Gli
giovedì 24 gennaio 2008

Gli "scontrini parlanti" e la nuova tessera sanitaria

a cura di Ignazio Burgio
Con l'inizio del 2008 cambia la normativa riguardante il rapporto tra cittadini e Sanità: la nuova tessera sanitaria diventa pienamente operativa e mostra tutte le sue potenzialità nel monitoraggio della spesa farmaceutica

Con il decreto dello scorso 21 dicembre 2007 (GU n. 2 del 3-1-2008) il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha fissato per il prossimo 29 febbraio 2008 la fine della fase sperimentale circa il monitoraggio della spesa sanitaria in 8 regioni italiane (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle D'Aosta e Veneto), e la sua definitiva entrata in vigore a partire dal giorno successivo.

Fulcro di tale progetto sono ovviamente le tecnologie informatiche ed i dispositivi elettronici di recente introduzione, in particolare la cosiddetta tessera sanitaria. Distribuita a partire dal 2004 a tutti gli assistiti italiani, nella sua versione normale riporta i dati anagrafici ed il codice fiscale del proprietario e, sul retro, i codici necessari per garantire ad ogni cittadino italiano l'assistenza sanitaria in ogni paese della Comunità Europea (con l'aggiunta di Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda), in sostituzione del vecchio modello cartaceo E111. Sempre nella parte posteriore, inoltre, i medesimi dati dell'assistito sono ripetuti sotto forma di codice a barre e memorizzati su banda magnetica, al fine di consentirne la lettura da parte dei diversi dispositivi elettronici.

Dal punto di vista dell'utente, uno dei vantaggi della tessera sanitaria (che - salvo in Lombardia - non sostituisce il vecchio libretto sanitario) è la velocizzazione di tutto l'iter sanitario, per prescrizioni mediche, prenotazioni di esami e visite specialistiche, ritiro di referti e medicinali, o anche per fruire di cure termali. Viceversa, dal punto di vista degli Enti Pubblici vuole essere un efficace strumento per il monitoraggio di tutte le spese sanitarie, dalla quantità e qualità delle prescrizioni mediche, alle statistiche sull'utilizzo dei servizi ospedalieri, fino ai dati dettagliati relativi al consumo di farmaci (ad esempio se di marca o generici, se prelevati da assistiti dotati di esenzione).

Di genere differente sono invece le tessere sanitarie di Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Sicilia, in quanto dotate anche di un microchip che consente agli utenti di usufruire di servizi aggiuntivi (una volta abilitati), quali la fornitura rapida di certificati anagrafici o di altro genere presso gli uffici pubblici, il pagamento di servizi vari e la possibilità di ottenere finanziamenti regionali.

Tutte queste potenzialità, che valgono a denominare la tessera sanitaria di queste 3 regioni come carta regionale dei servizi, dovrebbero consentire di rendere più facile la vita ai cittadini lombardi, friulani e siciliani, i quali – una volta implementato il servizio - dovrebbero avere anche la possibilità di effettuare queste operazioni a casa dal proprio computer.


Cosa cambia per medici e pazienti

A partire dal 1 gennaio 2008 su tutto il territorio nazionale (salvo che in Toscana, regione che si è tirata fuori da questo sistema) per ricevere una qualsiasi prestazione medica assistita e per acquistare medicinali mutuabili in farmacia è indispensabile presentare oltre alla ricetta anche la tessera sanitaria in questione, che sia quella propria o di altre persone (nel caso in cui ad esempio si prendano i farmaci per un proprio familiare).

Questo perché, in base all'art. 50 della legge n. 326/2003, l'operatore deve assicurarsi che il codice fiscale della ricetta coincida con il codice fiscale dell'intestatario prima di trasmettere la ricetta medesima alle ASL. Tuttavia il medesimo art. 50 prevede che anche in assenza di tessera sanitaria, il farmacista debba ugualmente fornire i medicinali all'assistito purché la ricetta sia provvista di valido codice fiscale. E qui possono sorgere i primi problemi.

Come infatti hanno constatato i farmacisti dell'Umbria e dell'Abruzzo, dove la fase sperimentale è già terminata nel 2006 ed entrata a regime dal 1 gennaio 2007, almeno la metà di coloro che entrano in farmacia è sprovvisto di tessera. La conseguenza è stata che il 50% delle ricette sono state trasmesse alle ASL con la dicitura automatica di "codice difforme" dal momento che non è stato possibile effettuare il doppio confronto.

Poiché la legge prevede anche una sanzione di 2 euro per ogni ricetta anomala, le associazioni di categoria come la Federfarma, oltre a protestare contro questa disposizione, raccomandano ai farmacisti di sensibilizzare la propria clientela, motivandola anche in ragione della recente introduzione del cosiddetto "scontrino parlante".

Al fine di poter detrarre dalle tasse il costo dei farmaci infatti, dal 1 gennaio è obbligatorio che lo scontrino della farmacia debba contenere la dicitura "farmaco", il nome e la quantità delle confezioni ed il codice fiscale di chi lo utilizzerà. Quest'ultimo non potrà più essere inserito a penna dall'utente, ma dovrà essere riportato automaticamente da un apposito registratore di cassa "parlante" collegato al software gestionale in grado di prelevare il medesimo codice, tramite i dispositivi ottici, normalmente proprio dalla tessera sanitaria.


