Banda larga: il rapporto di  Francesco Caio
di Roberta D'Onofrio

Banda larga: il rapporto di Francesco Caio

martedì 17 marzo 2009
Il documento presenta le tre ipotesi per lo sviluppo della banda larga. Oltre alla soluzione dello scorporo della rete Telecom, la realizzazione di reti in fibra ottica.

Questa settimana sarà presentato al presidente del consiglio il rapporto "Opzioni di politica industriale per la banda larga" di Francesco Caio. Consegnato al governo la settimana scorsa, il documento contiene alcune soluzioni per sullo sviluppo della connettività nel nostro Paese.

La prima ipotesi riguarda la creazione di una rete di tipo Ftth (fiber to the home), in parte in fibra ottica e in parte in rame, per coprire circa cento città, per arrivare al 50% delle case italiane. Questa soluzione implicherebbe la possibilità di scorporo delle rete fissa di Telecom Italia.

La seconda ipotesi prevede una copertura del 25% delle abitazioni con una rete in fibra di nuova generazione e la terza soluzione promuove invece la nascita di reti locali per la copertura di 10-15 città, grazie a partnership tra Telecom Italia e privati, con un investimento pubblico limitato.

La prima strategia ipotizzata da Caio pare non aver riscosso i favori del Governo che ha già fatto sapere attraverso le dichiarazioni del ministro delle attività produttive Claudio Scajola di non volere adottare manovre in contrasto con Telecom Italia. Da tempo si sta infatti lavorando con il Garante delle comunicazioni per realizzare un sistema che garantisca parità di accesso alla rete tra i vari operatori, senza dover escludere l'ex monopolista .


insomma...telecom nel piano triennale presentato nel 2006 per spillare soldi pubblici diceva e affermava chiaramente che nel 2008 il 98% del territorio nazionale sarebbe stato ccperto dalla ADSL... poi non ha fatto nulla... nel 2008 si e candidata per lo stesso nobile scopo a fronte di un finanziamento a fondo perduto di denaro pubblico per un miliardo di euro e quando ha visto che la cosa stava diventando fattiva ha mutato il proprio impegno in una ristrutturazione della rete pubblica visto che la somma era insufficiente per detta ADSL... come si puo traghettare l'Italia verso il duemila se ancora stiamo in una societa feudale con feudi economici che nulla hanno a che fare con aggiornamento e progresso al pari di altre nazioni che, benche arretrate, ormai ci stanno tutte superando????? ogni pretesto sempre buono per ingenerare tangenti e corruzioni???
scritto da stefano mostacci - mercoledì 18 marzo 2009 alle ore 7.23
Apprezzo condivido e sottoscrivo il commento scritto oggi (18.03.09) da Stefano Mostacci. Questa "interessata tattica del rinvio" crea a tutti notevoli danni: a) di immagine, b) di intralcio nel lavoro, c) di camminare al passo con il tempo e con il progresso.
Abbiamo già pazientato troppo. Anche la pazienza ha un limite e questo limite è stato abbondantemente superato.
scritto da .Donato Barbano - mercoledì 18 marzo 2009 alle ore 19.13
è chiaro che telecom italia è una danno per il paese e per la sua crescita con la sua assoluta immobilita, è necessario farle cambiare completamente rotta o metterla da parte rispetto al resto del mercato di modo che non possa continuare a nuocere condivido appieno quanto detto sopra da stefano mostacci
scritto da stefano pinna - mercoledì 18 marzo 2009 alle ore 22.05
Di tutte le reti a fibre ottiche già realizzate, quante realmente sono in utilizzo? Se le P.A. si ricordassero dei LL.PP. già eseguiti negli scorsi anni e, forse, mai utilizzati .......... !
scritto da Mauro Badii - giovedì 19 marzo 2009 alle ore 6.44
In Italia funziona sempre allo stesso modo da 40 anni se non di piu'. Abbiamo una rete di telecomunicazioni pietosa da paese del terzo mondo. Invece di permettere agli operatori esterni di costruirne di nuove perche' non si fanno convergere tutte le tecnologie verso Fibra ottica e HSUPA/HSDPA per il mobile internet. Un'unica piattaforma con una dorsale che vada dal nord-ovest verso il nord-est e da milano verso il sud dividendosi tra sud della puglia e sicilia del sud. Si potrebbero sfruttare le linee dei treni dove far passare i condotti della fibra ottica. Invece come sempre accade in Italia per spillare i soldi si preferisce fare 70 infrastrutture che non servono a nulla e non coprono tutti i cittadini. Che gli operatori competano sui servizi e lo Stato gestisca l'infrastruttura con un'azienda dello Stato. Il libero mercato ha senso se chi detiene l'infrastruttura e' lo Stato. Invece di sanzioni economiche si blocca l'operatore per un numero di giorni questi deve avere un contratto di assicurazione per ripagare gli utenti per il mancato servizio. Ma il Governo lo capisce che senza una rete super veloce non c'e' ricerca, innovazione, sviluppo in questo maledetto paese, maledetto da una classe dirigente inesistente sui diritti dei cittadini.
scritto da Vincenzo - giovedì 2 aprile 2009 alle ore 9.40

Inserisci il tuo commento

Nome (obbligatorio):
Email (obbligatorio):
Sito:
 
Vuoi salvare questi dati?
Commento:
Codice di controllo: