lunedì 19 maggio 2008
Il sistema TGUIDE in Sicilia
a cura di Ignazio Burgio
TGuide è uno strumento che consente di gestire e fruire dei beni naturali e culturali attraverso dispositivi mobili. Il sistema è già utilizzato nella regione siciliana
Far parlare una pianta, un quadro o una statua, per fare in modo che sia il bene naturale e culturale medesimo a dare al visitatore tutte le informazioni più esaurienti su di "sé": questo – in senso figurato – l'obiettivo che si è posto da alcuni mesi la Provincia di Catania con la sofisticata e innovativa tecnologia Tguide. Frutto del progetto "Sealspaw" cofinanziato con fondi europei, essa nasce da un consorzio di imprese attive nel campo dell'ITC, quali Acse S.p.A. (la capofila), STT S.r.l., Teseo Sistemi S.r.l., Dimsi S.r.l, e la partecipazione dell'Accademia delle Belle Arti di Catania. Il Dipartimento di Scienze dei linguaggi, della comunicazione e degli studi culturali dell'Università di Bergamo, il Dipartimento di Economia dell'Università di Catania, e quello di Informatica dell'Università di Milano (polo di Crema) hanno invece fornito la loro consulenza.
In sostanza, Tguide è un sistema integrato e distribuito che consente la gestione e la fruizione dei beni naturali e culturali tramite dispositivi mobili (palmari e smartphone). Le tipologie di base sono sostanzialmente due: una per "aree estese”" (come ad es. parchi naturali, siti archeologici, ecc.), ed una per aree circoscritte e localizzate (ad esempio musei, pinacoteche, ecc.). Nel primo caso, il software che fa capo a Tguide, una volta installato sul proprio palmare o smartphone, individua dei ben precisi "punti d'interesse" sulla mappa cartografica o sulla planimetria che viene visualizzata sul proprio dispositivo mobile. Se la superficie è sufficientemente grande, il sistema può avvalersi anche dell'ausilio della tecnologia satellitare GPS. L'utente ha in tal modo la possibilità di scegliere, guidato dalla mappa elettronica, il proprio itinerario di visita in funzione dei punti che più lo attirano.
Nel secondo caso il sistema si avvale dell'ausilio della tecnologia RFId (Radio Frequency Identification), implementata su etichette "intelligenti", o "tag". In sostanza, un bene naturale o culturale – quale può essere ad esempio una pianta o un quadro – viene dotato di un microchip passivo del tipo di quelli che si trovano spesso sui capi d'abbigliamento o nelle merci in magazzino. Avvicinando all'etichetta il dispositivo mobile dotato di una speciale antenna questo emette delle onde radio che interrogano il microchip per leggerne il codice registrato. Risalendo tramite questo ad una banca dati residente sul server della struttura museale o naturale (ovvero più semplicemente accedendo alla base dati installata nel palmare stesso) verranno visualizzate sul proprio dispositivo tutte le informazioni necessarie sul bene naturale o culturale in oggetto. Il codice, ben visibile sull'etichetta associato al bene, può anche essere inserito manualmente digitandolo sul tastierino numerico.
I software (per normali pc) che stanno dietro ad ambedue questi sistemi sono TguideManager dal lato client e TguideServer, appunto, dal lato server.
Il primo è un applicativo che gira sotto Microsoft Windows ed in sostanza consente la gestione delle informazioni turistiche. Ha un'interfaccia intuitiva ed è quindi di facile utilizzo anche da parte di utenti non esperti di informatica. Al suo interno è possibile: inserire e aggiornare le schede dei "Punti di Interesse" e degli itinerari per ciò che riguarda le "aree estese"; gestire il collegamento col sistema GPS; ed infine inserire e gestire anche i dati, ed i contenuti multimediali, degli itinerari e dei testi connessi alle etichette RFId, destinati ad essere poi visualizzati dai dispositivi mobili.
Il software TguideServer – gestore della base dati - può invece essere ospitato su qualsiasi piattaforma hardware con un qualsiasi sistema operativo, anche già in uso presso la struttura informatica dell'ente culturale. Inoltre il suo File Manager è perfettamente integrabile con i files già preesistenti, e questo consente di riutilizzare i dati turistici già in possesso. Esso si presenta come una vera e propria tecnologia aperta che mette in grado gli operatori del sistema di creare applicativi personalizzati ed anche siti web tramite cui non solo presentare i dati ma anche gestirli, e fornire gli appropriati servizi ai turisti. Via on line gli utenti hanno infatti la possibilità di scaricare gli itinerari sul proprio dispositivo mobile prima di visitare un'area coperta da tecnologia Tguide. Inoltre possono visualizzare anche i contenuti multimediali associati ai diversi itinerari e punti d'interesse, compresi i video in 3D, avendo così la possibilità di effettuare anche visite multimediali virtuali.
