Infrastruttre IT per l'interoperabilità: al via il progetto ICAR
mercoledì 13 maggio 2009

Infrastruttre IT per l'interoperabilità: al via il progetto ICAR

a cura di Stefano Gorla
Allo scorso FORUM PA 2008 è stato illustrato lo stato dei lavori di una sperimentazione in Rete tra ammistrazioni regionali, definita Progetto ICAR

In un'amministrazione multilivello come quella italiana, ICAR rappresenta un caso di eccellenza nell'ambito delle Reti interistituzionali. Da un punto di vista normativo, trova il suo fondamento nell'art. 78 comma 1 del C.A.D.: "Le pubbliche amministrazioni nell'ambito della loro autonomia funzionale e gestionale adottano nella progettazione e gestione dei propri sistemi informativi, ivi inclusi gli aspetti organizzativi, soluzioni tecniche compatibili con la cooperazione applicativa con le altre pubbliche amministrazioni, secondo le regole tecniche di cui all'articolo 71, comma 1 bis".

Come è possibile vedere sul sito, ICAR coinvolge 16 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto, Valle d'Aosta) e una Provincia Autonoma (Trento), al fine di definire un modello e attivare un'infrastruttura per l'interoperabilità e la cooperazione applicativa in rete tra i sistemi informativi di diverse PA.

I 4 obiettivi del progetto, con doppia valenza sia sul tema dell'infrastruttura che su quello dei contenuti, sono:

  1. Realizzare l'infrastruttura di base per l'interoperabilità e la cooperazione applicativa a livello interregionale;
  2. Gestire strumenti di Service Level Agreement a livello interregionale;
  3. Realizzare un Sistema Federato interregionale di Autenticazione;
  4. Sviluppare case-study applicativi ai fini della sperimentazione e della dimostrazione delle funzionalità dell'infrastruttura di interoperabilità e cooperazione applicativa interregionale in ambiti specifici.

Il progetto si sviluppa attraverso 3 livelli infrastrutturali: IF1 (Interoperabilità, con infrastruttura di base per la cooperazione applicativa interregionale), IF2 (Monitoraggio, con gestione di strumenti interregionali di Service Level Agreement), IF3 (Autenticazione e autorizzazione, con sistema federato di autenticazione), e sette domini applicativi:

  • AP1 Sanità (capofila: Basilicata). La cooperazione e la compensazione sanitaria interregionale: temi come l'identificazione dell'assistito, la mobilità sanitaria, l'informativa per i medici di base, l'accesso ai dati clinici e amministrativi mettono in veidenza come sia necessario poter cooperare e lavorare su più regioni su temi di questo tipo e permettere all'utente in qualunque regione si trovi di poter accedere alla propria base dati, ad avere anche una migliore assistenza;
  • AP2 Anagrafe (capofila : Toscana). La cooperazione tra i sistemi di anagrafe: apre un fronte di servizi complessivi per gli utenti, cittadini e imprese;
  • AP3 Aree organizzative omogenee (capofila: Friuli Venezia Giulia), che compete a ogni livello regionale;
  • AP4 Lavoro e servizi per l'impiego (capofila: Friuli Venezia Giulia), L'obiettivo è la facilitazione il processo della domanda e dell'offerta di lavoro attraverso banche dati interregionali;
  • AP5 Tassa automobilistica regionale (capofila: Piemonte);
  • AP6 Osservatorio interregionale sulla rete distributiva carburanti (capofila: Liguria);
  • AP7 Sistema interregionale di raccordo (capofila: Lombardia), per realizzare un sistema federato di accesso ai sistemi statistici regionali.

Il "Centro Interregionale per il Sistema Informatico ed il Sistema Statistico" (CISIS), avvalendosi del supporto dello staff tecnico della sua tecnostruttura Q3I, ha assunto il coordinamento interregionale con la funzione di Project Manager. Attraverso l'avvio del progetto ICAR, è stata data infatti la possibilità al CISIS di costituire l'attore principale della realizzazione della interoperabilità e della cooperazione applicativa interregionale, predisponendo l'infrastruttura fisica e logica necessaria alla sua effettiva realizzazione. Il finanziamento complessivo attualmente previsto, ed assicurato dal CNIPA (38%) e dalla Regioni partecipanti (62%), è di 24 milioni di euro. Ogni Amministrazione aderente gestisce un progetto regionale per la realizzazione del progetto e utilizza risorse sia per le azioni progettuali, autonomamente svolte nel proprio ambito regionale, sia per i risultati e prodotti interregionali.


ICAR è direttamente collegato con la SPC, il Sistema Pubblico di Connettività nazionale, rintrando tra le sue prime applicazioni insieme al Processo Telematico e registrazione atti giudiziari, al Sigmater, al Sistema informativo del Lavoro, al Portale delle Imprese, al Repertorio Nazionale Dati Territoriali. Come viene assicurata l'interoperabilità? La risposta è alquanto semplice: tramite l'adozione di standard. In questo senso, il riferimento fondamentale è ai "Web Services" che costituiscono la base per l'interoperabilità e la cooperazione applicativa. I Web Services (che secondo la definizione del W3C sono sistemi software) forniscono una serie di standard per le interfacce software, per i messaggi, per la formattazione ed i protocolli. Ma i Web services sono solo la base. I servizi sono qualcosa di più. Si tratta di "Business Level Services", ad alto valore aggiunto, che realizzano una funzionalità complessa.

Occorre pertanto una Service Oriented Architecture (SOA). Per realizzare l'obiettivo di sviluppare "Applicazioni Orientate ai Servizi" è necessario supportare lo sviluppo di servizi ad alto valore aggiunto al cittadino. In questo senso il passaggio fondamentale è quello di organizzare i sistemi informatici non solo in base all'organizzazione e all'efficienza interna, ma soprattutto in base ai requisiti del fruitore dei servizi erogati. Ne consegue che la sfida fondamentale per il successo delle "Applicazioni Orientate ai Servizi" si giocherà proprio sull'efficacia delle soluzioni per condividere e rendere interoperabili questi processi. Ciò si collega a livello europeo con la "Networked European Software and Services Initiative"(NESSI) sostenuta dalla Commissione Europea. La piattaforma tecnologica software open source NESSI mira a creare un'infrastruttura per i servizi elettronici europei in grado di competere con gli USA.

NESSI è una iniziativa per la costituzione di una infrastruttura orientata ai servizi di alcune tra le maggiori società europee di software, telecomunicazioni e servizi correlati (BT, Hewlett Packard, IBM, Nokia, SAP e Siemens, Telecom Italia, Engineering), nonché aziende di più piccole dimensioni, università, centri di ricerca e laboratori statali. Oltre a quello già citato, l'obiettivo é quello di stimolare la competitività e nuove e aperte soluzioni destinate alle imprese, al benessere e alla sicurezza dei cittadini. Considerata l'importanza del progetto anche nell'ambito della Strategia di Lisbona per la competitività e l'occupazione, la Commissione Ue si è impegnata ad appoggiarlo anche finanziariamente. Pertanto complessivamente potrà contare nell'arco di sette anni - a partire dal 2005 - su investimenti per 2,5 miliardi di euro.




Versione originale: http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/casehistory/1643/infrastruttre-it-per-linteroperabilita-al-via-il-progetto-icar.html