venerdì 21 maggio 2010
Protocollo d'Intesa Google-Ministero PA: Obiettivi, Strumenti e Stato d'attuazione
a cura di Ermanno Cece
Pubblicaamministrazione.net al Forum PA incontra Mario Dal Cò, Andrea Aymerich e Paolo Vanuzzi
Al ForumPA, Pubblicaamministrazione.net ha incontrato Mario Dal Cò, consigliere per l'innovazione del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Andrea Aymerich, Responsabile di Google per il mercato della PA, e Paolo Vannuzzi, General Manager di Global Base, partner certificato dell'azienda di Mountain View per la progettazione e realizzazione di soluzioni basate sul "search". Durante l'incontro, presentato da Aymerich, Dal Cò e Vannucci hanno spiegato quali sono gli obiettivi e lo stato di attuazione del Protocollo d'Intesa sottoscritto il 23 febbraio 2010 a Palazzo Vidoni tra il Ministro Renato Brunetta, il Country Manager di Google Italia Stefano Maruzzi e il Capo Dipartimento per la Digitalizzazione della PA Renzo Turatto, per applicare il motore di ricerca ai servizi della PA.
Dal Cò ha introdotto il discorso sulle problematiche che la PA deve risolvere in tema di digitalizzazione e di interoperabilità, sulle finalità del protocollo ed i risultati che si intendono raggiungere attraverso gli strumenti che ne fanno parte. Vannucci, invece, ci ha illustrato come gli strumenti possono operativamente aiutare il cittadino ad usufruire dei servizi della PA in maniera più semplice ed intelligente. Infine, Dal Cò ha risposto ad altre domande chiarendo dubbi sulla valenza del Protocollo e dell'utilizzo degli strumenti propri del Web 2.0 da parte della PA.
Quali sono le necessità che hanno portato alla firma del protocollo?
Dal Cò: Il protocollo d'intesa tra il Ministero e Google prende le mosse dalla consapevolezza che l'interoperabilità della PA, intesa come capacità di connessione e dialogo tra le diverse strutture della Pubblica Amministrazione ed i cittadini, è assolutamente insufficiente. Inoltre, la scarsa diffusione nell'utilizzo di Internet e degli strumenti propri del Web 2.0 rende ancora più sentito il problema legato alla trasparenza e alla "accountability" della PA nei confronti del cittadino. Di conseguenza, c'è la necessita di pianificare un percorso, prima di tutto di valenza culturale, finalizzato a ridurre o eliminare gli ostacoli che ancora oggi non consentono ai cittadini di usufruire dei servizi messi a disposizione dalla PA.
Il Protocollo d'Intesa è quindi inteso a risolvere queste problematiche?
Dal Cò: Il Protocollo nasce dall'incontro dell'esigenza della Pubblica Amministrazione di crescere nel proprio processo di digitalizzazione con la capacità di Google di mettere a disposizione i propri strumenti di analisi e di ricerca allo scopo di creare un portale "dinamico", in cui il cittadino sia in grado di utilizzare in maniera più "intelligente" i servizi della PA. Non si tratta di sviluppare strumenti nuovi, creati ad hoc nell'ambito del progetto, ma di sfruttare al meglio la tecnologia esistente per consentire di comprendere le esigenze dell'utente e allo stesso tempo consentire allo stesso di orientarsi più facilmente tra la miriade di informazioni fornite attraverso i vari portali e siti web pubblici. Sotto questo punto di vista, il ruolo dei motori è centrale nello sviluppo della comunicazione Web 2.0, in quanto alimenta l'interesse del pubblico verso i contenuti della rete.
Quali strumenti di Google sono previsti dal protocollo e come li state utilizzando?
Paolo Vannuzzi: Proprio in questa fase, stiamo utilizzando strumenti quali Google Analytics e Google Statistiche di Ricerca per comprendere dati e metriche relativi alla fruizione di servizi e contenuti e alla loro reperibilità online. Per il settore pubblico, questi fattori sono di primaria importanza per poter innovare e migliorare l'accesso ai propri canali di comunicazione. Da questa analisi comprenderemo, ad esempio, quali sono i servizi più ricercati, i siti più attivi e quelli contenenti informazioni di pubblica utilità più facilmente rinvenibili attraverso il motore di ricerca. Queste informazioni saranno poi fornite tramite la pubblicazione di reportistiche ad hoc all'interno di portali come "Linea Amica", "Portale del Cittadino" e "Innovazione Pa". Inoltre, per migliorare la trasparenza ed il gradimento della cittadinanza, si sta lavorando su un motore di ricerca "costumizzato" (Google Custom Search), che consentirà all'utente di affinare la ricerca, aggiungendo una macrocategoria alla tipica parola chiave di Google. A parte i risultati testuali, l'utilizzatore del motore potrà anche verificare la presenza di siti e servizi effettivamente operativi attraverso uno strumento specifico che calcolerà il grado di correlazione dei risultati estrapolati con il tema oggetto di ricerca.
Il protocollo riguarda sistemi di gestione particolari interni alla PA?
Dal Cò: No, assolutamente. Il protocollo si pone come "strumento di colloquio generale" con i cittadini e non riguarda la realizzazione di progetti particolari all'interno di istituzioni pubbliche. Comunque, è chiaro che attraverso esso si vuole creare un' "infrastruttura culturale" che fornisca una base solida per la implementazioni di applicazioni future oltre a fungere da traino per creare altri servizi validi e trasparenti.
Al fine di verificare il gradimento del pubblico, è previsto l'utilizzo di soluzioni popolari proprie del Web 2.0, come ad esempio emoticon, sondaggi e altri strumenti di feedback simili?
Dal Cò: Il tema è di assoluta rilevanza e su questo punto occorre essere molto chiari. La comunicazione sociale esprime tendenze e mode, che per loro natura seguono eventi del tutto particolari, per di più legati ad una serie di influenze di vario tipo.
I sondaggi, ad esempio, sono strumenti importanti in quanto generano informazione sul momento, ma non fanno cultura. I dati relativi a strumenti Web 2.0 sono poi di troppo facile manipolazione. Di questo dobbiamo avere una consapevolezza critica. Di conseguenza, la PA, come sistema istituzionale espressione della preferenza espressa dal cittadino in sede elettorale, necessità di utilizzare strumenti critici e di analisi superiori rispetto a quelli propri di altri settori. Questo significa che la Pubblica Amministrazione deve conoscere gli strumenti propri del Web 2.0 ma utilizzarli per accrescere la propria "accountability" e trasparenza nei confronti del cittadino. Ciò richiede anche un ulteriore sforzo di etichettatura dei dati e documenti pubblici affinché l'origine di essi possa essere sempre rintracciabile.
Cos'è il Centro di competenza?
Dal Cò: è prevista l'attivazione di un Centro di Competenza presso un primario ente universitario, per supportare, sperimentare e diffondere le tecnologie oggetto del protocollo. Al momento, comunque, non è stato formalizzato alcun accordo.
Gli strumenti del Protocollo
- Google Analytics è uno strumento di analisi dei dati che consente di ottenere informazioni dettagliate sul traffico di un sito web.
- Google Statistiche di ricerca è uno strumento che consente di confrontare modelli di volumi di ricerca per aree geografiche, categorie, intervalli di tempo e proprietà web.
- Google Custom Search permette di creare una esperienza di ricerca personalizzata per ogni sito web.