Switch over e switch off per la tv digitale in Italia
di Lorenzo Gennari

Switch over e switch off per la tv digitale in Italia

venerdì 19 dicembre 2008
Dopo il successo del più grande switch off europeo, avvenuto in Sardegna in ottobre, anche le altre regioni italiane incominciano a intraprendere le iniziative per migrare al digitale secondo il programma del Ministero dello Sviluppo Economico

Lo switch off di tutte le regioni italiane per il passaggio dalla vecchia alla nuova tv è stato ampiamente calendarizzato. Il prossimo appuntamento è per la notte tra il 15 e 16 febbraio 2009, data in cui 104 comuni della provincia di Trento e 12 comuni delle province limitrofe (Bolzano, Verona, Vicenza) verranno interessati dallo spegnimento delle trasmissioni analogiche di Rai 2 e Retequattro.

Si tratta del cosidetto "switch-over", comunemente usato come termine che sta ad indicare il periodo di transizione alle trasmissioni in digitale. Infatti, fino al prossimo anno, in alcune regioni, per un determinato periodo di tempo, la diffusione analogica e quella digitale conviveranno.

Per il prossimo salto analogico-digitale completo invece occorerà aspettare la primavera. In Valle d'Aosta si schiaccerà l'interruttore tra l'11 e il 22 maggio, mentre a luglio toccherà al Piemonte occidentale. In autunno ci sarà lo switch off in Trentino (inclusa la provincia di Belluno) e, tra novembre e dicembre, nel Lazio e in Campania.

Il calendario prosegue con le date relative al primo semestre 2010 stabilite dal sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani che vedranno Piemonte orientale e Lombardia passare irreversibilmente al digitale terrestre. Nel secondo semestre sarà la volta di Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Nel primo semestre 2011 si aggiungeranno Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia.

Ad ultimare il processo di spegnimento delle trasmissioni analogiche saranno, nel primo semestre del 2012, la Toscana, l'Umbria e, nel secondo semestre, Sicilia e Calabria. L'intera operazione sarà accompagnata da uno stanziamento di 100 milioni l'anno fino al 2012. Fondi utili per pagare un contributo per l'acquisto di decoder da parte delle famiglie che vivono con un reddito minore di 15mila euro l'anno e per massicce campagne d'informazione previste soprattutto a livello locale.

Di questo - e di pianificazione delle frequenze, sostegno alle fasce deboli, campagne di comunicazione e di iniziative di promozione del territorio - si parlerà il 20 e il 21 gennaio a Roma per la IV Conferenza nazionale sul digitale terrestre. Conferenza dal titolo: "Niente è come prima". L'occasione per annunciare contributi, proposte e novità. Ma soprattutto per dare risposte a quelle domande ancora irrisolte.

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Speriamo che nelle altre regioni, la povera gente, non venga presa per il collo. In Sardegna, è stato un disastro. La spesa minima a famiglia per il digitale, è stato di 100 Euro: (nuov impianto d'antenna, decoder digitali aggiuntivi e nel caso più drastico, nuovo tv). Credo che il digitale terrestre, sia stata una sola bella e buona.
scritto da Sergio Tocco - lunedì 22 dicembre 2008 alle ore 9.07
....si crea lavoro ,mi corrego si assicura lavoro in questo campo , una sfiammata che da ossigeno a pochi-lo stato inevitabilmente incassa-la necessità di tutti questi cambiamenti? nella situazione economica in cui molti ci ritroviamo ,questa spesa in più ,può comportare grossi problemi...ma con ironia desidero commentare con una frase " affari sono affari"..poco importa il resto
scritto da luigina - giovedì 29 gennaio 2009 alle ore 9.00
Per me sarà l'ennesimo Bluff, nella mia zona Bacoli 80070, non ho mai visto nemmeno il segnale tradizionale Terrestre, vecchio, figuriamoci se la Rai mi farà arrivare il nuovo(pago regolarmente l'abbonamento). Vedo le televisioni solo con il Digitale Satellitare in modo decente. Viva l'Italia con i suoi Truffaldini e noi truffati
scritto da Vincenzo - lunedì 9 febbraio 2009 alle ore 10.11
con quest'altra pagliacciata vogliono togliere l'informazione a chi nn ha la possibilita economica di comprarsi un decoder o di sostituire un'antenna terrestre per vedere i canali dgtv che fra poco ci sarano solo quelli...stiamo veramente tornando indietro...la televisione sta diventando un lusso...ma daltronde a chi sta al potere(purtroppo e cosi in tutto il mondo)nn frega nulla della gente
scritto da Alessandro - lunedì 18 maggio 2009 alle ore 9.02
Personalmente capisco lo sfogo di chi si vede costretto a comperare il decoder per il digitale, ma da tecnico quale sono e' un passo obbligatorio per quanto riguarda la TV che tra l'altro offrira' certamente una visione migliore. Non capire questo e' un po' come voler utilizzare ai giorni nostri il grammofono a manovella, la clessidra, la vecchia 500, ecc. ecc.
scritto da Giuseppe - giovedì 9 luglio 2009 alle ore 15.35
oh mamma ma gli italiani sono tutti morti di fame??? personalmente mi considero un povero, niente casa di proprietà, genitore disoccupato e unico stipendio, il mio. ma con sti 100 euro vi ci dovete fa una villa? che schifo senti piangere cos' per 100 euro, "attacco al patrimonio familiare del popolo italico!!!" che tirchieria schifosa.
scritto da enrico - lunedì 3 agosto 2009 alle ore 9.11
Vorrei correggere questa frase nell articolo :

[Il prossimo appuntamento è per la notte tra il 15 e 16 febbraio 2009, data in cui 104 comuni della provincia di Trento e 12 comuni delle province limitrofe (Bolzano, Verona, Vicenza) verranno interessati dallo spegnimento delle trasmissioni analogiche di Rai 2 e Retequattro.]

Attualmente Verona e Vicenza non sono interessate ne dal switch over ne dallo switch off e per quello che riguarda Trento è stata interessata dallo switch off alcuni giorni fa !

scritto da Andrea - martedì 20 ottobre 2009 alle ore 15.09

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