In Sicilia il sistema Tguide viene già utilizzato con la tipologia RFId dall'Orto Botanico di Catania, mentre è previsto che esso entri in funzione anche in due strutture di Militello in Val di Catania, ossia nella Pinacoteca dell'ex Convento di S. Domenico e nel Museo del Libro, ospitato nell'ex Carcere Borbonico sempre della medesima località. Il Parco dell'Etna sta invece varando un progetto molto simile, ma basato su dispositivi MP3 e naturalmente secondo una tipologia geografica estesa.
Nell'Orto Botanico dell'Università di Catania – come già accennato - ad ogni pianta è associata un'etichetta con microchip. Avvicinando il proprio palmare – purché dotato di una speciale antenna - in prossimità di essa vengono automaticamente visualizzati sia l'immagine della pianta sia un testo che descrive tutte le caratteristiche della pianta in oggetto: nome latino, luogo d'origine, storia, e via dicendo. Il testo viene anche diffuso contemporaneamente dal dispositivo sonoro del palmare. Fra le piante sono state anche predisposte delle speciali etichette, ugualmente dotate anch'esse di microchip RFId, che individuano i diversi settori in cui è suddiviso l'Orto: avvicinando il palmare ad esse si materializza una gentile avatar che dà indicazioni sul settore in cui ci si trova e sugli itinerari che è possibile seguire (in questo caso oltre ai testi anche gli itinerari sono memorizzati nel dispositivo mobile, in quanto data la limitata estensione dell'Orto Botanico l'ausilio del GPS non è ovviamente funzionale).
L'obiettivo è insomma non solo quello di fornire tutto il possibile supporto informativo al visitatore – evitando gli svantaggi della classica visita di gruppo, come ad esempio la "ressa" per ascoltare meglio il cicerone - ma anche di metterlo in grado di scegliere autonomamente gli itinerari ed i punti di suo maggior interesse. Tutto ciò anche con una particolare cura ai potenziali turisti stranieri: come ci hanno confermato infatti il Direttore dell'Orto Botanico, Prof. Pietro Pavone, ed i suoi assistenti, è prevista prossimamente la traduzione dei testi informativi anche nelle principali lingue europee.
Già adesso tuttavia è possibile usufruire della nuova tecnologia anche tramite il proprio palmare o smartphone. Installando infatti su di questi il software scaricabile dal sito www.dipbot.unict.it è possibile interagire con le etichette elettroniche annesse alle piante (se tuttavia non si dispone della speciale antenna da connettere al palmare, il testo informativo può apparire solo inserendo manualmente il codice della pianta tramite il tastierino numerico).
Nella conferenza di presentazione del sistema Tguide svoltasi il 26 Ottobre dello scorso anno sempre all'Orto Botanico è stato sottolineato da parte dei diversi relatori che si sono alternati al microfono come esso può essere esteso a tutte le svariate strutture naturali, archeologiche e museali esistenti in Sicilia con positive ricadute non soltanto dal punto di vista turistico e informativo, ma anche, ad esempio, sotto l'aspetto di un più attento e dettagliato censimento dei beni naturali e culturali, e di un maggior controllo e tutela degli stessi.
In particolare il Commissario Superiore del Corpo Forestale dello Stato, Giovanni Tornesi, ha auspicato che tale tecnologia possa essere installata anche nelle riserve naturali, al fine di una migliore tutela e di una maggiore fruibilità da parte dell'utenza. Mentre il dirigente dell'Azienda Foreste Demaniali di Enna, Nunzio Caruso, ha affermato che il sistema oltre a valorizzare meglio il territorio può rivelarsi anche un utile strumento per individuare le aree floristiche protette.
Fuori dalla Sicilia il sistema Tguide ha suscitato l'interesse dell'Università di Bergamo che in ordine al progetto "Laboratorio 2007" ne ha studiato la possibilità di utilizzarlo per la valorizzazione turistica dei Beni Sparsi nell'Alto Sebino (Lago d'Iseo) utilizzando come dispositivo mobile il Navigatore Touring T 370 del Touring Club Italiano. Anche la Sacbo S.p.A. (società di gestione dell'Aereoporto Orio al Serio) si è infine interessata al progetto al fine di indirizzare l'utenza turistica in arrivo all'aereoporto anche verso i centri turistici minori come quelli della provincia bergamasca.