermediari Privati, utenti in cerca di occupazione ed aziende a caccia di personale. Il primo vagito del SIL si ha a partire dalla metà degli anni 80, anche se la vera e propria struttura organizzativa del Sistema nasce nei primi anni '90, nel 1995, per l'esattezza. All'epoca i gestori del sistema erano esclusivamente il Ministero del Lavoro e gli Enti di Previdenza. Ci si collegava al nodo nazionale per conferire i dati archiviati. Con le norme sul decentramento amministrativo che conferisce potestà gestionale in materia di politiche attive del Lavoro a Regioni e Province, si creano nodi informatici decentrati, dove gli enti locali archiviano e scambiano le informazioni. Si passa così dal concetto di gestione delle informazioni, al concetto di cooperazione applicativa, dove la PA nazionale ha solo il compito di coordinamento dei nodi provinciali e regionali, che si collegano tra loro attraverso domini web interfacciati da interconnessioni.
In tal modo, una voce di un'altra regione può essere cercata nel portale di una provincia diversa. Questa mole imponente di informazioni deve poi essere correlata ad un portale nazionale, come previsto dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (articolo 15 comma 3). Con la Riforma Biagi, infatti, il SIL subisce una vera e propria trasformazione, perché viene introdotto un altro importante strumento informatico per il conferimento e lo scambio di informazioni sulle aziende e sui lavoratori: la Borsa Nazionale Continua del Lavoro. Un portale dove gli utenti possono registrarsi inserendo dati anagrafici, curriculum e posizione lavorativa ricercata e dove le imprese possono cercare personale. Queste informazioni, mirate all'incontro tra domanda ed offerta di lavoro, possono essere inserite liberamente ed in maniera trasparente anche dagli intermediari pubblici e privati del mercato del lavoro.
I miglioramenti e l'efficienza informatica del sistema si sono così orientati sulla necessità di rendere verificabile la validità delle informazioni immesse, nel rispetto della privacy, realizzata attraverso l'utilizzo di precisi codici identificativi. Con la Finanziaria 2007, viene creato un nuovo modulo di comunicazione informatica, quello delle comunicazioni obbligatorie, cioè la comunicazione online delle assunzioni, dei licenziamenti e delle trasformazioni dei rapporti di lavoro. Il SIL, così, cambia volto, e viene, prima, identificato con la Borsa Nazionale Continua del Lavoro, poi, con un sistema informatico a parte a cui si accompagna il sistema delle CO (Comunicazioni Obbligatorie). Con i decreti interministeriali del 2007 e la progressiva definizione del decentramento amministrativo, il Sistema appare nella sua reale configurazione e cioè la Borsa Nazionale Continua del Lavoro, con i suoi dovuti riferimenti provinciali e regionali (da far confluire sempre nel portale nazionale), che diviene lo strumento per favorire domanda ed offerta di lavoro; il SIL, sempre più gestito dagli enti regionali, che diventa Sistema Informativo del Lavoro Regionale, un sistema chiuso dove si realizza lo scambio di informazioni tra enti pubblici ed, infine, il sistema delle Comunicazioni Obbligatorie.
Tutto questo forma la Rete di Servizi per il Lavoro. Anche se i tre sistemi consentono un'interconnessione tra loro per lo scambio delle informazioni, allo stato attuale sono considerati dei sistemi autonomi che gestiscono processi di natura amministrativa. Lo evidenzia il rapporto SIL 2008 curato dall'Isfol. Un'indagine circostanziata sullo stato dell'arte del Sistemi Informativi del Lavoro e sullo stato di utilizzo da parte degli enti pubblici. Anche la Comunità europea con le sue direttive ha invitato l'Italia a verificare e potenziare le strategie di comunicazione informatica nei sistemi del collocamento pubblico per migliorare le politiche attive del lavoro, favorire l'inserimento occupazionale dei cittadini ed evitare le differenze territoriali. Nel rapporto Isfol, l'indagine è stata condotta tramite questionari che i Centri per L'Impiego hanno compilato direttamente online, tramite il sistema di raccolta dati Cawi (Computer Assited Web Interview), accedendo al sito www.indaginicawi.it. Ebbene, l'indagine ha permesso di monitorare l'andamento dei processi informatici e dello scambio di informazioni tra i soggetti coinvolti nelle politiche del lavoro, permettendo di conoscere cosa è cambiato dalla Riforma del Collocamento e cosa deve ancora essere migliorato.