Monitorare la spesa sanitaria

Se questo è il panorama sanitario e farmaceutico nazionale, la Regione Sicilia intende sfruttare al meglio le nuove procedure informatiche per mettere ordine soprattutto nella spesa farmaceutica - da essa stessa definita "fuori controllo" - che nel 2006 ha raggiunto il 17,70% del Fondo sanitario regionale, cioè di quasi cinque punti superiore al tetto massimo stabilito per legge, ovvero il 13%.

Con alcune direttive varate nello scorso anno – in primo luogo la legge regionale n. 12 del 2-5-07 – l'Assessorato alla Sanità ha raccomandato ai medici di base ed ai farmacisti di dare la priorità ai farmaci generici dotati del miglior rapporto costo/beneficio (salvo diverso parere del medico curante giustificato da adeguata documentazione clinica).

Tramite altre disposizioni pubblicate sempre lo scorso anno il governo regionale siciliano ha esplicitamente raccomandato alle ASL locali di servirsi della Tessera Sanitaria e delle informazioni di ritorno ricavate dal suo regolare utilizzo nelle farmacie per monitorare il rispetto delle disposizioni di cui sopra da parte di medici di base e farmacisti. Cosa naturalmente più facile a dirsi che a farsi.

Come nel caso anche di altre regioni, in Sicilia sono numerosissime le piccole farmacie di provincia i cui addetti trovano non poca difficoltà a servirsi delle nuove tecnologie e ad assumere anche la veste di operatori informatici, quando non vengono messi in difficoltà dagli stessi medici curanti. Basti pensare ad esempio che in molti casi nelle ricette il codice fiscale si trova inserito a penna, e non stampato dal programma gestionale come dovrebbe essere, cosa che rende impossibile al lettore ottico rilevarlo correttamente, costringendo il farmacista ad inserirlo manualmente con il rischio di commettere errori.

L'utilizzo generalizzato della tessera sanitaria da parte di utenti e farmacisti dovrebbe in teoria ovviare a tali difficoltà, ma come fanno notare in molti, ciò sarà possibile solo a seguito di una campagna informativa non solo da parte delle farmacie e delle loro associazioni, ma anche da parte dello stesso governo nazionale sui vari mass media. Il che non è ancora avvenuto.

Ma come si ricava dal documento programmatico "Atto di indirizzo per la politica sanitaria nel triennio 2007-2009 e per l'aggiornamento del piano sanitario nazionale" (p. 11) la Regione Sicilia si aspetta in realtà altre preziose informazioni dall'utilizzo generalizzato della tessera e dalla puntuale spedizione dei dati delle ricette.

L'obiettivo è «raggiungere in tempi certi, ancorché compatibili con l'allestimento tecnico, standard informatici in grado di "leggere", per ogni prescrittore e per ogni utente, l'andamento individuale della spesa farmaceutica e, in generale, delle prescrizioni a carico del SSR. Verificare, sulla base di dati attendibili e validati, se esista la possibilità di attribuire ai MMG (medici della mutua) tetti di spesa per il consumo farmaceutico. Individuare, con utilizzo della carta sanitaria individuale, il numero massimo di farmaci prescrivibile per ogni assistito, stabilendo opportune ed estensive deroghe per i pazienti certificati come cronici».

È ovvio che tali obiettivi – che non coinvolgono tanto i farmacisti, quanto in primo luogo i medici di base – possono essere perseguiti solo con un dettagliato e costante monitoraggio delle prescrizioni farmacologiche, sulla base delle relative informazioni telematiche di ritorno, tramite le quali poter costruire la storia dettagliata dell'attività dei medici, dei medicinali e finanche dello stato di salute dei singoli assistiti.


Il problema della privacy

Questo però finirà col porre problemi di altra natura, relativi alla privacy ed alla sicurezza. In una recente audizione parlamentare, il Garante della Privacy ha espresso molte perplessità riguardo alla tessera sanitaria in genere ed ad un caso particolare, quello della Regione Lombardia, la cui tessera consente di accedere a tutta la storia sanitaria dell'assistito (prescrizioni, prestazioni, riferimenti ai referti di esami).

In teoria solo il medico curante dovrebbe avere accesso a tutti questi dati personali, col consenso del suo stesso paziente, tramite una tessera sanitaria differente da inserire in un apposito lettore insieme a quella del suo assistito. Tuttavia il Garante ha esplicitamente affermato che il sistema non è sufficientemente tutelato.

Alcuni medici di famiglia hanno addirittura segnalato la possibilità di accedere ai dati contenuti nel sistema senza il permesso del paziente e così venire a conoscenza dei dati relativi a prescrizioni farmaceutiche, visite specialistiche, esami strumentali, ecc. Del resto è anche prevista, all'interno del sistema lombardo, la possibilità che in situazioni di emergenza si possa forzare la lettura dei dati contenuti nella tessera anche senza il consenso dell'assistito, sempre naturalmente sotto la responsabilità del medico.




Versione originale: http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/articoli/413/gli-scontrini-parlanti-e-la-nuova-tessera-sanitaria.html