Il Programma MEDIA dell'Unione Europea
mercoledì 8 settembre 2010

Il Programma MEDIA dell'Unione Europea

a cura di Alfredo Bucciante
Supporta le produzioni, i festival e la distribuzione delle opere audiovisuali europee, nonché la formazione e l'utilizzo delle nuove tecnologie

Cosa hanno in comune The Millionaire, The Duchess, Man on Wire o Le vite degli altri? Sono tutti film recentemente vincitori di uno o più Oscar, e sono tutte pellicole che sono state parzialmente finanziate dal Programma MEDIA dell'Unione Europea.

Allo stesso modo, anche altri successi del passato sono stati interessati dal programma, come ad esempio La vita è bella, Il favoloso mondo di Amélie, Persepolis o Volver. Il programma MEDIA è nato con lo scopo di supportare l'industria dell'audiovisivo in Europa. Sviluppato per il quinquennio 1991-1995 con il nome di Media I, il programma è stato successivamente seguito da media II (1996-2000), da Media Plus (2001-2006) e dall'attuale Media 2007, che coprirà un periodo che arriva fino al 2013.

Sempre sul fronte cinematografico, ha finanziato finora circa 100 festival e l'uscita di 300 film all'anno. E tra quelli che escono dai confini europei, nove su dieci hanno beneficiato del supporto del programma. I suoi obiettivi generali sono di preservare la diversità culturale europea e il suo patrimonio cinematografico ed audiovisuale, di favorire e migliorare la circolazione delle opere cinematografiche in Europa e fuori dal territorio dell'Unione, di rafforzare la competitività del settore nel quadro di un libero mercato. Nel corso degli anni il budget a disposizione per la promozione è progressivamente cresciuto, dai 200 milioni di euro previsti per il primo programma a 265 nel secondo e 513 nel terzo, con un totale - solo in quest'ultimo - di 8.000 progetti finanziati.

L'ampliamento del programma è stato ovviamente conseguenza del progressivo allargamento dell'Unione, e deriva anche dal fatto che il programma è stato prorogato di un anno (inizialmente di milioni ne erano previsti 350). Per l'attuale sessione è previsto un finanziamento totale di 755 milioni di euro. Gli ambiti di applicazione saranno concentrati prevalentemente sulla preproduzione e sulla postproduzione delle pellicole, ed in particolare sulla circolazione delle opere audiovisuali di produzione europea all'interno ed all'esterno del territorio dell'Unione. Si stima, inoltre, che per ogni euro stanziato dal Programma, ne vengano generati 6 in investimenti privati, con quindi un conseguente effetto-traino dell'economia.

Ogni anno viene predisposto un programma di lavoro (pdf) dettagliato e specifico. Sono presentati voce per voce i costi previsti, attraverso schemi e tabelle, e vengono presentati uno per uno tutti i sotto-programmi e i bandi per ciascun settore, comprensivi di obiettivi, possibili beneficiari e criteri di attribuzione. Il programma si sviluppa attraverso diversi settori quali la distribuzione, la promozione, i festival, la formazione e le nuove tecnologie, come ad esempio i video on demand e il cinema digitale.


Ad esempio, i festival che hanno ricevuto supporto sono più di cento. Sempre sul sito è possibile visualizzare anche gli importi erogati negli anni precedenti. Ovviamente, non può mancare il contributo alle produzioni indipendenti, che si snoda attraverso tre linee operative. Queste in particolare sono il supporto ai progetti, i finanziamenti agevolati (programma i2i Audiovisual) e i progetti transnazionali che riguardano produttori e broadcaster televisivi.

C'è anche uno specifico progetto sul rafforzamento delle piccole e medie imprese che operano nel settore, considerate l'ossatura dell'intero sistema produttivo. Per quanto riguarda la formazione, essa si snoda in due settori, uno che mira alla creazione di network paneuropei per aiutare stabilmente i professionisti del settore, l'altro punta sulla cooperazione tra le scuole ed università con le imprese audiovisive, anche attraverso tirocini ed appositi programmi di studio.

Sul sito si possono trovare i corsi finanziati da Media, che ogni anno vedono la partecipazione di circa 1.500 operatori del settore e riguardano lo sviluppo di progetti, la gestione finanziaria e l'utilizzo di nuove tecnologie. Il programma cercherà anche di operare nel senso di un bilanciamento tra paesi con maggiore e minore produttività in termini di film, e sostiene la digitalizzazione mettendo in campo misure che ne accompagneranno la diffusione.

La digitalizzazione, insieme con il video on demand, sono infatti visti come un fattore che può contribuire al raggiungimento di una audience maggiore, dal momento che slega le pellicole dal loro supporto fisico. Il programma si occupa, comunque, anche della distribuzione delle opere in senso tradizionale, con un'apposita branca del programma che mira ad incoraggiare la circolazione. Qui il meccanismo si snoda attraverso il supporto agli agenti di vendita, ai cinema e alle proiezioni cinematografiche. C'era anche un finanziamento per la pubblicazione di DVD, terminato però nel 2006.

Anche paesi europei non appartenenti all'Unione Europea, ma al Consiglio d'Europa, possono aderire a MEDIA, oltre a quelli per i quali sono avviate delle procedure di ingresso. Sono ammesse forme di partecipazione al programma totali o parziali. Requisito di base per aderire è l'aver siglato la Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera.

Da non confondere con la direttiva Televisione senza frontiere, la principale norma riguardante la politica audiovisiva dell'Unione Europea, la Convenzione nasce in seno al Consiglio d'Europa, ed ha come obiettivo quello di favorire la trasmissione transfrontaliera e la ritrasmissione di programmi televisivi. C'è infine un ambito del programma che guarda all'Europa e ai suoi sempre più frequenti rapporti con paesi terzi: si chiama MEDIA International, e troverà dal 2011 maggior compiutezza attraverso MEDIA Mundus.

Il budget in questo caso è però molto più basso rispetto al programma ordinario: erano 2 milioni di euro per il 2008-2009, che saliranno a 5 per il 2009-2010 e a 15 per il 2011-2013.




Versione originale: http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/articoli/2487/il-programma-media-dellunione-europea.html