Standard in medicina
di Maria Dell'Osso

Standard in medicina

venerdì 6 giugno 2008
In medicina sono quattro le aree specifiche per le quale è necessario stabilire specifiche norme: le cartelle cliniche elettroniche multimediali, i servizi diagnostici ed amministrativi per il personale sanitario, la telemedicina, telemonitoraggio

Tale interoperabilità deve essere basata sulla armonizzazione dei campi che compongono i diversi messaggi (attraverso un unico modello di dati di riferimento) e sulla preparazione di tabelle esplicite e dettagliate con i valori accettabili per ogni campo (domini di valori).

Nel complesso scenario degli standard sanitari possiamo identificare, non potendo essere esaustivi, cinque gruppi:

1. standard per lo scambio dei dati

  • DICOM (sviluppato dal comitato DICOM in accordo con l'associazione NEMA e con l'ACR): il suo scopo è di facilitare lo scambio di dati tra i diversi sistemi e di creare database facilmente interrogabili, permettendo la comunicazione di informazioni terapeutiche, diagnostiche e biomediche nelle discipline dove l'uso di immagini è associato ai dati;
  • HL7 (promosso dall'associazione HL7 organization): standard ANSI che permette lo scambio, la gestione e l'integrazione dei dati clinici e amministrativi;
  • MLMs (promosso dalla società American Society for testing and Materials): riguarda la condivisione dei dati medici tra il personale e le istituzioni del settore. La conoscenza è suddivisa in moduli chiamati "Medical Logic Modul" (MLM);
  • GLIF (redatto e approvato da diversi organismi tra cui Stanford Medical Informatics di Stanford): è un linguaggio per la creazione passo-passo di linee guida, sotto forma di diagrammi di flusso, per le decisioni e i processi clinici;
  • NCPDP (accreditato dall'ANSI): è uno standard rivolto ai servizi del settore farmaceutico dell'industria e della sanità; la sua funzione include il calcolo del conto farmaceutico, dei prodotti e delle medicazioni prevedendo il rimborso delle spese amministrative e cliniche legate alla farmacia;

2. vocabolari medici

  • UMLS (promosso dalla National Library of Medicine - NLM): lo scopo dello standard è facilitare lo sviluppo di sistemi di conoscenza di linguaggio medico; a tal fine la NML produce e distribuisce i database UMLS Knowledge Source;
  • MED (usati al New York Presbyterian Hospital): è una collezione di concetti medici presi da diverse fonti come UMLS, ICD9-CM, LOINC e SNOMED. I termini medici sono rappresentati come frames organizzati in una rete semantica;
  • SNOMED (originariamente sviluppato dal College of American Pathology ora è promosso da SNOMED International): Systemized Nomenclature of Pathology (SNOMED) nasce come Systemized Nomenclature of Pathology (SNOP) e attraverso successive modificazioni si è giunti a SNOMED CT (Clinical Terms);
  • QMR (sviluppato dalla University of Pittsburgh): è un sistema di supporto alle decisioni per internisti che aiuta a diagnosticare malattie;
  • LOINC (sviluppato da Regenstief Institute For Health Care): permette il movimento elettronico di dati clinici dai laboratori che li producono agli ospedali e studi medici. Ogni LOINC record ha un codice che può essere usato nei messaggi in HL7. Inoltre il Regenstief Institute For Health Care ha anche sviluppato una utility chiamata REMLA per facilitare la ricerca all'interno del database LOINC;
  • CPT (sviluppato dall'AMA, il suo mantenimento è ora sotto la responsabilità del CPT 2Editorial Panel): è una raccolta di codici e descrittori con lo scopo di fornire un linguaggio comune per descrivere servizi medici, chirurgici e diagnostici;
  • DSM (sviluppato dall'APA): è un catalogo dei disturbi mentali, per ogni termine che definisce una determinata patologia mentale è disponibile un elenco di sintomi, utili per riuscire a diagnosticarla.
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Mi permetto di aggiungere che interoperabilità non è soltanto il conseguimento della "comunicazione tra sistemi eterogenei" come giustamente indicato. Interoperabilità consiste in particolare nella : "abilità di trasferire e usare informazione in modo uniforme ed efficace attraverso una molteplicità di organizzazioni e sistemi informativi" (definizione coniata dal Governo Australiano, nell'ambito dell'Information Interoperability Framework).

Gli aggettivi introdotti non sono casuali poiché uno dei problemi più grossi che si sta ancora cercando di risolvere consiste proprio nel preservare la *semantica* dei messaggi tra sistemi in salute. Infatti mentre questo problema è stato già risolto in tanti altri settori (bancario, finanziario, contabile ecc.) la realtà clinica risulta essere assai più complessa e da ciò ne è conseguito che - nonostante tutti questi standard per cercare di raggiungerla - in effetti in salute ancora non siamo riusciti a ottenere una effettiva interoperabilità in tutti i casi.

In particolare abbiamo compreso che non si tratta semplicemente di condividere "un unico modello di dati di riferimento" ma piuttosto si tratta di condividere "un modello di conoscenza" ovvero un modello condiviso per la rappresentazione della pratica e della conoscenza clinica (che peraltro evolve in continuazione ovviamente e quindi tocca gestire anche questo aspetto). È su questa "scoperta" che si basa una relativamente recente iniziativa : OpenEHR (http://www.openehr.org) che attualmente sembra essere una delle più promettenti al fine di raggiungere l'obiettivo della interoperabilità semantica tra sistemi in salute.

Cordiali saluti

Maurizio Mattoli
Mattoli Ingeniería Ltda. (e-Salud)
Santiago del Cile
scritto da Maurizio Mattoli - venerdì 6 giugno 2008 alle ore 17.25

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