Ad ottobre 2007 (periodo di aggiornamento dei dati) i cittadini iscritti alla Borsa Nazionale Continua del Lavoro erano circa 188 mila, 97 mila donne e 91 mila uomini. La maggior parte erano residenti nelle Regioni del Centro Italia. Oltre 50 mila iscritti erano in possesso del titolo di studio della Laurea, pari al 26,6% del totale. Più di 142 mila iscrizioni sono state effettuate da intermediari del collocamento (soggetti pubblici e privati), pari a circa il 73% delle iscrizioni. Le aziende iscritte erano quasi 3mila, mentre gli intermediari pubblici 271, contro gli oltre duemila intermediari privati. A parte le iscrizioni, l'indagine Isfol, si è soffermata anche sull'utilizzo e la condivisione delle informazioni inserite nel portale della Borsa, per favorire l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Lo studio mostra che le candidature nel 94% dei casi sono state presentate direttamente dai cittadini e solo nel 6% dei casi da intermediari del collocamento. Per quanto riguarda la ricerca di profili professionali, sempre attraverso il sistema della Borsa Nazionale Continua del Lavoro, il 67,4% delle ricerche è stato effettuato dalle aziende, il 18,6% da intermediario privato ed il 14% da intermediario pubblico. Per quanto riguarda l'utilizzo della Borsa Nazionale Continua del Lavoro da parte dei CPI, per la condivisione delle banche dati, il rapporto Isfol sui Centri per L'Impiego del 2008, evidenzia che l'utilizzo dei nodi locali di Borsa Lavoro avviene nel 50% dei casi per i CPI del Centro Nord ( nodo provinciale), nel 46% per il nodo regionale e nel 30,9% per il nodo nazionale. Mentre la percentuale dei CPI del Sud Italia che condivide i dati dei tre nodi di Borsa non supera il 10%.
La Borsa può anche essere usata come strumento di raccolta di informazioni sul lavoratore. Anche in questo aspetto l'indagine Isfol evidenzia uno scarso utilizzo da parte dei CPI. Una percentuale di non utilizzo che si mantiene elevata sia nelle Regioni del Nord che in quelle del Sud. Situazione simile per quanto riguarda l'utilizzo della Borsa Nazionale Continua del Lavoro per raccogliere informazioni sulle aziende. Non lo fa l'80% dei CPI del Centro Nord contro il 90% di Sud e Isole. La condivisione dei dati di Borsa tra CPI ed altri intermediari si attesta sempre su alte percentuali di non utilizzo. Il sottoutilizzo della Borsa rilevato dal rapporto Isfol è stato, probabilmente, determinato dalla condivisione dei dati, da parte degli operatori, con i SIL locali dove esistono banche dati costantemente aggiornate di lavoratori ed aziende, gestibili dagli stessi operatori dei Centri Pubblici per L'Impiego.
Di competenza regionale è, infatti, la gestione del sistema delle Comunicazioni Obbligatorie. Il mittente regionale invia i dati al Ministero del Lavoro che li inoltra agli enti di competenza INPS- INAIL ed ai domini regionali di residenza del lavoratore e dell'azienda, inviando al mittente regionale la ricevuta di conferma della ricezione. Con questo meccanismo si realizza il sistema della cooperazione applicativa, pensato dal legislatore per i servizi informatici ed informativi della PA orientati alla semplificazione amministrativa. La trasmissione del file avviene in formato XML. Ogni regione può usare un proprio sistema informatico di trasmissione dei dati che risponde ad adeguati standard di verifica e validazione delle informazioni inserite. Sono sempre le regioni che hanno il compito di controllare la validità dei dati immessi nelle comunicazioni obbligatorie. E sono sempre le regioni che rilasciano la ricevuta di presa in carico del modulo, in formato xml o pdf. Il Servizio Informatico Regionale non accetterà l'invio del file se non verranno compilati tutti campi obbligatori previsti e se non si rispettano gli standard minimi di formato. In alcune regioni il sistema di accreditamento per inviare le comunicazioni obbligatorie, tramite login con nome utente e password, è provinciale, in altre, come il Piemonte, è regionale. Altre Regioni, prima della messa a punto di un proprio sistema, hanno chiesto l'utilizzo di un dominio transitorio messo a disposizione dal Ministero del Lavoro. Anche le Comunicazioni Obbligatorie costituiscono un valido strumento di raccolta di informazioni sul lavoratore. L'indagine Isfol rileva che sono sempre le regioni del Mezzogiorno a non aver usato questo strumento per la raccolta di informazioni sul lavoratore, contro un maggiore utilizzo da parte dei CPI del Centro Nord.